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Il suo primo giorno di scuola e le ansie delle mamme

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Con l'inizio dell'asilo, delle elementari e persino delle medie, scatta l'ansia materna. Un mix esplosivo di preoccupazione e paura del distacco, da tenere sotto controllo esercitando razionalità e calma

Non si è mai pronti del tutto al primo giorno di scuola. E non ci riferiamo ai bambini, bensì alle mamme. Che si tratti di asilo o di scuola media, il risultato non cambia: la mamma entra in un tipico stato di ansia scolastica, più o meno accentuato.

Ma di cosa esattamente si ha timore?

Si tratta di preoccupazioni, sensazioni (spiacevoli e intense) che rientrano nella categoria "istinto materno" ma vanno controllate e gestite al meglio per non trasmettere ai bambini un carico eccessivo di gravità e angoscia.

Come fare ad affrontarle?

Analizzandosi, mettendo nero su bianco la paura, constatando che per ogni timore esiste la soluzione che lo annulla o lo smorza. L'importante è procedere un passo alla volta.

L'ansia materna, talvolta, è generica e non si fonda neppure su paure oggettive. Essa ha la caratteristica di travolgerci come un'onda anomala rendendo la percezione della realtà decisamente distorta.

Vediamo quali sono le ansie più comuni delle mamme nell'affrontare il back to school in base all'età dei piccoli e al ciclo di studi. Naturalmente ogni genitore affronterà e supererà questo momento nel miglior modo possibile, accompagnando e sostenendo il proprio figlio per farlo crescere emotivamente sicuro di sè.

Il primo giorno di nido: il temuto primo distacco

Il primo giorno di asilo nido non rappresenta in sé un distacco netto, con un esordio preciso. Infatti, l'inizio del nido coincide con un lungo periodo di inserimento: si tratta, quindi, di un distacco graduale dalla mamma e dal papà. Periodo che può durare fino a tre - quattro settimane (considerando anche le differenti reazioni del bambino).

L'asilo nido, nonostante l'inserimento graduale, rappresenta però il primo vero distacco dalla mamma. E, oltre all'onda emotiva della mancanza e della sensazione di "vuoto", contribuiscono ad accrescere l'ansia materna anche una serie di preoccupazioni di ordine "pratico".

Una su tutte? L'angoscia che il bambino continui ad ammalarsi. E, riguardo a questo tipo di paura, è vero che il piccolo si ammalerà molto durante il primo anno di asilo nido (inevitabilmente) ma questo non lo renderà più debole né comprometterà la sua crescita serena.

Anzi, alla scuola materna probabilmente saranno molto più rari i malanni, sia stagionali sia di tipo esantematico. Tra i lati positivi dell'asilo nido (da tenere bene a mente e scrivere nero su bianco) si annoverano: grandi conquiste di autonomia (anche impensabili), divertimento (aspetto poco considerato dalla mamma ansiosa), accresciuta socialità.

Infatti, benché si creda che il bambino socializzi solo a partire dai 2-3 anni, anche prima di quest'età i piccoli stabiliscono relazioni e rapporti con i coetanei (basati su diverse dinamiche e forme di comunicazione). Inoltre, all'asilo nido la giornata dei bambini è cadenzata da ritmi ottimali per il loro benessere e le educatrici sono formate proprio per garantire una crescita serena del piccolo in comunità.

Quindi, anche se all'inizio sarà difficile, perché il bambino inizi l'asilo nido nel migliore dei modi, la mamma deve sforzarsi di sfoderare il suo miglior sorriso, fidarsi e affidarsi agli educatori. Non da ultimo, sarà utile rileggere ogni aspetto positivo (segnato in agenda) di questa grande avventura chiamata nido.

Il primo giorno di scuola dell'infanzia : un passo verso l'autonomia

Anche la scuola dell'infanzia, come l'asilo nido, prevede un periodo di inserimento. Alcuni istituti permettono ai bambini (e ai genitori) un inserimento molto graduale, in altri è più sbrigativo e nel giro di qualche giorno il bimbo verrà catapultato a tempo pieno nella sua nuova vita.

Alla scuola dell'infanzia generalmente le ansie delle mamme sono di due tipi: ci sono i bambini che fino a questo momento sono stati accuditi in famiglia, dalla stessa mamma, dai nonni o da una baby sitter. E poi ci sono i bimbi che arrivano dall'asilo nido e che (apparentemente) sembrerebbero più avvantaggiati.

In realtà entrambe le categorie di mamme avrebbero le loro ragioni per lasciarsi prendere dall'ansia da primo giorno di scuola: i bambini cresciuti in famiglia subiscono un radicale cambiamento nella loro routine quotidiana e questo può spaventare le mamme, più che gli stessi bimbi. Sì perché un bambino di circa 3 anni ha assolutamente bisogno di socializzare con i coetanei, di seguire delle regole precise, di sperimentare tutto ciò che le educatrici propongono... quindi è bene che le mamme tengano le ansie per sé e lascino liberi i bambini, anche se all'inizio i piccoli potranno protestare!

Le mamme che invece hanno già vissuto l'esperienza del nido sembrerebbero avvantaggiate. Ma non è così! Se per le altre mamme l'esperienza della scuola è tutta nuova, per loro, abituate alla rassicurante atmosfera ovattata dell'asilo nido, può essere quasi un trauma. L'ambiente è molto diverso, il rapporto tra il numero degli alunni e le educatrici cambia redicalmente e si ha quasi l'impressione di abbandonare il proprio cucciolo in un posto turbolento e poco sicuro.

Il consiglio per tutte le mamme è quello di lasciar andare i propri bambini in libertà, sapendo che questo è un passo importante che li renderà autonomi e "grandi". La primissima infanzia si chiude e inizia un nuovo meraviglioso viaggio!

Il primo giorno di scuola primaria: sui banchi per diventare "grandi"

Il primo giorno alla scuola primaria porta con sé uno tsunami di emozioni, sia per i genitori che per il bambino. Si chiude una notevole parte di infanzia e si va alla scuola "vera", inizia il lungo percorso scolastico e per il bimbo arrivano regole e doveri.

Più che per la scuola materna, le elementari possono essere vissute emotivamente dalle mamme a seconda del proprio vissuto personale. Se i nostri ricordi sono positivi si tenderà ad avere un atteggiamento più tranquillo, pur riconoscendo l'importante passaggio che inevitabilmente procura qualche ansia. Se al contrario i nostri ricordi sono funestati da interminabili compiti da finire e maestre non proprio benevole, potremmo trasmettere questa negatività al bambino.

Cerchiamo di nascondere il più possibile le nostre ansie: più siamo (o sembriamo!) positive, più il bambino si sentirà rassicurato. Una regola che vale fin dall'inserimento al nido!

Cerca di vivere questo passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria in modo graduale, insieme al tuo bambino. Spiegagli con un linguaggio semplice ma diretto che imparare cose nuove è il primo passo verso la libertà di ogni individuo, che il sapere arricchisce mente e anima. E che compiti o regole non devono spaventare ma fanno parte della crescita.

Il primo giorno di scuola secondaria: l'inizio della pre-adolescenza

Il passaggio dalla scuola primaria agli studi secondari (medie) desta un vero e proprio concentrato di preoccupazioni nei genitori: come a dire, nonostante i figli crescano, l'ansia non accenna a diminuire ma semplicemente si trasforma.

Uno dei primi campanelli d'allarme per le mamme sono i cambiamenti visibili nel comportamento dei figli, già a partire dalla quarta-quinta elementare. Esiste, infatti, un momento di "svolta" in cui anche il bambino di 9-10 anni inizia a dare segnali di ribellione, chiusura verso i genitori e piccoli sprazzi di pre-adolescenza (fase sempre più precoce).

Ma cosa preoccupa della scuola media?

Inannzitutto, il lato prettamente didattico: non vi sono più le maestre, bensì molti professori a cui dare del lei e con cui instaurare rapporti più formali. Poi, è necessario studiare ed eseguire i compiti ogni giorno, i bambini sono sottoposti a interrogazioni più "adulte" e compiti in classe veri e propri.

Ma l'ansia materna va oltre: un nuovo ambiente, un nuovo orario, nuovi compagni e...l'incubo bullismo.

Come gestire tutto ciò? Procedendo un passo alla volta: il bambino-ragazzino imparerà a instaurare il giusto rapporto con professori, scuola e compagni di classe.

Il compito delle mamme (e dei papà) è quello di fidarsi del corpo insegnante (che non è ostile o nemico, bensì formato per interagire con bambini di quest'età), fidarsi dei propri figli e delle loro naturali capacità di adattamento, mantenere un dialogo familiare aperto e serenoper prevenire o individuare tempestivamente eventuali episodi di bullismo.

Vivere giorno per giorno è la filosofia giusta quando si viene catapultate nella pre-adolescenza dei figli: un approccio zen da favorire anche attraverso la meditazione. Lunghi respiri, pazienza e accettazione del cambiamento sono le parole chiave per sopravvivere serenamente in questa "terra di mezzo".

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