Ogni giorno corriamo contro il tempo e nella fretta quotidiana a volte la sensazione è quella di vivere una lotta controcorrente. Ci alleniamo a pensare velocemente, siamo multitasking e abituati a risolvere i problemi uno dopo l’altro. «Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa:  chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del  movimento che gli manca» scrisse Milan Kundera. Nell’epoca della fretta perdiamo minuti preziosi, il “senza tempo” che è consapevolezza di dove siamo: coscienza viva del nostro posto nel mondo.

 

Che cosa ti diverte?

Nel suo libro Il potere del riposo (Urra Feltrinelli) Marcella Danon, psicologa e giornalista, suggerisce un esercizio interessante: «Spesso mi adagio in una routine fatta di tanti devo e non posso fare a meno di e non ho l’abitudine di chiedermi “che cosa mi piace davvero“». Sfrutta le ferie per creare un autentico effetto vacanza dentro di te. Quali cose ami o amavi fare? Spesso accade che nella fretta quotidiana dimentichiamo quello che ci rende felici: ciò che ci fa tornare un po’ bambini, spensierati e aperti alla vita.

 

Inizia a giocare

Come possiamo trasformare la giornata in un senza-tempo in cui vivere una dimensione differente? Secondo lo psicologo biologo Peter Gray, che da anni si occupa di studiare il ruolo dell’attività ludico-ricreativa nelloo sviluppo cognitivo, giocare contribuisce alla nostra evoluzione. Prendi per mano la tua naturale curiosità e inizia a guardare ciò che desideri veramente: non si tratta di effettuare grandi cambiamenti, bensì di… rilassarsi, finalmente! E imparare a vedere da un altro punto di vista la nostra vita.

 

Rompi la routine

Cerca i piccoli momenti di felicità che ti fanno stare bene: un caffè con le amiche, raccogliere sassi e fiori con i bambini per costruire un erbario, cantare sotto la doccia, sedersi a leggere, ballare in cucina senza un perché. Quante volte mentre parliamo con una persona facciamo altro? Accade anche con i bambini: diamo ascolto a metà, siamo presenti… solo in parte. Vivere qui e ora significa decidere di prestare attenzione, fermarsi: creare un nuovo spazio, dove le abitudini si interrompono e si genera un vuoto ricco di nuove possibilità.

 

Rilassa il corpo

Quando un’idea si concretizza diventando progetto l’aspettativa in merito alla sua realizzazione può trasformarsi in un carico di pesantezza che grava sulle nostre spalle e aumenta lo stress. Uno strumento fondamentale per ritrovare la connessione e fare calma dentro di sé è… il tuo corpo! «Ecco un primo allenamento utile nella mia quotidianità, per quei momenti in cui vorrei riposarmi e non ci riesco, per questo sono carico di tensioni» spiega Marcella Danon fra le pagine de Il potere del riposo: «Scelgo allora di fermarmi e di portare la mia attenzione alla muscolatura, a quella parte del mio corpo che mi dà la possibilità di agire nel mondo ma che dal troppo movimento può risultare affaticata».

 

Meno senso del dovere, più piacere

Oggi lo stress colpisce anche i bambini, che fin da  piccolissimi si abituano a un’esistenza composta da una rigida scansione del tempo: scompaiono i momenti di noia, sembra tramontare l’epoca in cui si giocava da soli in cortile per ore, senza obiettivi né supervisione. Ascolta le parti del corpo in cui si concentrano tensioni, fatica, stress. Quando ci permettiamo di essere ciò che sentiamo dal profondo del cuore, la mente smette di essere un nemico e si accorda naturalmente con i bisogni del corpo.

 

Riprenditi il tuo tempo

La parola latina òtium sembra essere connessa a una radice etimologica appartenente all’antico sanscrito vedico: “avati“, sto bene, mi sazio, amo. Tu quanto permetti a te stessa di goderti la vita? Nella nostra epoca decidere di fermarsi suona come un rischio, eppure quando mi siedo e calmo il respiro, succede qualcosa. Le ultime ricerche in neuroscienze spiegano che quando il cervello è in ozio, si accende la creatività: in questa condizione migliora la capacità di concentrazione, il problem solving e la connessione fra le idee. Mentre riposiamo riprendiamo possesso del nostro tempo, ci lasciamo andare: entriamo di nuovo nella dimensione del gioco che da bambini è così familiare, ecco l’autentica rivoluzione.