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5 errori che potresti commettere se sei appena diventata una leader

Hai appena ottenuto la promozione per cui hai lavorato così a lungo, e ora ricopri un ruolo di responsabilità. Tutti contano su di te, e la pressione si fa sentire. Ecco qualche consiglio per essere sempre all’altezza della situazione

Gli errori della leader sono quelli più in vista, lo sapevi? Quando ricopri una posizione di responsabilità è facile essere esposti al giudizio implacabile di chi ci sta intorno. Specialmente se sei al tuo primo incarico.

Prima di passare alla nota dolente: complimenti. La tua carriera ha appena fatto un balzo di anni luce! Goditi il tuo nuovo biglietto da visita e il trattamento economico di tutto rispetto. Da questo momento in poi sarai tu il capo dei progetti e potrai guidare la tua squadra verso il successo, mettendo in pratica le tue idee e i tuoi disegni. Tutto bello, fin qui, vero? Come ben sai sta per arrivare un ma.

Diventare una leader ti metterà davanti a nuove sfide entusiasmanti. Ora non dovrai più fare riferimento a al tuo capo. Il capo… sei tu! Ecco cinque errori che potresti commettere durante i tuoi primi approcci al mondo della leadership.

Gli errori della leader: non sei più una semplice collega

La chiamano la solitudine del leader, e di certo non è un caso. Ma tu pensi di poter fare meglio. Sei sempre stata abituata a vedere i colleghi come tuoi pari, se non addirittura amici. Adesso che sei diventata il loro capo, però, la situazione si è rovesciata. In un primo momento sarai tentata di rivolgerti a loro come hai sempre fatto, in amicizia e confidenza. Ed ecco uno dei primi errori della leader alle prime armi.

Questo si verifica soprattutto quando un nuovo leader si impunta sull’idea che la cosa più importante è piacere al suo team. Essere popolari è fantastico, e di certo un gruppo di lavoro affezionato al suo capo lavora meglio e con più positività. Tuttavia, le due cose che contano davvero sono il rispetto e la fiducia.

Purtroppo, il tempo della condivisione di argomenti privatissimi, per esempio come va col partner, è finito. Fai un passo indietro da queste confidenze e tieniti leggermente in disparte rispetto ai pettegolezzi e le chiacchiere da sala mensa. Prendere le distanze non significa tagliare i rapporti, ma rendersi disponibili solo in caso di necessità professionali. Il tutto, ovvio, mantenendo entusiasmo e trasparenza. E se capita una chiacchierata sulla tua vita privata? Non tirarti indietro del tutto. Condividi, senza risultare snob, ma mantieni un certo grado di discrezione.

Hai le idee confuse sugli obiettivi del team

Come leader di primo pelo potresti avvertire una certa pressione sulla tua performance professionale. Aneli a ottenere tutto e subito. Distribuisci ordini come fossero caramelle, pianifichi mille riunioni, ti impegni a mettere in moto mille progetti. E poi, all’improvviso, tutto crolla. La prima cosa da fare quando diventi una leader è quella di mettere in chiaro la tua posizione e quella del tuo team. Quali sono i loro incarichi? Come devono svolgerli? Se non rendi palesi certe informazioni, il tuo gruppo di lavoro precipiterà presto nel caos. E la performance ne risentirà.

Prenditi un momento per stabilire non solo i tuoi obiettivi, ma anche quelli di ogni singolo membro della tua squadra. Fai in modo che ognuno di questi vada a incastrarsi alla perfezione con i risultati aziendali che dovete portare a casa. Se non sei sicura di ciò che devi ottenere, parla con i tuoi superiori e poi condividi col tuo team ciò che sai. Ancora una volta, massima trasparenza – l’unica strada verso la fiducia.

Gli errori della leader: dare ordini poco chiari

Molti neofiti della leadership si sentono in imbarazzo nel dare ordini. La loro autorità è messa in discussione per prima cosa da loro stessi. “Sarebbe bello avere il report entro lunedì” non è incisivo tanto quanto “La deadline per il report è lunedì mattina, va bene?”. A volte dare ordini mette in soggezione.

Il tuo obiettivo non è essere aggressiva, ma assertiva. Non sei la guardia con il fucile spianato, ma sei un capo che ha bisogno di ottenere un risultato. Quando chiedi qualcosa a un tuo collaboratore, sii chiara e diretta. Sfrutta il potere della mail – sempre scritta e immutabile – per impartire ordini chiari, con elenchi puntati di facile comprensione per tutti.

Stai delegando abbastanza?

Hai accettato un progetto che potrebbe essere svolto con più capacità da un tuo collaboratore. Eppure, te ne sei presa carico tu, da sola, perché vuoi dimostrare di essere all’altezza della situazione. Hai tutto sotto controllo. E questo è un altro degli errori della leader alle prime armi. Sobbarcarsi troppo lavoro, soprattutto quello che esula dalle tue mansioni e richiede molto più tempo per essere svolto, è deleterio. Quando si è sotto stress, si tende ad accumulare tutto il lavoro su di sé per evitare che gli altri commettano errori che non si ha il tempo di riparare.

Dopo aver dato indicazioni chiare al tuo team su ciò che c’è da fare, dovrai imparare a fare la cosa più difficile del mondo. Dovrai dare fiducia ai tuoi collaboratori e delegare. Se loro si fidano di te tanto quanto ti fidi di loro, il progetto sarà un successo. Solo nel caso in cui dovessero chiederti aiuto o consiglio potrai andare in loro soccorso!

Dai sempre il tuo feedback

Tra gli errori della leader alle prime armi c’è quello di dare per scontato che gli altri stiano facendo un buon lavoro. Del resto è… il loro lavoro, no? C’è un motivo per cui gli atleti si incoraggiano ogni singolo minuto sul campo. Dare un feedback è il modo migliore per incrementare le performance e dare un senso di squadra ai collaboratori.

Se i tuoi collaboratori non ricevono un feedback frequente, cominceranno lentamente a disinteressarsi del loro operato. Chi riceve periodiche opinioni e giudizi costruttivi sul suo lavoro – dai complimenti alle critiche ben strutturate e non aggressive – avrà un approccio positivo al lavoro.

Ricordati che per fare al meglio ciò che fai hai bisogno di una persona che ti faccia sapere quali sono i tuoi punti di forza e non. Il tuo team conta su di te perché tu sia questa figura insostituibile.

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