Cancellazioni improvvise, ritardi che fanno saltare una coincidenza, lunghe attese in aeroporto e richieste di rimborso che sembrano un percorso a ostacoli. Se ti è capitato almeno una volta di vivere un disservizio durante un viaggio in aereo, sai quanto possa essere complicato far valere i tuoi diritti.
È proprio per rendere le regole più semplici e uguali in tutta l’Unione Europea che Parlamento e Consiglio UE hanno approvato la riforma dei diritti dei passeggeri aerei, frutto di tredici anni di negoziati.
Le novità entreranno in vigore dalla metà del 2027 e puntano a rendere più trasparente il rapporto tra compagnie e viaggiatori. I risarcimenti economici restano invariati, ma cambiano le procedure per ottenerli e si rafforzano le tutele in diverse situazioni, dalla cancellazione del volo ai posti assegnati alle famiglie.
Rimborsi più semplici e tempi certi
Oggi il Regolamento europeo 261/2004 tutela già chi viaggia in aereo, ma ottenere un rimborso o un risarcimento richiede spesso tempo e pazienza. Non esiste infatti un indennizzo automatico: è il passeggero che deve avviare la pratica, compilare i moduli e seguire l’intera procedura.
Con la riforma cambia l’organizzazione delle richieste. Le compagnie aeree dovranno informare il passeggero entro quattro giorni dal disservizio, sui diritti previsti e sulle modalità per richiedere l’indennizzo. Saranno inoltre obbligate a mettere a disposizione moduli standard validi in tutta l’Unione Europea oppure formulari conformi alle nuove disposizioni.
Il viaggiatore avrà nove mesi di tempo per presentare la domanda, mentre il vettore dovrà rispondere entro 30 giorni. Entro questo termine dovrà pagare il risarcimento, spiegare le ragioni di un eventuale rifiuto oppure dimostrare che il disservizio è stato causato da una circostanza eccezionale, indicando anche come presentare un reclamo.
Non si tratta ancora di un rimborso automatico, ma di una procedura più chiara e con tempi definiti, pensata per alleggerire il peso burocratico che oggi ricade quasi interamente sui passeggeri.
Se il volo viene cancellato, la compagnia dovrà trovare una soluzione entro tre ore
Tra assicurazioni e pacchetti turistici che prevedono rimborsi, i viaggiatori hanno ormai molti modi per tutelare le loro vacanze. Fra le novità europee più importanti che rafforzano le tutele dei passeggeri ci sono quelle che riguardano la “riprotezione”, ossia la situazione in cui una compagnia aerea offre un volo alternativo in caso di cancellazione, ritardo grave o negato imbarco.
In questi casi, se il viaggiatore sceglie di essere riprotetto, la compagnia dovrà individuare entro tre ore la soluzione più rapida disponibile. Potrà trattarsi anche di un volo operato da un’altra compagnia oppure di un collegamento in treno o autobus, senza costi aggiuntivi.
Se il biglietto acquistato prevedeva un volo diretto, non potranno essere imposte coincidenze supplementari.

Se la compagnia non rispetterà questi obblighi, il passeggero potrà organizzare autonomamente il viaggio alternativo e chiedere un rimborso fino al 400% del prezzo del biglietto originario.
Restano confermati anche i diritti all’assistenza durante l’attesa. Sono previsti snack e bevande dopo due ore, un pasto dopo tre ore e ulteriori pasti ogni cinque ore, fino a un massimo di tre al giorno. Nei ritardi più lunghi rimane inoltre il diritto al pernottamento in albergo, fino a tre notti, con i trasferimenti inclusi. Se la compagnia non fornisce quanto previsto, il passeggero potrà anticipare le spese e chiederne successivamente il rimborso.
Più trasparenza sul trolley e addio ad alcuni costi extra
La riforma interviene anche su alcuni aspetti che riguardano la prenotazione del viaggio.
Il costo del trolley dovrà essere visibile fin dall’inizio dell’acquisto e non potrà comparire soltanto nelle ultime fasi della prenotazione. Questo non significa che il bagaglio a mano sarà sempre incluso gratuitamente, ma che il prezzo dovrà essere presentato in modo trasparente.
Resta per i passeggeri lo stop ai limiti sui liquidi nel bagaglio a mano, un piccolo aiuto in più quando ci si reca in aeroporto e quando si affrontano i controlli doganali.
Arrivano poi nuove tutele contro alcuni costi aggiuntivi. Non potranno più essere richiesti pagamenti per correggere piccoli errori nel nome del passeggero né per ottenere una carta d’imbarco stampata dopo aver già effettuato il check-in online.
Anche la carta d’imbarco digitale dovrà poter essere scaricata senza l’obbligo di creare un account sul sito della compagnia.
Scompare inoltre la pratica del cosiddetto no-show: se un passeggero non utilizza il volo di andata, la compagnia non potrà più annullare automaticamente quello di ritorno né chiedere un nuovo pagamento per utilizzarlo.
Più tutele per famiglie e persone con disabilità
Le nuove regole rafforzano anche la protezione dei passeggeri più vulnerabili.
I bambini fino a 14 anni avranno diritto a sedere gratuitamente accanto al genitore o all’accompagnatore. Lo stesso principio viene esteso alle donne in gravidanza e alle persone con mobilità ridotta.
Per queste ultime sono previste ulteriori garanzie quando la perdita del volo dipende da problemi nei servizi o nelle infrastrutture aeroportuali. In questi casi saranno riconosciuti il diritto all’assistenza, alla riprotezione e agli eventuali indennizzi previsti dalla normativa.
La riforma rende così vincolanti alcune tutele che finora derivavano soprattutto dalle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione Europea.
Le nuove regole si affiancano a quelle per viaggiare con animali domestici in Europa, rendendo il viaggio più confortevole e con meno preoccupazioni e problemi logistici da affrontare.
Restano confermati i risarcimenti fino a 600 euro
Non cambia invece l’importo delle compensazioni economiche.
Il risarcimento continuerà a spettare quando il volo arriva con almeno tre ore di ritardo, viene cancellato meno di 14 giorni prima della partenza oppure il passeggero subisce un negato imbarco, salvo che la compagnia dimostri l’esistenza di circostanze eccezionali.
Gli importi restano legati alla distanza del volo:
- 250 euro per tratte fino a 1.500 chilometri;
- 400 euro per voli tra 1.500 e 3.500 chilometri;
- 600 euro per tratte superiori a 3.500 chilometri.
In caso di cancellazione rimane inoltre il diritto di scegliere tra il rimborso del biglietto e la riprotezione sul primo collegamento disponibile.
Perché la riforma punta a semplificare la vita dei passeggeri
Secondo l’Associazione europea dei consumatori (BEUC), soltanto il 38% delle persone che avrebbe diritto a un risarcimento presenta effettivamente la richiesta e appena il 22% riesce a ottenerlo. Molti rinunciano perché le procedure risultano troppo complesse oppure perché non conoscono le tutele previste dalla normativa.
È proprio questo l’obiettivo della riforma: non aumentare gli importi dei risarcimenti, ma rendere più semplice esercitare diritti che esistono già. Le compagnie aeree sottolineano invece l’impatto economico dei nuovi obblighi, che comporteranno costi operativi aggiuntivi.
Le nuove regole entreranno in vigore dalla metà del 2027. Fino ad allora continueranno ad applicarsi le norme attuali, ma il cambiamento approvato dall’Unione Europea punta a rendere il rapporto tra passeggeri e compagnie più trasparente, con procedure uguali in tutti gli Stati membri.