Genitori separati: come gestire il rancore dei figli

Credits: Olycom
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«Io odio il mio papà. E mi fa paura». «Cosa ti fa paura?» «Che odio il mio papà».

Questo è il frammento di un dialogo realmente avvenuto tra una bambina di 7 anni e una mediatrice familiare. «Sintetizza bene la rabbia che un figlio può accumulare nei confronti di uno o di entrambi i genitori. E, allo stesso tempo, il disagio che ne deriva: non è facile per un ragazzino provare odio verso le persone più importanti della sua vita» spiega Ilaria Marchetti, docente di Scienze della formazione all’Università cattolica di Brescia, mediatrice familiare e autrice, con Costanza Duina del libro L’estate di Peter (Morellini editore).

«Il nostro libro, una fiaba pensata per i ragazzini delle medie, nasce proprio dalle testimonianze che, negli anni, abbiamo raccolto nei Gruppi di parola, percorsi ad hoc per i figli di genitori separati. Insieme al dolore e alla frustrazione, un bambino può sentirsi improvvisamente trascurato, ininfluente nelle decisioni dei grandi, addirittura “usato”. È normale che, nel pieno del conflitto, gli adulti siano presi da se stessi e dai loro problemi. Ma anche che suscitino rabbia nei figli. Se succede i ragazzini vanno aiutati a compiere due passi importanti: prenderne coscienza e riuscire a esprimerla».

L’estate di Peter, che comincia con la descrizione di un maremoto su un’isola immaginaria (metafora dello tsunami emotivo e pratico che travolge una famiglia quando i genitori si separano) aiuta piccoli e grandi a fare questo percorso attraverso la fiaba. Con Ilaria Marchetti, vediamo come affrontare la rabbia dei nostri ragazzi.

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Quando i genitori divorziano o si separano i figli possono provare molta rabbia. Un malessere da ascoltare e prendere sul serio

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