In un mondo attraversato da conflitti, crisi geopolitiche e crescenti avvisi di viaggio, la sicurezza è diventata uno dei criteri più importanti nella scelta di una destinazione. Il Global Peace Index 2026, considerato il più autorevole indicatore mondiale sul livello di pace, mostra un quadro internazionale sempre più complesso. Eppure esistono Paesi che continuano a distinguersi per stabilità, basso tasso di criminalità e forte coesione sociale. Dall’Islanda alla Nuova Zelanda, passando per Svizzera e Slovenia, la nuova classifica offre una bussola utile per chi sogna una vacanza all’insegna della tranquillità. E ricorda che, nonostante le tensioni globali, ci sono ancora luoghi dove la pace resta una realtà quotidiana.
Il mondo è meno pacifico: cosa emerge dal Global Peace Index 2026
L’edizione 2026 del Global Peace Index fotografa un mondo che continua a diventare meno pacifico. Secondo l’Institute for Economics & Peace, il livello medio di pace globale è peggiorato dello 0,7% nell’ultimo anno. Dei 163 Paesi analizzati, 99 hanno registrato un deterioramento e solo 62 un miglioramento.
Il rapporto evidenzia come i conflitti armati siano il principale fattore di questo peggioramento. Oggi si contano più conflitti tra Stati attivi rispetto a qualsiasi altro momento dalla fine della Seconda guerra mondiale. Anche il numero di Paesi coinvolti in guerre o tensioni esterne è quasi raddoppiato rispetto al 2008.
Tra gli eventi che hanno influenzato maggiormente il quadro internazionale figurano la guerra in Ucraina, il conflitto civile in Sudan e le tensioni in Medio Oriente. Il risultato è uno scenario globale più fragile e militarizzato rispetto al passato.
Per chi viaggia, questa situazione si traduce in un aumento degli avvisi governativi e delle raccomandazioni di prudenza. Sempre più destinazioni presentano infatti aree considerate a rischio per motivi di sicurezza o instabilità.
Come viene calcolato il Global Peace Index
Il Global Peace Index è pubblicato ogni anno dall’Institute for Economics & Peace e copre il 99,7% della popolazione mondiale. L’indice analizza 163 Stati e territori indipendenti attraverso 23 indicatori qualitativi e quantitativi.
La valutazione si basa su tre grandi aree. La prima riguarda il livello di sicurezza e protezione sociale, considerando aspetti come criminalità, stabilità politica e violenza interna. La seconda misura l’intensità dei conflitti nazionali e internazionali in corso. La terza analizza il grado di militarizzazione del Paese, comprese spese militari e disponibilità di armamenti.
Il risultato finale non misura il rischio specifico per i turisti, ma offre un’indicazione affidabile della stabilità generale di una nazione. Per questo motivo il GPI è spesso utilizzato come punto di riferimento anche nel settore dei viaggi.
I 10 Paesi più sicuri del mondo nel 2026
Secondo il Global Peace Index 2026, questi sono i dieci Paesi più pacifici del pianeta:
- Islanda
- Nuova Zelanda
- Svizzera
- Slovenia
- Irlanda
- Austria
- Portogallo
- Singapore
- Finlandia
- Giappone
La classifica conferma il predominio europeo, con sette Paesi presenti nella top ten. Anche l’area Asia-Pacifico continua però a distinguersi grazie ai risultati di Nuova Zelanda, Singapore e Giappone.
All’estremo opposto della graduatoria si trovano invece Russia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Ucraina e Israele, indicati come i Paesi meno pacifici del 2026.
Perché Islanda, Nuova Zelanda e Svizzera guidano la classifica
L’Islanda occupa il primo posto per il diciannovesimo anno consecutivo. Il Paese nordico non possiede un esercito permanente, registra livelli molto bassi di criminalità e beneficia di una forte fiducia tra cittadini e istituzioni. Secondo il rapporto, mantiene un vantaggio significativo rispetto a tutte le altre nazioni.
La Nuova Zelanda conquista la seconda posizione, salendo di un gradino rispetto al 2025. È il Paese dell’area Asia-Pacifico con il miglior risultato relativo ai conflitti in corso e continua a distinguersi per stabilità sociale e qualità della vita.
Sul terzo gradino del podio troviamo la Svizzera. Alla tradizionale neutralità politica si aggiungono bassi livelli di criminalità e istituzioni solide. Un insieme di fattori che la rende una delle destinazioni più sicure e apprezzate al mondo.
Merita attenzione anche la Slovenia, salita al quarto posto globale. Negli ultimi anni si è affermata come una delle realtà più stabili d’Europa, grazie a un elevato senso di sicurezza sociale e a un basso livello di militarizzazione.
Quanto conta davvero il Global Peace Index quando si organizza un viaggio
Il Global Peace Index rappresenta un ottimo strumento per comprendere il livello generale di stabilità di un Paese. Tuttavia non racconta tutto ciò che un viaggiatore deve sapere prima della partenza.
L’indice non considera infatti elementi come la microcriminalità nelle aree turistiche, la sicurezza stradale, le condizioni climatiche estreme che possono portare a colpi di calore e problemi per la salute anche seri o i rischi naturali specifici di una destinazione. Per questo gli esperti invitano sempre a consultare anche gli avvisi ufficiali dei ministeri degli Esteri e le informazioni aggiornate sulla zona che si intende visitare.
La classifica può quindi essere letta come una bussola utile per orientarsi tra le destinazioni più stabili del pianeta. Non sostituisce però una pianificazione accurata del viaggio e un controllo delle condizioni locali prima della partenza.