Settembre sta per finire, le giornate si accorciano e finalmente il caldo concede una tregua. Così, quasi senza pensarci, il telecomando del condizionatore finisce in un cassetto fino alla prossima estate. Ma siamo sicure che basti premere “off” e dimenticarsene per mesi?

In realtà, questo è un buon momento per dedicare qualche attenzione all’apparecchio. La manutenzione del condizionatore aiuta infatti a conservarne l’efficienza e a evitare che polvere e sporco rimangano lì fino alla prossima accensione. Alcuni controlli sono semplici, mentre per altri occorre rivolgersi a un tecnico. Ecco cosa conviene fare prima del lungo riposo invernale.

Manutenzione del condizionatore: perché farla prima dell’autunno

Durante l’estate filtri, griglie e altre parti del condizionatore possono raccogliere polvere e sporco. Anche l’unità esterna rimane esposta a foglie, polline, smog e altri detriti. Lasciare tutto così per mesi significa rimandare il problema alla prima giornata calda dell’anno successivo.

Pulizia e manutenzione sono necessarie per il corretto funzionamento del climatizzatore. Un apparecchio costretto a lavorare sotto sforzo per una manutenzione insufficiente può consumare fino al 30% di elettricità in più rispetto ai parametri di fabbrica. Anche griglie e ventole dell’unità esterna vanno mantenute libere dagli accumuli che possono ridurne l’efficienza.

La fine della stagione diventa quindi un’occasione per fare un piccolo check-up. Per la pulizia ordinaria bisogna seguire sempre le istruzioni del produttore e lavorare ad apparecchio spento. L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda, per esempio, che la pulizia dei filtri avvenga secondo le indicazioni previste per il singolo modello.

E se durante l’estate hai notato rumori insoliti, prestazioni peggiori o altre anomalie? Meglio segnalarle a un professionista qualificato invece di aspettare giugno. Lo stesso vale per gli interventi tecnici sull’impianto e sul circuito refrigerante.

Filtri, griglie e unità esterna: cosa controllare

Puoi iniziare dai filtri dell’unità interna, ma senza affidarti a una procedura universale. I modelli non sono tutti uguali. Consulta il libretto del tuo apparecchio per capire come estrarli e come pulirli. Frequenza e modalità devono tenere conto delle istruzioni del produttore, dell’effettivo utilizzo e delle condizioni dell’ambiente.

Poi puoi dare un’occhiata alle parti facilmente accessibili dell’apparecchio. Se devi rimuovere polvere dalle superfici, fallo sempre in sicurezza e seguendo le istruzioni previste dal costruttore. L’obiettivo non è smontare il climatizzatore, ma evitare di lasciarlo sporco per tutto l’inverno.

Merita attenzione anche l’unità esterna: mantieni griglie e ventole pulite da foglie, polvere, polline e smog. Questi materiali possono accumularsi nel tempo e compromettere il funzionamento dell’impianto. È importante anche non ostacolare il passaggio dell’aria con oggetti o coperture improvvisate.

C’è poi una distinzione importante. Una cosa è eliminare con cautela foglie e sporco visibile, un’altra è intervenire sui componenti tecnici. Controlli del circuito refrigerante, guasti e manutenzioni specialistiche devono restare nelle mani di personale qualificato.

Filtri puliti, condizionatore più efficiente

Nei filtri si accumulano polveri che possono ostacolare il flusso dell’aria. Il risultato? Per raggiungere la temperatura impostata, l’apparecchio può trovarsi a lavorare più del necessario.

È anche per questo che l’efficacia del condizionatore dipende in buona parte dalla manutenzione e dalla pulizia dei filtri. Trascurare l’impianto può avere un costo energetico non indifferente.

Non esiste una frequenza di pulizia identica per tutti. Dipende dal modello, dall’uso che ne hai fatto e dalle condizioni dell’ambiente. Per questo è meglio seguire il manuale del produttore.

C’è anche un vantaggio molto pratico nel pensarci adesso. Quando tornerà il primo caldo serio, non dovrai ricordarti all’improvviso di quel filtro rimasto fermo dall’estate precedente. Il condizionatore sarà già stato controllato.

Sempre più condizionatori: quanto pesa il fresco sull’ambiente

Quello che fino a qualche decennio fa era molto meno comune nelle case europee è diventato una presenza familiare: il numero di unità di climatizzazione in Europa è infatti più che raddoppiato dal 1990.

Procedere alla corretta manutenzione degli impianti, significa cercare di ottenere il comfort necessario senza sprecare energia per colpa di un apparecchio trascurato.

Prima di raffreddare una casa possiamo provare a impedire che si scaldi troppo: è il principio del raffrescamento passivo indicato anche da ENEA e che significa ridurre il fabbisogno energetico a monte e ricorrere alla climatizzazione solo quando serve.

Rinfrescare casa senza condizionatore si può

E se il condizionatore non ce l’hai? Oppure preferisci accenderlo soltanto nelle giornate più difficili? Esistono alcuni accorgimenti semplici che possono aiutare a limitare il surriscaldamento della casa. Non fanno miracoli, soprattutto durante le ondate di calore più intense, ma possono migliorare il comfort.

Il primo consiste nel fermare il sole prima che entri dalle finestre. ENEA consiglia di abbassare tapparelle o chiudere le persiane delle finestre esposte al sole nelle ore diurne. Secondo l’Agenzia, questo può ridurre fino all’80% l’ingresso dell’energia solare attraverso quelle aperture.

Poi c’è l’aria. Quando la temperatura esterna lo consente, aprire finestre poste su lati diversi può creare una ventilazione incrociata. Nelle ore più fresche, soprattutto di notte, può essere utile per disperdere parte del calore accumulato. ENEA suggerisce proprio di aprire le finestre nelle ore notturne più fresche quando il climatizzatore non è in funzione.

Anche il ventilatore può diventare un buon alleato, purché lo si usi per quello che sa fare. Muove l’aria e crea sulla pelle una sensazione di maggiore freschezza, ma non raffredda realmente una stanza. Il suggerimento è spegnerlo quando usciamo: il ventilatore rinfresca le persone, non gli ambienti.

Ombreggiamento, ventilazione e un uso ragionato dei ventilatori non sostituiscono sempre il condizionatore. Il loro contributo dipende dal clima, dall’umidità e dalle caratteristiche dell’abitazione. Possono però ridurre il bisogno di ricorrere subito al raffrescamento meccanico.