Le dinamiche della mobilità globale stanno cambiando e, con esse, il peso politico e diplomatico dei passaporti. L’Henley Passport Index misura la libertà di movimento dei cittadini in base ai Paesi in cui possono entrare senza visto. Secondo questo indice, il passaporto italiano – documento che è possibile richiedere in Questura o anche presso gli uffici postali – si conferma tra i più influenti al mondo (quarta posizione a livello globale) mentre quello statunitense invece è sceso dalla classifica dei 10 più “potenti” al mondo per la prima volta nei 20 anni. A guidare la top 10 c’è Singapore, a seguire la Corea del Sud e il Giappone.

Presi in esame 199 passaporti

L’Henley Passport Index ha analizzato i dati dell’International Air Transport Association (IATA), prendendo in considerazione 199 passaporti e 227 diverse destinazioni di viaggio per stilare una classifica basata sull’accesso senza visto.

Il passaporto italiano ai vertici della classifica

Il passaporto italiano, di recente interessato a una modifica delle procedure di rinnovo, continua a essere uno dei più prestigiosi al mondo. Con accesso senza visto a 188 Paesi, l’Italia si colloca al quarto posto a pari merito con Germania, Spagna, Lussemburgo e Svizzera. Questo traguardo riflette la solidità diplomatica del Paese e la rete di accordi bilaterali costruita nel tempo.

Il passaporto americano: la fine di un’era di supremazia

Dopo anni ai vertici, il passaporto statunitense registra un netto arretramento. Gli Stati Uniti, che nel 2014 occupavano il primo posto dell’Henley Passport Index, sono ora scesi al dodicesimo posto, a pari merito con la Malesia, garantendo accesso senza visto a 180 destinazioni. Il presidente di Henley & Partners, Christian Kaelin, ha spiegato che il calo del passaporto americano riflette «un cambiamento nelle dinamiche di mobilità globale e di potere diplomatico». Il rapporto sottolinea come le politiche restrittive sull’immigrazione introdotte durante l’amministrazione Trump abbiano contribuito al declino, ricordando la revisione della documentazione di oltre 55 milioni di titolari di visti statunitensi annunciata dal Dipartimento di Stato. Secondo Kaelin, «Le nazioni che abbracciano l’apertura e la cooperazione stanno facendo passi da gigante, mentre quelle che si aggrappano ai privilegi del passato vengono lasciate indietro».

La classifica globale: dominio asiatico ed equilibrio europeo

Il nuovo Henley Passport Index 2025 conferma il predominio di Asia ed Europa nella libertà di movimento. Singapore guida la classifica con accesso a 193 Paesi, seguita da Corea del Sud (190) e Giappone (189). L’Italia mantiene la sua posizione d’eccellenza al quarto posto assieme a Germania, Lussemburgo, Spagna, Svizzera. Il Regno Unito scende all’ottavo (due posti in meno rispetto allo scorso anno); in forte ascesa gli Emirati Arabi Uniti, che raggiungono anch’essi l’ottava posizione. In fondo alla lista, al 106° posto, c’è l’Afghanistan: i cittadini con passaporto hanno accesso solo a 24 destinazioni senza visto. La Siria si è classificata al 105° posto con 26 destinazioni, mentre l’Iraq si è classificato al 104° posto con 29 destinazioni.

Classifica Henley Passport Index 2025 (tra parentesi le destinazioni raggiungibili senza visto):

  1. Singapore (193)
  2. Corea del Sud (190)
  3. Giappone (189)
  4. Germania, Italia, Lussemburgo, Spagna, Svizzera (188)
  5. Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi (187)
  6. Grecia, Ungheria, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Svezia (186)
  7. Australia, Repubblica Ceca, Malta, Polonia (185)
  8. Croazia, Estonia, Slovacchia, Slovenia, Emirati Arabi, Regno Unito (184)
  9. Canada (183)
  10. Lettonia, Liechtenstein (182)
  11. Islanda, Lituania (181)
  12. Stati Uniti, Malesia (180)