Chi è amante degli animali, saprà molto bene che è fondamentale che il proprio amico animale abbia un pelo robusto e lucido. Non è soltanto un fattore di estetica: un pelo robusto è certamente anche più bello da ammirare rispetto ad uno sfibrato, però è pur vero che un manto che è vigoroso e folto indicherà una salute buona, per il proprio amico peloso. Se avete visto che il manto del vostro amato micio sta iniziando a perdere lucentezza e gli volete dare nuovamente robustezza e volume, senza usare shampoo, e soluzioni chimiche che ci sono sul mercato, ecco le giuste dritte per curare il pelo del gatto.

Come curare il pelo del gatto

Il gatto è un’animale molto autonomo e di per se molto pulito. Infatti i gatti dedicano molto tempo alla pulizia del loro pelo. Allo stesso tempo però a causa della vivacità e lo spirito di avventura possono rovinare il loro pelo. Il pelo del gatto è veramente molto importante, in quanto ha il compito di proteggere l’animale dall’umidità, dal freddo e dagli sbalzi della temperatura. Perciò, è fondamentale prendersi cura di lui in modo regolare, ed inoltre in modi diversi, che andremo a scoprire. Dovrete ricordarvi che quando si fanno le operazioni di toelettatura, sarà bene guardare con molta attenzione alla cute del vostro felino. Ad esempio la zona che è dietro le orecchie è il luogo dove maggiormente si possono annidare i parassiti. Dovrete verificare che non vi siano delle lesioni, in quanto in tali zone, dove il pelo cade, i segni sulla pelle potrebbero essere dovuti a dermatiti o micosi.

Come curare il pelo del gatto: spazzolamento

Sarà bene abituare il vostro felino al momento che dovrà fare la toeletta fin da cucciolo, perché poi potrebbe non accettare mai tale trattamento, che potrebbe diventerebbe una tortura, sia per lui che per voi che siete i padroni. Spazzolare il mantello del gatto è un’attività fondamentale per avere un animale bello e sano. Generalmente l’animale lo accetta perché fin da piccolo la mamma lo leccava frequentemente e a lungo. La lingua dei gatti è un po’ ruvida, per cui l’effetto è uguale a quello che si ottiene con una spazzola o un pettine. Per avere un pelo pulito basta spazzolare il gatto una volta la settimana; la frequenza deve essere maggiore se il gatto ha il pelo lungo. Spazzolare il gatto vuol dire evitare che il pelo si annodi. Inoltre eliminare i peli “morti” che possono essere ingeriti dal gatto. Bisogna poi tenere sotto controllo lo stato del pelo e della pelle per un’eventuale presenza di parassiti e di lesioni cutanee.

Gli strumenti

Per pulire il gatto occorre una spazzola adatta: non deve essere di materiale sintetico, ma è preferibile in materiali naturali, come per esempio in setola, in modo da non elettrizzare il suo pelo.

I movimenti

Potrete “iniziare” il micetto alla pulizia partendo prima con alcune passate sulla testa, evitando le orecchie perché sono veramente molto sensibili. Successivamente, dovrete aumentare il tempo di toeletta, sempre iniziando dalla testa, poi dovrete scendere sul collo, zampe, dorso, infine la coda e pancia. In questo ultimo punto dovrete prestare attenzione massima a non toccare i capezzoli al gatto. I gatti dal mantello con i peli “vaporosi”, come i persiani, vanno pettinati “verso l’alto” o partendo dalla pelle e andando nel verso perpendicolare. Gli altri vanno pettinati seguendo la direzione del pelo stesso. L’azione deve essere non troppo energica né troppo superficiale e il più possibile regolare. Si comincia dal musetto, senza piegare le orecchie, e si continua fino alla coda. Essa deve essere trattata con maggiore delicatezza in quanto è molto sensibile. La toelettatura deve interessare anche la parte inferiore del gatto, senza irritare i capezzoli. Il momento migliore è quando il gatto vene da voi cercando le coccole, anche magari dopo aver mangiato.

Quanto spazzolare il gatto

Se il gatto ha il pelo corto, non avrà bisogno di essere spazzolato troppo spesso: sarà sufficiente un trattamento alla settimana, che potrà servire a togliere i vecchi peli in modo da evitare che il micio, leccandosi il mantello in segno di pulizia, ne possa ingerire una pericolosa quantità. Un gatto che ha il pelo lungo, invece, avrà bisogno di tanta più cura, occorrerà quindi passare la spazzola tutti i giorni. Inoltre vi consigliamo di finire la vostra toeletta con diverse passate di cardatore metallico, che è una speciale spazzola da usare però con attenzione, in modo da non ferire l’animale. Se il gatto lo tenete con voi in appartamento, sarà bene fare due volte la frequenza dei trattamenti, perciò dovrete farli due volte a settimana se il suo pelo è corto, mentre due volte al giorno se il vostro amico animale ha il pelo lungo.

Cosa fare in caso di peli annodati

Se il pelo del gatto è trascurato, durante la pulizia si può presentare il problema dei peli annodati, che impediscono l’azione del pettine o della spazzola. In questi casi è opportuno rasare il pelo del gatto nelle zone più critiche. Inoltre, un mantello trascurato comporta l’irritazione cutanea di alcune zone e dermatiti. Nei casi più gravi è consigliabile portare il gatto dal veterinario che provvede sia alla rasatura che alla cura delle lesioni cutanee. Per una guarigione completa il medico prescrive terapie antibiotiche. Se il gatto tende a grattarsi con le zampette ed impedisce il risanamento delle ferite bisogna applicare il “collare elisabettiano”.

Come curare il pelo del gatto: bagnetto

Il bagnetto resta un capitolo a parte. I gatti sentono il bisogno di lavarsi in modo da togliere la sporcizia, che il solo utilizzo della spazzola non riuscirà ad intaccare. Il bagno dovrà essere fatto soltanto una volta a settimana ogni due mesi per i gatti col pelo corto, invece per i gatti col pelo lungo andrà fatto una volta ogni tre settimane. È errato lavarli più spesso, in quanto la cute ed il pelo loro gli servono per mantenere un equilibrio giusto idrolipidico essenziale per la loro salute.

Procedimento

Prima di tutto dovrete spazzolare il pelo in modo da sciogliere nodi eventuali; dopodiché dovrete mettere dentro ad una bacinella un asciugamano ben steso, in modo da fare da antiscivolo per il vostro micio. Dovrete quindi ora versare pochi centimetri di acqua ben calda; dovrete sentire la temperatura col classico modo del gomito: quando a voi andrà bene, anche per il vostro gatto la temperatura dell’acqua sarà idonea. A questo punto, una volta che avrete un po’ coccolato il gatto, lo dovrete mettere nella bacinella, poi potrete cominciare a bagnargli il pelo, parlandogli con calma e dolcezza. Cercate di tenerlo fermo, però senza stringerlo. Adesso dovrete diluire un po’ di shampoo per gatti nel palmo della mano, poi lo dovrete mettere sul suo mantello, un po’ come se steste accarezzando il vostro felino, facendo molta attenzione a non mandargli nulla negli occhi, in bocca e nelle orecchie. Infine, potrete massaggiare leggermente la cute con i polpastrelli, piano, senza usare le unghie. Adesso potrete passare al risciacquo tramite acqua calda corrente ed avvolgere l’animale in un asciugamano morbido ed ampio, facendogli un dolce abbraccio. Se il vostro felino avrà il pelo lungo, sarà meglio dare anche un colpo di phon, a temperatura media, mantenendo una certa distanza dal gatto.

Come curare il pelo del gatto: ricetta gourmet

Se volete ridare lucentezza al pelo del vostro gatto, ecco una ricetta infallibile da abbinare al periodico spazzolamento del micio.

Occorrente

  • un uovo fresco
  • un pizzico di sale
  • due recipienti
  • una forchetta
gatto sui libri che odora le piante

Il materiale

Vi dovrete assicurare di aver tutto quanto quello che vi servirà, quindi mettete tutto il materiale sopra ad un ripiano.
Iniziate con il rompere un uovo a metà, separando il tuorlo dall’albume. Ora mettete le due parti diverse dentro a due contenitori separati. Potrete usare le uova che comprate sempre solitamente al supermercato, però per un migliore risultato meglio utilizzare un uovo fresco. Nelle uova fresche, il tuorlo infatti è assolutamente più nutriente ed il risultato lo vedrete subito. Il profumo, inoltre, è più forte e vedrete che attira l’attenzione del vostro amico gatto.

L’uso dell’uovo

A questo punto dovrete mettere il recipiente con l’albume da parte, poi prendete il recipiente col tuorlo. Quindi aggiungete un po’ di sale. Una raccomandazione, non esagerate: l’eccesso di sale potrebbe diventare nocivo per il vostro micio, portando senso di nausea e gonfiore. Dovrete sbattere il tuorlo e, una volta che sarà amalgamato bene il composto, dovrete servirlo al gatto. Il tuorlo, è altamente proteico ed anche molto ricco di cheratina, perciò servirà ad irrobustire sia le ossa del gatto che il pelo, e si potrà così rivelare un integratore naturale ottimo. Un metodo naturale, come ci insegnava la nonna.

Raccomandazioni

Vi ricordiamo che il tuorlo non cotto è molto difficile da digerire. Per tal motivo, dovrete preparare il composto al vostro gatto lontano dai principali pasti, o comunque meglio se in sostituzione della cena o pranzo. È meglio se evitate di preparare tale pasto per il vostro gatto durante i mesi invernali. Non dovrete nemmeno lasciare che diventi un’abitudine, in quanto ai gatti piace tantissimo il sapore dell’uovo, ma essendo un alimento molto grasso, sarà meglio non abusarne.