C’è chi li immagina come luoghi silenziosi dove osservare opere e reperti. E poi ci sono i musei che riescono a coinvolgere i visitatori, stimolare la curiosità e creare un legame con il territorio. Gli European Museum of the Year Awards 2026 hanno premiato proprio queste realtà. Durante la cerimonia che si è svolta a Bilbao, l’European Museum Forum ha riconosciuto le istituzioni che si distinguono per inclusione, partecipazione delle comunità, sostenibilità e capacità di rendere la cultura accessibile a tutti. A conquistare il titolo di miglior museo europeo dell’anno è stato Den Gamle By, in Danimarca. Ma anche gli altri vincitori raccontano un’Europa che sta ripensando il ruolo del museo, trasformandolo in uno spazio vivo e aperto al dialogo.
European Museum of the Year Awards 2026: cosa premiano gli EMYA
Gli European Museum of the Year Awards, conosciuti con l’acronimo EMYA, sono tra i riconoscimenti più prestigiosi del panorama museale europeo. Ogni anno la giuria valuta musei nuovi o profondamente rinnovati che si distinguono per innovazione, qualità dell’esperienza offerta al pubblico e impatto sociale. Nel 2026 sono stati presi in considerazione 34 musei dislocati in 16 Paesi europei.
I criteri di valutazione vanno oltre la qualità delle collezioni. La giuria osserva come i musei promuovano i valori della democrazia, dei diritti umani e della partecipazione. Vengono premiati i luoghi capaci di coinvolgere le comunità locali, favorire l’inclusione e creare nuove occasioni di conoscenza. In altre parole, non conta soltanto ciò che viene esposto, ma anche il modo in cui il museo dialoga con il presente e con le persone che lo visitano.
È una visione che riflette un cambiamento più ampio. Sempre più istituzioni culturali stanno infatti abbandonando l’idea del museo come semplice contenitore di oggetti per diventare spazi di incontro, confronto e partecipazione. Ed è proprio questa evoluzione che emerge chiaramente dai vincitori dell’edizione 2026.
Den Gamle By, il museo danese che ha conquistato l’Europa
Il titolo di miglior museo europeo del 2026 è andato a Den Gamle By, il celebre museo all’aperto di Aarhus, in Danimarca. Il suo nome significa «la vecchia città» e descrive perfettamente l’esperienza che offre ai visitatori: un viaggio attraverso quattro secoli di storia urbana danese.
A differenza di molti musei tradizionali, qui non ci si limita a osservare. Si passeggia tra strade ricostruite, botteghe storiche, abitazioni e luoghi della vita quotidiana. Ci si può imbattere in cavalli che attraversano i vicoli oppure entrare in un vecchio ufficio biglietteria della Scandinavian Airlines conservato come un tempo. L’impressione è quella di trovarsi in una città ancora viva, dove il passato continua a dialogare con il presente.
Uno degli aspetti che ha convinto la giuria è il forte coinvolgimento della comunità. Volontari e cittadini partecipano attivamente alla costruzione delle narrazioni del museo, condividendo competenze, ricordi e testimonianze personali. Le attività proposte affrontano anche temi contemporanei come identità, migrazione ed emancipazione, dimostrando come la storia possa diventare uno strumento utile per comprendere il mondo di oggi.
Da Londra alla Slovenia: gli altri musei premiati nel 2026
La serata di Bilbao ha premiato anche altre istituzioni che rappresentano approcci molto diversi alla cultura. A Londra, il Council of Europe Museum Prize è stato assegnato al Young V&A, la sede del Victoria and Albert Museum dedicata a bambini e ragazzi. Dopo la riapertura nel 2023, il museo ha sviluppato un percorso costruito insieme a famiglie, insegnanti e giovani visitatori, rendendoli protagonisti del progetto culturale.
In Slovenia, il Kenneth Hudson Award for Institutional Courage and Professional Integrity è andato al Museum of Madness Institute di Trate. Ospitato nell’ex ospedale psichiatrico di Cmurek, il museo racconta la storia dell’assistenza psichiatrica attraverso testimonianze, archivi e opere artistiche. Il progetto coinvolge ex residenti, operatori e associazioni locali, trasformando un luogo di isolamento in uno spazio di memoria e confronto.
Il premio dedicato all’inclusione e all’accoglienza è stato assegnato al Museum of the Rural Civilisation of Mendrisiotto, a Stabio, in Svizzera. Qui la storia della civiltà contadina viene raccontata con percorsi pensati sia per gli adulti sia per i bambini. Le installazioni interattive e l’atmosfera familiare contribuiscono a rendere la visita accessibile e coinvolgente per tutti.
In Finlandia, il Lahti Museum of Visual Arts Malva ha ricevuto il riconoscimento dedicato alla sostenibilità ambientale grazie a una gestione che integra questo valore in ogni aspetto dell’attività museale. In Germania, invece, l’AlpenStadtMuseum di Sonthofen è stato premiato per il forte coinvolgimento della comunità locale nella progettazione delle attività culturali.
Perché questi musei meritano una visita durante un viaggio in Europa
I musei premiati dagli EMYA 2026 hanno un elemento in comune: mettono al centro l’esperienza delle persone. Non propongono soltanto collezioni da osservare, ma invitano il visitatore a partecipare, riflettere e interagire. È una caratteristica sempre più apprezzata da chi viaggia e cerca esperienze autentiche, capaci di raccontare un territorio attraverso le sue storie e le sue comunità.
Visitare uno di questi luoghi significa scoprire città e regioni da prospettive diverse. Significa entrare in contatto con temi che spaziano dalla memoria collettiva alla sostenibilità, dall’inclusione sociale all’educazione delle nuove generazioni. E significa anche trovare spunti per comprendere meglio l’Europa contemporanea, attraverso luoghi che hanno scelto di fare della cultura uno strumento di partecipazione.