I PASSI FALSI CON UN FIGLIO ADOLESCENTE

È l’età del distacco. E, anche se sappiamo che prima o poi arriverà, non sempre noi genitori siamo preparati a vivere bene un passaggio tanto delicato. «In questi casi, un tipo di manipolazione, più frequente di quanto si creda, consiste nell’installare in camera del ragazzino l’ultimo modello di pc. Il motivo? Se sta in casa a chattare non esce, è sotto il controllo di mamma e papà e non rischia di fare brutte esperienze» dice Matteo Lancini, psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro e autore di Adolescenti navigati (Erickson).
Ma quali sono gli altri passi falsi che un genitore può fare quando i ragazzi crescono?

● L’AUTORITARISMO LAST MINUTE  «Un tempo era più facile: arrivava il momento in cui entravi in conflitto con i genitori, le loro regole, il loro mondo. Ed eri cresciuto» dice Matteo Lancini. «Oggi mamma e papà costruiscono rapporti più empatici e meno autoritari con i figli. Salvo poi andare nel panico al primo ritardo notturno del ragazzo. Così alzano la voce e si improvvisano “vecchio stile”. Rivelando tutta la loro fragilità. Ecco perché non sono credibili. I ragazzi fingono di dare loro retta ma, alla fine, si limitano a mentire per poter continuare a uscire». Così il tentativo di tenerli “sotto controllo” fallisce.

● LE BUGIE  «Ebbene sì, capita: quando è in difficoltà un genitore può mentire. Il suo scopo è sempre il controllo dei figli, ma il risultato è un pasticcio» continua l’esperto. «Facciamo un esempio: mamma e papà si mettono a frugare nei cassetti o nelle mail del ragazzo e scoprono che qualcosa non va (per esempio si fa le canne). A quel punto, però, non hanno il coraggio di dire al ragazzo cos’hanno scoperto perché non vogliono perderne la fiducia». Così si crea un cortocircuito da cui nessuno trae beneficio.

Il ricatto affettivo dei genitori

«Si va dal regalo costoso fatto per “comprare” l’obbedienza alle lodi espresse pubblicamente che, in realtà, mettono in luce la bravura del genitore» spiega Nazare-Aga. «Ci sono anche forme di manipolazione più subdole, come quella delle mamme che si lamentano a causa di tutto quello che fanno per i figli o di quanto sono stanche. Oppure dicono a un figlio: «Lo sai che sei tu il mio preferito», a discapito dell’altro fratello, esclusivamente allo scopo di far sentire entrambi in colpa o in debito.

Anche in questi casi, il genitore non agisce per il bene del figlio ma per ottenere un vantaggio personale».

Le interruzioni continue e la scarsa affettività

«Non abbracciare e coccolare, ma anche non ascoltare o interrompere abitualmente i bambini quando parlano sono forme di manipolazione, perché instillano nel piccolo l’idea di non valere granché» continua l’autrice. «E un bambino con una bassa autostima tende a fare quello che gli dicono gli altri nella speranza di ricevere un segnale di affetto e attenzione. Naturalmente una volta ogni tanto può succedere a tutti di comportarsi così. Diverso se si tratta di atteggiamenti ricorrenti».

I giudizi sarcastici diretti ai figli

Frasi come «Sei uno stupido!», specie se urlate pubblicamente, provocano una ferita che rende i bambini insicuri e confusi. «Anche l’ironia o il sarcasmo fanno male, specie se gli adulti si mettono a ridere. Un bambino non può capire, soffre e farà di tutto per non ritrovarsi più in una situazione del genere».

Così però dovrà deviare le proprie energie da se stesso e dai propri desideri. L’effetto che si ottiene quando si viene manipolati, quindi, alla fine è sempre finire per fare quello che vogliono gli altri.

La scarsa considerazione per i bisogni dei figli

«Se nella relazione genitori-figli sono sempre questi ultimi a doversi adattare alle esigenze e ai ritmi dei primi, anziché il contrario, allora siamo all’interno di una dinamica manipolatoria» spiega l’esperta.

«Perché, pur di avere l’amore di mamma e papà, un bambino si adegua a tutte le richieste. E finisce per sintonizzarsi sui bisogni dei genitori anziché ascoltare i propri».