Grattacieli avveniristici e giardini tropicali. Vetrine del lusso globale e negozi di artigianato locale. Templi della finanza e altari buddhisti o indù. Singapore, la maggiore di un arcipelago di 58 isole a sud della Malesia, è una città di contrasti scenografici e miscugli etnici. Soprannominata la “Manhattan del Pacifico”, unisce lo spettacolo di una ricchezza nata da commerci e attività finanziarie alla convivenza di culture, riti e cibi provenienti da Malesia e Cina, Indonesia e Thailandia, per citare i paesi che più l’hanno influenzata.
Singapore, la città dei contrasti
La “Città del Leone” – da “Singapura”, pesce con la testa di felino – punta sullo show a cominciare dall’aeroporto, «la sua faccia imbellettata e il suo biglietto da visita», come scriveva Tiziano Terzani in Un indovino mi disse.
Oggi il Jewel Changi Airport ha attrazioni a pagamento, come due labirinti di siepi e specchi, e una Forest Valley di piante tropicali: puoi ammirarle da una passerella in cristallo costruita a una ventina di metri di altezza insieme alla Rain Vortex, la cascata indoor più alta del mondo (40 mt). È solo l’inizio di uno spettacolo urbano che continua nel centro scintillante della città.

Downtown Core, il cuore pulsante della città
Il Downtown Core, cuore pulsante di Singapore, è suggestivo: una baia sulla quale si affacciano «grattacieli trasparenti come nuvole geometriche contro il cielo», come scriveva Terzani prima ancora che sorgesse il Marina Bay Sands firmato dall’archistar Moshe Safdie, iconico tris di palazzi sormontati da quella che pare una gigantesca tavola da surf.
All’interno puoi fare window shopping tra le vetrine dei brand più costosi o soggiornare nell’hotel al top (in tutti i sensi), entrare nella celebre piscina a sfioro sul tetto (a pagamento) o visitare lo Sky Park, terrazza panoramica con vista a 360 gradi. Guardi la baia anche passeggiando su The Helix, un ponte lungo 280 metri con design a doppia elica ispirato al DNA, o salendo sul Flyer, la ruota panoramica più grande del mondo.

Il museo ecosostenibile a forma di fiore di loto
Da lassù vedrai spiccare una costruzione a forma di fiore di loto: è l’Art Science Museum. Fino al 28 dicembre, in questo 2025 che è l’anno del 60° anniversario dell’indipendenza, ospiterà “SingaPop!” Si tratta di un’esposizione immersiva sulla cultura pop singaporiana: dai mercati ambulanti alla musica, passando per il cinema, la moda, il Singlish (la lingua più parlata a Singapore, un creolo che unisce inglese, cinese, tamil e malese). Proprio in questi giorni, il 9 agosto, si assiste alle sfilate annuali della Festa Nazionale.
Il museo è anche un simbolo dell’ecosostenibilità di questa metropoli, che ha l’ambizione di essere tra le più lanciate in un futuro “verde”. In una piscina ai piedi dell’edificio, l’acqua piovana viene raccolta per essere riutilizzata negli impianti e ogni “petalo” di cemento ha un lucernario per ridurre il consumo di energia elettrica. E sempre a proposito di design-spettacolo, nel cuore commerciale di Suntec City, non lontano, c’è l’immensa Fountain of Wealth: con i suoi 1600 mq è la fontana più grande al mondo.

Un melting pot di culture orientali
Pur essendo la più “svizzera” delle tigri asiatiche, quarto centro finanziario al mondo oltre che gioiello di pulizia e ordine, Singapore è un melting pot di culture orientali delle quali il Museo delle Civiltà Asiatiche e il Museo Nazionale di Singapore ripercorrono la storia. L’ottocentesco Raffles Hotel vanta ancora l’architettura coloniale che nei secoli scorsi ha affascinato scrittori-viaggiatori come Joseph Conrad e Rudyard Kipling.

Passare da Chinatown a Little India è come fare un viaggio-bonsai tra religioni, colori e sapori esotici diversi fra loro. Tra i luoghi sacri più imponenti: il tempio indù di Sri Mariamman dai colori accesi, dedicato alla dea della pioggia e della fertilità, il monastero buddhista di Lian Shan Shuang Lin costruito nel 1908 e classificato monumento nazionale, e la Moschea Masjid Malabar dipinta di blu chiaro. Tra le casette colorate di Arab Street si può fare shopping nei negozi di artigianato, tessuti e sete. E se le centralissime Orchard Road e Clarke Quay di sera offrono ristoranti e discoteche per ogni gusto, i 100 chioschi del Maxwell Food Centre e il Chinatown Food Complex sono la meta per i curiosi di street food insieme al Tekka Centre, nel cuore di Little India, e al Golden Mile Food Centre, nel quartiere di Kampong Gelam, famoso per le zuppe.
Città-giardino, per collegare vegetazione e persone
Ma Singapore è anche e soprattutto una stupefacente città-giardino, con varie aree di passeggio e relax proprio vicino al centro. Creati nel 1859 e patrimonio dell’Unesco, i Giardini Botanici hanno l’ambizione di “collegare la vegetazione alle persone”. Tra le oltre 20mila specie presenti, come i rari gelsomini rossi e le piante preistoriche, ci sono le cosiddette “orchidee delle celebrità”, che portano nomi di personaggi importanti come Nelson Mandela o Margaret Thatcher. Di notte, i rami sono illuminati e spesso ci sono concerti.
Tra veri alberi tropicali, i Gardens by the Bay hanno i futuristici Supertree artificiali: 18 strutture fra i 25 e i 50 metri di altezza, illuminati e colorati di sera, su alcuni dei quali si può anche camminare. Inaugurati nel 2012 e premiati come sintesi tra natura e tecnologia, i Gardens sono dotati di pannelli solari e serbatoi per l’acqua piovana riutilizzata per alimentare irrigatori e fontane.
Imperdibili, si possono visitare insieme alle altre attrazioni vicine con un unico biglietto (46 euro circa, singapore-tickets.com): la Cloud Forest, con vegetazione della foresta pluviale e una cascata al suo interno, e il Flower Dome che, sotto la cupola di vetro più grande al mondo, raccoglie fiori e piante di ogni parte del globo.

Spiagge a portata di città
Non mancano le spiagge, da raggiungere anche con la ferrovia panoramica Sentosa Express, una colorata monorotaia che collega la terraferma di Singapore all’isola di Sentosa. Qui ti aspettano attrazioni formato famiglia come gli Universal Studios cinematografici e persino un Oceanarium. Singapore è così: un’isola-gioiello in uno stato bonsai, che offre un concentrato di sorprese.

Carnet
COME ARRIVARE
Singapore Airlines ed Etihad offrono voli diretti di 12 ore (da 1000 euro circa), Qatar Airways anche voli da 16 ore con scalo (da 600 euro circa).
DOVE DORMIRE
The Serangoon House è un boutique hotel per famiglie nel cuore di Little India (da 110 euro a notte, serangoonhouse.com). E se vuoi regalarti una notte spettacolare c’è il Marina Bay Sands, nell’omonimo grattacielo: è celebre per la piscina panoramica sul tetto (da 500 euro circa a notte in doppia, marinasandsbay.com).
DOVE MANGIARE
Level 33, al 33° piano con vista su Marina Bay, da 50-60 euro a testa vini esclusi (level33.com.sg); Liao Fan Hawker Chan, il primo locale di street food con una stella Michelin, prezzo a porzione da 4 a 15 euro circa (liaofanhawkerchan.com); Blu Jaz Café, cena con musica live a Klampong Glam, da 20 euro a testa (blujaz.net).
INFO UTILI
Per muoversi velocemente, oltre alla metropolitana, ci sono i taxi Grab: quando si cerca un’auto, l’app mostra i minuti di attesa e il prezzo della corsa. Per le visite, utili i pacchetti Singapore Tourist Pass.