Colpisce un maschietto su 5.000. L’emofilia è una malattia genetica che si trasmette soltanto ai maschi e impedisce al sangue di coagularsi. La più grave e frequente è quella di tipo A, dovuta alla mancanza del fattore VIII che regola la coagulazione del sangue.

«È possibile scoprirla subito se, durante il parto, il piccolo ha un’emorragia al distacco del cordone ombelicale» spiega Giulio De Rossi, ematologo dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma. A volte, però, il bambino appare sano.

Ma ci sono dei segnali per capire se soffre di emofilia. Come un ematoma esteso dopo una lieve ammaccatura, o un’emorragia durante la puntura per il vaccino. Per esserne certi, si fa un esame nei centri specializzati (www.aiceonline.it).

La cura è una somministrazione di fattore VIII. Da fare soprattutto quando i bambini cominciano a camminare, perché sono più esposti ai traumi e quindi a pericolose emorragie nelle cavità articolari.

«Si può condurre una vita normale» assicura l’esperto. «Purché si scelgano sport non violenti». Sì al nuoto per esempio, no al rugby.