Immagina spiagge dorate, tramonti infuocati, vicoli incantati e il profumo dei pini marittimi al tramonto. E poi pensa a migliaia di persone che affollano quel sogno, giorno dopo giorno, trasformando l’incanto in caos. Questo è il dilemma che sta vivendo Maiorca, la più grande delle Baleari, un tempo luogo di serenità, oggi isola vittima di turismo di massa che molti residenti definiscono «insostenibile».

«Non venite», l’appello senza sconti

Sette organizzazioni ambientali hanno redatto una lettera aperta in catalano, spagnolo, inglese e tedesco, lanciando un messaggio diretto, indirizzato ai turisti: «Do not come». I firmatari – tra cui SOS Residents, Menys Turisme Més Vida, GOB – denunciando che l’isola «è stata sfruttata fino al collasso», aggiungendo: «Non abbiamo bisogno di più turisti; anzi, siete voi il problema».

Quello contenuto nella lettera non rappresenta il rifiuto dell’ospite in sé, quanto un grido disperato di un’isola che sente la propria identità svanire sotto il peso di un modello di sviluppo aggressivo che ha svenduto case e servizi al turismo sfrenato: «Ogni villa di lusso venduta a stranieri significa una famiglia locale senza casa».

Abitanti esausti

I numeri parlano chiaro: 13-15 milioni di turisti l’anno visitano Mallorca, un’isola con meno di un milione di residenti. L’impatto è evidente nei prezzi alle stelle degli affitti – in molti casi impossibili da sostenere con gli stipendi locali – e nella crescente difficoltà nel mantenere un equilibrio tra turismo e qualità della vita. Alcuni abitanti, pur lavorando, si sono ritrovati a vivere in caravan perché non riescono più ad accedere al mercato immobiliare.

L'isola di Maiorca

L’isola contro il turismo di massa

Le manifestazioni sono esplose in tutta Maiorca: migliaia di residenti si sono riversati in strada con slogan come «Maiorca is not for sale» o «Tourist go home». I simboli? Pistole ad acqua contro i turisti (come un invito ironico a riconsiderare il modello attuale). Gruppi di dimostranti hanno occupato le spiagge costringendo i visitatori a ritirarsi, mentre alcuni comuni, è il caso di Soller, sono passati all’arte digitale, usando immagini ironiche create con l’IA per far emergere l’impatto del turismo di massa sulla vita quotidiana.

Contromisure e nuove strategie

Le autorità locali stanno provando a reagire, tra eco-tasse fino a 6 euro a soggiorno nei mesi caldi, limiti ai noleggi brevi e multe salate per chi pubblicizza alloggi illegali. L’obiettivo è ristabilire un equilibrio tra accoglienza e sostenibilità per chi ci vive tutto l’anno. Ma cittadini e attivisti ritengono che siano solo palliativi: «Il tempo di mettere limiti è arrivato», afferma la Presidente del Governo delle Isole Baleari Marga Prohens, sottolineando la necessità di una vera inversione di rotta.