I maglioni di Natale… sì, proprio loro.
I famigerati ugly jumper che tutti fingiamo di non voler guardare ma che, puntualmente, ci ritroviamo in mano mentre facciamo shopping di fine novembre. Sono lì, impilati come piccole trappole emotive: li sfiori con un misto di reticenza e tenerezza, e poi cedi.
Perché il punto è che, alla fine, quel maglione natalizio ti accarezza l’umore come una tazza di cioccolata calda. È una coccola, un’abitudine, quasi un rito: difficile immaginarsi il giorno di Natale senza almeno un dettaglio kitsch addosso. Fa parte del pacchetto, e va bene così.
La storia degli ugly sweater natalizi
Eppure, sotto tutti questi strati di ironia e paillettes, c’è una storia. Una storia che non nasce affatto come provocazione estetica. Gli ugly sweater arrivano da lontano, da un’America anni Cinquanta ancora ingenua, dove i cosiddetti Jingle Bell Sweaters erano un modo sincero di festeggiare il Natale: lavorati a mano, in pura lana, eredi dei maglioni norvegesi pensati per gli inverni veri, decorati con abeti, fiocchi di neve e animali del bosco. Nulla di kitsch, nulla di plastificato: solo un po’ di allegria in un guardaroba ancora prudente. Per decenni restano una piccola bizzarria stagionale, fino agli anni Ottanta e Novanta, quando la tv e le commedie natalizie decidono di occuparsene. Papà goffi, regali sbagliati, atmosfere trash ma adorabili: da National Lampoon’s Christmas Vacation a Mamma, ho perso l’aereo, i maglioni di Natale diventano simboli pop, caricature felici del Natale.
Il momento iconico: Il diario di Bridget Jones
Poi arriva il 2001. E arriva lui: Mark Darcy, alias Colin Firth, che in Il diario di Bridget Jones si gira verso Bridget con un maglione verde decorato da una renna gigante. Una scena talmente iconica da trasformare l’ugly jumper in un totem della cultura pop natalizia.
Da lì è un’ascesa. Save the Children lancia il Christmas Jumper Day, le star lo indossano per gioco, i brand – dai fast fashion ai designer – ne fanno versioni curatissime e volutamente eccessive. I social amplificano tutto: più è ridicolo, più è irresistibile.
Perché amiamo i maglioni di Natale
E così, oggi, quel maglione che un tempo avrebbe fatto sbiancare qualunque minimalista convinta è diventato un passaporto per vivere il Natale con leggerezza. È democratico, è ironico, è terapeutico perfino.
L’importante è ricordarsi che siamo noi a indossarlo, e non il contrario. Un tocco di stile, un abbinamento pensato, un pizzico di autoironia: e l’ugly jumper smette di essere davvero “ugly” e diventa ciò che il Natale dovrebbe sempre essere. Un po’ imperfetto, molto caloroso, decisamente nostro.
Come abbinare i maglioni di Natale: 3 look da copiare
L’unica vera insidia è la deriva albero-di-Natale-in-3D: bastano due renne di troppo per passare dal “cute” al “mi manca solo la stella cometa in testa”. Ed è qui che entra in gioco l’arte di scegliere quello giusto. Perché un maglione natalizio può essere sorprendentemente chic, se lo si addomestica con l’outfit adeguato.
1. Look rock: maglione oversize + pelle
Quello oversize, per esempio, trova una sua anima rock accanto a una gonna o a un pantalone di pelle. Con uno stivale o un tacco bilancia la sua innocenza disarmante.



2. Look casual: perfetto per un Natale in famiglia
Quello più sportivo, pensato per un Natale pigro tra parenti, vive bene con un jeans morbido, sneakers o una scarpa più elegante con l’aggiunta magari un piccolo twist di accessori che tolgono qualsiasi impressione “da tuta della domenica”.



3. Look bon ton: l’abbinamento più chic
E poi c’è la versione bon ton, il più insospettabile degli abbinamenti: maglione natalizio, camicia bianca come base pulita, gonna ampia e uno stivale alto. Una combinazione che trasforma il golfino più discutibile in un vezzo volutamente ironico.



