Quando viene annunciato un film, sappiamo che seguiranno nell’ordine: merchandising relativo, una canzone virale/colonna sonora e un tour-drobe da parte dei protagonisti per omaggiare il personaggio che interpretano. Benvenute, dunque, nell’era del method dressing, dove gli abiti fanno metà del lavoro promozionale prima ancora che esca il trailer e che per gli amanti della moda è diventato un evento atteso quanto il film stesso.
Abbiamo visto questa strategia avere successo diverse volte. Da Ariana Grande e Cynthia Erivo che hanno trasformato il tour stampa di Wicked in una pioggia di abiti verdi e rosa. Zendaya ha reso il tennis incredibilmente chic durante la promozione di Challenger e Timothée Chalamet ha sorpreso tutti sfilando con un abiti arancioni evidenziatore per Marty Supreme, coinvolgendo persino Kylie Jenner.
La regina del method dressing
Ma è stata Margot Robbie ha trasformare il method dressing in sinonimo di cultura pop in occasione del press tour di Barbie anche se è probabile che, dopo un anno avvolta in rosa dalla testa ai piedi, la sola vista di questo colore adesso le causi urla isteriche. Ma ha funzionato. Ha scatenato il pubblico e ha consacrato la diva come punto di riferimento cool. Oggi il method dressing funziona perché dà alla moda spazio per essere di artistica. Gli stylist non si limitano a vestire le celebrità, ma contribuiscono a raccontare storie creando una scorciatoia visiva che, prima di conoscere la trama, ci fa entrare nell’atmosfera.
Così, per la promozione di Cime Tempestose (che tutte noi romantiche modaiole andremo di corsa a vedere), Margot Robbie è stata all’altezza delle (grandi) aspettative con i suoi look promozionali curati dal suo stylist Andrew Mukamal che è stato capace di fondere l’alta moda con un momento culturale. Per questo tour ha fatto, infatti, riferimento all’epoca vittoriana durante la quali è stato scritto il romanzo di Emily Brontë (guardare corsetti e i choker).

Più intriganti sono gli altri strumenti narrativi che ha utilizzato, come gli Easter egg, per alludere ai temi e ai costumi del film, come il colore rosso. Ma vediamo di seguito tutti i look Cathy-core indossati da Margot Robbie per il tour stampa di Cime Tempestose fatti della stessa sostanza di cui sono fatti gli amori tormentati.
Il look d’archivio di John Galliano

Per il photocall a Londra l’attrice ha sfoggiato un look originariamente indossato da Helena Christensen nella sfilata Primavera-Estate 1992 di John Galliano. Il tessuto ricamato del soprabito richiama l’epoca del libro, mentre la biancheria intima ispirata alla lingerie rispecchia l’interpretazione della storia da parte della regista Emarald Fennell.
Il look da giorno by Dilara Findikoglu

Per affrontare una giornata di interviste promozionali a Londra, Margot Robbie ha indossato un grazioso corsetto in broccato su pantaloni neri con cinturini con fibbia lungo le gambe di di Dilara Findikoglu. La stessa designer di origini turche descrive la sua estetica come «romanticismo gotico fantastico».
L’abito ispirato a Rossella O’Hara di Chanel

Alla première parigina del film, Margot Robbie ha sfoggiato look teatrale firmato Chanel. Realizzato su misura per lei da Matthieu Blazy, direttore creativo della maison, l’abito presenta un corsetto di velluto rosso sangue, che si drappeggia in una gonna scenografica. La parte posteriore dell’abito è impreziosita da un pouf di piume, che enfatizza la silhouette e richiamava un bustier vittoriano. Il look è stato completato da un chocker in velluto rosso di Lorraine Schwartz, incastonato con ben 85 carati di rari diamanti champagne. Il vestito sembra essere un vero e proprio omaggio a uno dei costumi più famosi di Rossella O’Hara: il celebre modello bordeaux con applicazione di piume intorno alle spalle, realizzato dal costumista Walter Plunkett e indossato in una particolare scena del film, durante il compleanno di Ashley Wilkes.
L’abito degradé di Schiaparelli

Il simbolismo e la narrazione del look di Robbie per la première mondiale non si sono limitati alla celebre collana Taj Mahal a forma di cuore di Elizabeth Taylor (che le fu regalata da Richard Burton e riecheggia la storia d’amore tormentata tra Heatchcliff e Catherine nel film). L’abito couture di Schiaparelli, che, pochi giorni prima, era apparso in passerella alla Settimana dell’Alta Moda di Parigi, è stato un sogno: bustier in pizzo nero con top in jersey a corsetto e una sovrapposizione di pizzo chantilly che si riversava in voluminosi strati di velluto e raso, con un effetto sfumato dal nero al rosso. L’uso del colore riflette i temi dei costumi visto che il rosso è un colore chiave per Catherine in tutto il film.
Il minidress pitonato di Dilara Findikoglu

Questo look sfoggiato al photocall di Los Angeles fa riferimtento a un preciso passo del libro quando Heathcliff dice a Catherine: «Preferirei essere abbracciato da un serpente». Il modello fa parte della collezione Autunno-inverno 2025/26 di Dilara Findikoglu e, sebbene non sia un capo personalizzato, si allinea splendidamente ai temi del film, nei colori, nella corsetteria e nella stampa rettile. Il reggiseno è decorato con conchiglie rosse, il choker è di Jessica McCormack e le scarpe sono un modello personalizzato di Manolo Blahnik.
In total black 2 in 1 by Thom Browne

Alla première di Cime tempestose a Parigi al Sacré-Coeur, Margot ha sfoggiato indosso un abito Thom Browne personalizzato. Questo completo è un brillante esempio di stile 2 in 1. Per il servizio fotografico pomeridiano, l’outfit si presentava come un look multistrato con corsetto in seta moiré nera con scollatura a spalle scoperte. La vera sorpresa è stata la struttura della gonna. Per l’evento serale, l’attrice ha staccato la gonna rivelando un micro-miniabito aderente.
L’abito stile lingerie di Mark Gong

Rimanendo fedele al tema del rosso, del nero e dell’estrema sensualità, questo look firmato Mark Gong è impreziosito da un paio di stivali in pelle tagliata. Lo stilista è uno dei nomi più gettonati della Shanghai Fashion Week e le donne per cui realizza i look – le sue cosiddette Gong Girls – hanno uno spirito libero e un atteggiamento ribelle; tratti che le accomunano a Catherine.
L’abito in pizzo nero di Alexander McQueen

Il collo alto e il motivo floreale nero dévoré di questo abito McQueen della collezione Primavera-estate 2026 conferiscono alla mise un tocco neogotico e vittoriano.