La prima cosa da sapere appena messo piede nelle Asturie è che qui il sidro si beve a tutte le ore. Nessuno vi chiederà mai «Ci vediamo per un caffè?», ma piuttosto «Prendiamoci un culín!». Se succede, sappiate che vi troverete davanti un bicchiere ampio e sottile con due dita di sidro naturale appena versate e da finire tutte d’un fiato. Un gesto di benvenuto ricco di significato e con tradizioni da rispettare, 100 per cento asturiane.
La regione del sidro naturale
Prima di arrivare nel bicchiere, il sidro nasce nei frutteti, dove il calendario ha la sua importanza. Secondo la credenza popolare, gli anni pari portano poche mele, quelli dispari di più. Quindi il 2026 può contare su una buona riserva che arriva dritta dritta dall’anno scorso. Poi, bisogna imparare a versarlo, questo succo di mela fermentato. La tecnica dell’escanciado consiste nel far cadere il liquido dall’alto sul bordo del bicchiere in modo che l’impatto attivi l’effervescenza e favorisca la liberazione degli aromi. Non c’è quindi sidreria che si rispetti senza camerieri che, tenendo la bottiglia sopra la testa, si esibiscano in questa acrobazia. Invece nei llagares, dove si produce, il sidro si spilla dalle botti di castagno aprendo un piccolo rubinetto che lascia uscire un lungo getto da “intercettare”.

«Quando a 4 anni entravo nel llagar di famiglia, venivo avvolto dall’odore delle bottiglie appena lavate, un misto di acqua e vetro che ancora mi ricorda i nonni» racconta Miguel Rodríguez Ordóñez, ultima generazione della cantina Viuda de Angelón aperta a Nava nel 1947 (sidraviudaangelonpomar.es). «La nostra società ha sempre avuto un’impostazione matriarcale e ancora oggi portano avanti l’azienda mia madre e sua sorella che qui producono il sidro naturale, ma anche brut, spumante, rosato e liquoroso». Le visite permettono di vedere il processo di selezione delle mele e le botti di castagno, mentre chi vuole sapere tutto sulla tradizione può visitare il vicino Museo de la Sidra che custodisce presse di legno del Seicento e una ricostruzione di un chigre, la tipica taverna asturiana (museodelasidra.com).

Oviedo, il cuore elegante delle Asturie
Per seguire il filo della storia, bisogna poi spostarsi a Oviedo, il cuore elegante delle Asturie, dove le strade medioevali del centro portano a scoprire angoli raccolti e palazzi signorili. La Cattedrale di San Salvador domina l’ampia piazza con una sola torre gotica, unica superstite di un progetto che ne prevedeva due, e segna l’inizio di quello che viene chiamato il Cammino Primitivo. Da qui, nel IX secolo, partì infatti il primo pellegrino, Alfonso II, detto Il Casto, per raggiungere Santiago de Compostela.
All’interno della cattedrale ad accogliere i visitatori sono il maestoso retablo tardogotico e una statua del Cristo Salvatore, la scultura di pietra policroma davanti alla quale si fermano i pellegrini. Ma è nella Camera Santa che si rischia di passare la maggior parte del tempo, per ammirare le reliquie e i capolavori dell’oreficeria medievale e per scrutare i volti degli apostoli scolpiti sulle colonne romaniche che sostengono la volta. Hanno espressioni che sembrano vive e dettagli raffinati attribuiti a un artista di Oviedo contemporaneo del Maestro Mateo che realizzò il Portico della Gloria nella cattedrale di Santiago.

Per passare dall’arte medioevale a quella moderna basta attraversare la piazza e perdersi tra le sale del Museo de Bellas Artes (museobbaa.com). Tra gli imperdibili ci sono la sala dedicata a El Greco, le incisioni di Goya e i dipinti di Joaquín Sorolla, pittore del Luminismo spagnolo. Da qui, percorrendo le strade del centro, si raggiunge plaza del Fontán, un patio circondato da case colorate, con balconi di legno e portici ad arco che un tempo riparavano gli artigiani. A pochi metri, il mercato coperto El Fontán dispone sui banchi la summa dei prodotti gourmet delle Asturie: il formaggio erborinato piccante Cabrales, i fagioli bianchi della fabada (piatto simbolo della regione con chorizo, sanguinaccio e pancetta) e i pesci del Cantabrico.

Gijón, la spiaggia e un centro a misura d’uomo
Del resto il mare è vicino e la passeggiata più bella è sulla spiaggia a mezzaluna che incornicia Gijón, la città 28 km a nord di Oviedo affacciata sul golfo di Biscaglia. Prima di arrivare al porto, merita una sosta La Laboral Ciudad de la Cultura, uno dei complessi architettonici più sorprendenti delle Asturie. Si tratta di una cittadella progettata negli anni Quaranta, concepita come orfanotrofio per i figli dei minatori morti sul lavoro. Con il tempo si è trasformata in un grande istituto per la formazione tecnica e professionale dei giovani.
Oggi l’insieme monumentale con piazze, torri, chiesa e teatro regala l’impressione di entrare in una città ideale con un linguaggio architettonico classico e dimensioni fuori scala. Al contrario, il centro di Gijón è tutto a misura d’uomo con gli slarghi su cui si affacciano cappelle di pietra, resti delle mura romane, strade incorniciate da case dipinte con la pittura avanzata dopo aver tinto le barche dei pescatori.

La tradizione culinaria del Club de Guisanderas
Dal Mar Cantabrico e dai pascoli dell’entroterra arrivano i prodotti alla base delle ricette tipiche proposte dal Club de Guisanderas, quaranta cuoche custodi della cucina autentica. «Per entrare nel club bisogna essere proprietarie di un ristorante, aver lavorato ai fornelli per oltre dieci anni e preparare piatti asturiani. In più, occorre superare la prova di assaggio delle altre chef» spiega María Fernández López del ristorante El Fartuquín (elfartuquin.es).
«Io ho iniziato a cucinare a nove anni, seguendo i consigli di mia madre e dopo ne ho fatto un lavoro. Ricordo ancora la mia prima mansione: tagliare la lattuga con le forbici per un matrimonio di cento persone. Ora noi Guisanderas portiamo avanti la tradizione, anche attraverso il Menu del Desarme, legato alla memoria delle guerre carliste dell’Ottocento. Secondo una delle versioni tramandate, i soldati furono disarmati dopo essere stati invitati a banchetto. Oggi la ricorrenza si celebra sempre a ottobre con un menu codificato: ceci con baccalà e spinaci, trippa all’asturiana e riso con latte». Tre piatti poveri ora richiestissimi. Ovviamente da accompagnare con un culín (o più) di sidro.

Carnet
COME ARRIVARE
Volotea raggiunge l’aeroporto delle Asturie con voli diretti e con scalo (da 19 euro, volotea.com).
DOVE DORMIRE
Nuvó Hotel Boutique è tra il centro medioevalee le strade dello shopping di Oviedo. Camere ampiee palestra (doppia da 80 euro, bluehoteles.es).
DOVE MANGIARE
La Sidrería Dominganes si trova accanto al museo del sidro a Nava (@casadominganes). Sulla piazzadella Cattedral di Oviedo, lo chef José Cuesta del Llar de la Catedral prepara ottime zuppe e selvaggina(@elllardelacatedral). Alla Sidrería Tierra Astur (a Oviedo e a Gijón) trovi i piatti tipici: il fois di granseola, la tradizionale fabada (fagioli, chorizo, sanguinaccio e pancetta) e il cachopo, cotoletta ripiena di prosciutto e formaggio (tierra-astur.com). Atmosfera familiare e ricette ben fatte come i calamaretti al nero di seppia da La Finca Sidrería Agrobar (sidrerialafinca.es).
SHOPPING
Nel 1924 la pasticceria Camilo de Blas ha inventato il Carbayon, dolce di sfoglia coperto con crema alle mandorle. Qui Woody Allen ha girato alcune scene di Vicky Cristina Barcelona (3,50 euro, camilodeblas.es).
ESPERIENZA
La festa del Desarme con rievocazioni storiche e il menu custodito dalla Cofradía del Desarme sono l’evento da non perdere a Oviedo (eldesarme.es).
PER INFORMAZIONI
spain.info, turismoasturias.es, sidraturismoasturias.es