A partire dal 27 ottobre 2025, il Parco archeologico del Colosseo a Roma apre al pubblico per la prima volta il cosiddetto Passaggio di Commodo, uno dei percorsi più affascinanti dell’Anfiteatro Flavio. Questo corridoio sotterraneo, originariamente riservato alle alte gerarchie imperiali, è stato oggetto di un restauro importante che ne ha restituito l’accessibilità.

Chi era Commodo

L’imperatore Commodo visse tra il 161 e il 192 d.C. e regnò da solo dal 180. Figlio del filosofo‑imperatore Marco Aurelio, il suo governo è ricordato per forte mercificazione del potere, spettacolarità, e un certo eccesso nell’identificazione con l‘eroe mitologico Ercole. Amava esibirsi come gladiatore, partecipando – secondo le fonti – a combattimenti nell’arena dell’anfiteatro romano. Il legame con il passaggio sotterraneo del Colosseo deriva dalla tradizione secondo cui proprio in quel corridoio l’imperatore subì un attentato. Anche se non vi è certezza che l’episodio lì si sia svolto, il nome è rimasto e oggi contribuisce al fascino del luogo.

Il Passaggio di Commodo

Il Passaggio di Commodo è un corridoio coperto a volta, scavato tra la fine del I secolo e l’inizio del II secolo d.C., direttamente nelle fondamenta dell’anfiteatro Flavio. Non era previsto nel progetto originario del Colosseo, ma aggiunto successivamente, probabilmente sotto gli imperatori tra Domiziano e Traiano. Il percorso si colloca all’estremità meridionale dell’asse minore e metteva in comunicazione, in forma riservata, il pulvinar (il palco imperiale) con l’esterno del monumento.

Dal punto di vista architettonico, il corridoio non è perfettamente rettilineo: si compone di tre bracci, con due rami divergenti e un elemento di congiunzione orientato nord‑sud, dotato di lucernari per l’illuminazione e l’aerazione. Le pareti originarie erano decorate con lastre in marmo (di cui ancora si vedono le tracce delle grappe di fissaggio), sostituite poi da intonaci dipinti con motivi paesaggistici. Sulla volta erano stucchi che raffiguravano scene mitologiche (fra cui quelle di Dioniso e Arianna) e nelle nicchie all’ingresso del percorso decorazioni legate agli spettacoli d’arena: cacce al cinghiale, combattimenti con orsi, acrobati.

Il restauro e l’accesso al pubblico

Il progetto di restauro del Passaggio di Commodo, attuato tra ottobre 2024 e settembre 2025, ha previsto la manutenzione straordinaria della struttura, il restauro di stucchi e intonaci, l’installazione di una nuova copertura per la porzione di volta crollata e la valorizzazione illuminotecnica. È stata inserita una passerella di camminamento che consente ai visitatori di percorrere in sicurezza la galleria.

Inoltre sono state integrate misure di accessibilità: una scala retrattile trasformabile in piattaforma elevatrice supera i sei gradini ottocenteschi che separavano il corridoio dal piano dell’arena, permettendo anche l’accesso a persone con mobilità ridotta. Per abbattere le barriere cognitive sono stati predisposti una mappa tattile per la lettura delle immagini degli stucchi e un video di restituzione digitale delle decorazioni antiche. L’apertura al pubblico avviene con gruppi ridotti (circa 8 persone per accesso) e l’attuale tratto fruibile è lungo circa trenta metri; è prevista una seconda fase di intervento per estendere il percorso fino a circa cinquanta‑cinque metri.

Come e quando visitare il Passaggio di Commodo

Attualmente l’accesso è incluso in tour specifici e nel biglietto “Full Experience” del Colosseo che comprende anche aree sotterranee. I turni sono limitati a piccoli gruppi per motivi di tutela e sicurezza, perciò è consigliabile prenotare con anticipo attraverso il sito ufficiale del Parco archeologico del Colosseo. Il percorso termina in una porta di vetro che consente di osservare il cantiere in corso oltre il tratto visitabile: un’occasione per vedere “dal vivo” come funziona un sito archeologico in evoluzione. Infine, la visita può essere combinata con il resto del Colosseo, del Foro Romano e del Palatino: è consigliato considerare almeno 2‑3 ore complessive per godere dell’esperienza senza fretta.