L’autunno è entrato nel vivo e le temperature iniziano a scendere: quando si possono accendere i termosifoni? La risposta non è uguale per tutti. In Italia, infatti, il calendario del riscaldamento cambia a seconda della zona climatica in cui si vive.

In alcune città gli impianti possono entrare in funzione già a metà ottobre, mentre in altre bisogna attendere novembre o addirittura dicembre. A complicare leggermente le cose ci sono le ordinanze comunali, che possono modificare le date e gli orari previsti dalla normativa nazionale.

Per la stagione 2026-2027, quindi, è utile conoscere le regole generali e verificare le eventuali eccezioni. Evitando di fatto quei rischi che possono portare anche a pesanti sanzioni.

Accensione termosifoni 2026: le date previste dalla legge

Il calendario nazionale per l’accensione dei termosifoni segue una suddivisione del territorio italiano in sei zone climatiche, indicate con le lettere dalla A alla F. La classificazione tiene conto delle condizioni climatiche dei diversi Comuni.

In pratica, nelle località più fredde il riscaldamento può restare acceso più a lungo, mentre nelle aree dal clima mite il periodo consentito è più breve.

Il calendario ordinario prevede:

  • Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di sei ore al giorno.
  • Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di otto ore al giorno.
  • Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di dieci ore al giorno.
  • Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno.
  • Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno.
  • Zona F: nessuna limitazione ordinaria relativa al periodo di accensione e alle ore giornaliere.

Le date di spegnimento si riferiscono alla primavera del 2027. Il calendario è disciplinato dal DPR 74/2013, mentre la classificazione climatica dei Comuni deriva dal DPR 412/1993.

Quando si accendono i termosifoni Regione per Regione

Dal Nord al Sud, le differenze possono essere notevoli. Nelle città settentrionali, dove gli inverni sono generalmente più rigidi, molti Comuni rientrano nella zona E. Qui il riscaldamento può essere acceso ordinariamente dal 15 ottobre.

È il caso, per esempio, di Milano e Torino. Nelle località alpine, invece, alcuni Comuni appartengono alla zona F, dove non sono previsti limiti ordinari di accensione.

Scendendo verso il Centro Italia, il calendario diventa più articolato. A Roma e Firenze, che rientrano nella zona D, l’accensione ordinaria è prevista dal 1° novembre. Nelle aree montane delle stesse Regioni, però, le regole possono essere differenti.

Anche nel Sud e nelle Isole la situazione cambia da una località all’altra. Nelle città dal clima più mite, come Palermo, il periodo ordinario di accensione comincia il 1° dicembre. Nelle zone interne e montuose, invece, il riscaldamento può entrare in funzione prima.

Questo significa che non esiste necessariamente una data unica per ogni Regione. Per conoscere quella corretta bisogna fare riferimento alla zona climatica del proprio Comune.

Le eccezioni del 2026: Milano, Monza ed Emilia-Romagna

Il calendario nazionale rappresenta il punto di partenza, ma non sempre coincide con le disposizioni adottate a livello locale.

Per la stagione 2026-2027, per esempio, il Comune di Monza ha stabilito di posticipare l’accensione ordinaria degli impianti al 22 ottobre, anziché al 15 ottobre. La decisione punta a contenere i consumi energetici e a ridurre le emissioni inquinanti.

A Milano, invece, la data di avvio resta il 15 ottobre, ma sono previste limitazioni alle ore giornaliere di funzionamento nella prima parte della stagione.

Anche in alcune aree dell’Emilia-Romagna sono previste disposizioni che incidono sul calendario ordinario.

Si tratta di esempi che mostrano quanto sia importante controllare le decisioni delle amministrazioni locali, soprattutto nelle settimane che precedono l’accensione.

Le scelte delle amministrazioni si inseriscono anche in una più ampia attenzione ai consumi domestici. In questo periodo è utile sapere come preparare la casa all’inverno e ridurre gli sprechi, senza rinunciare al comfort.

Quante ore al giorno si possono tenere accesi i termosifoni

Oltre alle date, la normativa stabilisce anche per quante ore al giorno possono funzionare gli impianti di riscaldamento.

Il limite varia dalle sei ore della zona A alle 14 della zona E. Per gli impianti soggetti ai limiti ordinari, il funzionamento deve avvenire generalmente tra le 5 del mattino e le 23, con le eccezioni previste dalla legge.

Non è necessario utilizzare tutte le ore consecutive: il funzionamento può essere distribuito in diversi momenti della giornata.

regolazione della manopola del termostato di un termosifone

Esistono inoltre regole sulla temperatura degli ambienti. Per le abitazioni, il riferimento nazionale è generalmente di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C, salvo eventuali disposizioni più restrittive.

Una corretta regolazione della temperatura e degli orari di accensione può aiutare a risparmiare sul riscaldamento di casa, evitando consumi inutili senza rinunciare al comfort.

Come sapere quando si possono accendere i termosifoni nel proprio Comune

Per evitare dubbi, la soluzione più semplice è consultare il sito ufficiale del Comune di residenza. Qui vengono pubblicate le eventuali ordinanze che modificano le date di accensione, gli orari o i limiti di temperatura.

Chi vive in un condominio con riscaldamento centralizzato può inoltre rivolgersi all’amministratore per conoscere la programmazione dell’impianto.

Nel frattempo, è il momento giusto per preparare la casa all’inverno e controllare i termosifoni. Bastano alcune verifiche a infissi, radiatori e termostato per individuare possibili problemi prima dell’arrivo del freddo.

E’ bene controllare anche l’isolamento degli ambienti e il funzionamento degli impianti. Piccoli interventi di manutenzione possono aiutare a preparare la casa al freddo e a limitare le dispersioni di calore.

Il calendario nazionale offre dunque un’indicazione generale, ma le regole effettivamente applicabili possono cambiare anche tra Comuni vicini.

E prima di alzare il termostato, vale sempre la pena controllare le disposizioni locali: un piccolo accorgimento per affrontare i primi freddi senza sorprese.