La Basilicata è una terra che sorprende sempre, soprattutto quando la si attraversa lentamente, lasciando che siano il silenzio, il vento e il paesaggio a guidare il viaggio. Con la nuova Ciclovia Meridiana, un tracciato pensato per un turismo sostenibile e senza fretta, la regione si rivela in tutta la sua intensità: montagne che superano i duemila metri, boschi fittissimi, borghi di pietra che sembrano presepi, laghi, canyon e una costa che appare solo alla fine come un premio prezioso.
È un percorso che parla di natura, tradizioni e autenticità, perfetto per chi desidera scoprire la Basilicata in bicicletta, seguendo strade a basso traffico e vivendo un’esperienza che cambia passo – e sguardo – curva dopo curva.
La Ciclovia Meridiana: un anello di 308 chilometri
Il cuore della nuova ciclovia è un anello di 308 chilometri, arricchito da cinque intersezioni che permettono a ogni ciclista di scegliere la variante più adatta alle proprie capacità. Il percorso attraversa il Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, un’area protetta di straordinaria bellezza dove la natura convive con la storia e l’archeologia.
La partenza è da Potenza, il capoluogo più alto d’Italia, famoso per la sua struttura verticale e per le lunghe scale mobili che collegano i vari livelli della città. Da qui il tracciato scende verso paesaggi che cambiano rapidamente: boschi fitti, colline morbide, crinali esposti che aprono la visuale su montagne possenti.
È un itinerario che permette di esplorare la regione in modo completo e vario, grazie anche alle numerose deviazioni che portano a santuari, laghi e piccoli centri ricchi di storia.
Natura, borghi e spiritualità lungo il percorso
Dopo pochi chilometri si raggiunge Pignola, il «paese dei cento portali», un luogo dove il tempo sembra essersi fermato tra case in pietra e portali scolpiti. Poco oltre si incontrano le foreste di Rifreddo e le montagne del Sellata-Pierfaone, frequentate da escursionisti, cavalieri e, d’inverno, sciatori.
Il viaggio continua in un crescendo di natura e spiritualità: nella zona dell’Abetina di Laurenzana, gli abeti bianchi superano i quattro metri di circonferenza; ad Abriola domina il suggestivo santuario di Monteforte, ricco di affreschi medievali; a Calvello, invece, le vie acciottolate custodiscono profumi, materiali e tradizioni antiche.
Sono luoghi che invitano alla sosta e alla contemplazione, perfetti per un itinerario che unisce sport, cultura e un tocco di magia, a rappresentare perfettamente la Basilica, terra dei due mari.
Sapori lucani: dalla Val d’Agri ai prodotti tipici
Arrivando nella Val d’Agri, il paesaggio cambia ancora una volta e diventa più ampio, più aperto, quasi texano – tanto da essere soprannominato il «Texas d’Italia». Ma oltre alla natura, questa zona è famosa per i suoi prodotti tipici: i fagioli di Sarconi IGP, l’olio extravergine di Montemurro, il Canestrato di Moliterno IGP, il Casieddu di capra e il Pezzente, un salume tradizionale ricco di profumi.
Qui la cucina diventa parte del viaggio: un assaggio di pupacc, i peperoni ripieni di Tramutola, o della rafanata, tortino a base di rafano, può trasformare una semplice pausa in un momento indimenticabile.
Senza dimenticare i vini Terre dell’Alta Val d’Agri, perfetti per accompagnare un piatto sostanzioso dopo una lunga pedalata.
Ponti tibetani, canyon e trekking
La ciclovia regala alcuni dei punti panoramici più spettacolari della regione. A Moliterno si apre la sagoma imponente della Murgia di Sant’Oronzo, con torrioni alti oltre cento metri che ricordano i grandi canyon americani. Proseguendo verso sud si incontrano Lagonegro e gli scenari del massiccio del Sirino, dove si trova il suggestivo Lago Laudemio, lo specchio di origine glaciale più a sud d’Europa.
Da Castelsaraceno si può vivere l’emozione del Ponte tra i due Parchi, uno dei ponti tibetani più lunghi del mondo, sospeso per 586 metri sopra il torrente Racanello. E prima del ritorno a Potenza, l’itinerario tocca Sasso di Castalda, dove sorge il celebre Ponte alla Luna, dedicato a Rocco Petrone, l’ingegnere che guidò la missione Apollo 11.
Consigli pratici per chi vuole pedalare in Basilicata
La Ciclovia Meridiana richiede un po’ di preparazione, perché il percorso completo supera i 300 chilometri e presenta un dislivello complessivo di oltre seimila metri. Non serve essere atleti professionisti, ma è importante avere un buon allenamento oppure affidarsi a una bicicletta a pedalata assistita, che permette di affrontare le salite più impegnative senza perdere il piacere del viaggio.
Tutte le tipologie di bici sono adatte, dalle trekking alle e-bike, purché in buone condizioni e con rapporti che aiutino nelle tratte più ripide.
La stagione migliore per mettersi in cammino va dalla primavera all’autunno, quando le strade provinciali a basso traffico risultano più sicure e i paesaggi mostrano il meglio di sé. L’inverno, invece, può riservare neve e ghiaccio, soprattutto nelle zone montane.
Lungo il percorso non mancano punti di appoggio: velostazioni, aree di ricarica per e-bike e diversi luoghi dove fermarsi per una sosta rigenerante. Chi ama personalizzare l’itinerario può sfruttare le intersezioni dell’anello principale, mentre chi sogna un’avventura ancora più immersiva potrà contare, entro il 2027, sui segnavia completi dell’Anello dei Parchi Lucani.