Emma Marrone: «Giudichiamo ancora troppo le donne»

Credits: Kat Irlin

Il tour di Emma inizia a Roma il 16 maggio e prosegue fino al 28, con l’ultima data a Napoli (biglietti su ticketone.it)

5/5
di

Silvia Gianatti

Dura, grintosa, arrabbiata. Sempre in guerra con se stessa. Fino a poco tempo fa, Emma si descriveva così. Ma dopo 2 anni di “terapia” in sala di incisione, torna con un album liberatorio. E nuove certezze: «Ho imparato a fregarmene dei giudizi degli altri»

Dimentichiamoci la Emma arrabbiata, nascosta dietro a un muro di protezione contro i pregiudizi, gli attacchi, i pettegolezzi. La ragazza che ha vinto il talent Amici nel 2009, che ha dovuto conquistarsi con i denti uno spazio di credibilità nel panorama musicale italiano (conquistando anche il Festival di Sanremo nel 2012), che si è trovata in mezzo a gossip non voluti (dall’ex fidanzato Stefano De Martino a presunte relazioni con attori), oggi è finalmente libera.

Sono dovuti passare 2 anni e mezzo prima che la cantante 33enne si ripresentasse sulle scene con un nuovo album, Essere qui. Un periodo che è valso più di una serie di sedute dall’analista. Addio giubbotto di pelle e aria da rocker, Emma mi apre la porta in jeans, felpa e un largo sorriso. «Questo disco mi ha costretto a guardarmi dentro, senza più nascondere la testa sotto la sabbia» rivela davanti a una tazza di tè. «Ho imparato a credere in me stessa, e a non dare retta a quello che pensano gli altri».

Oggi ti senti più sicura?

Mi sento più forte, però un po’ di fragilità è rimasta, altrimenti non potrei fare questo lavoro, dove le emozioni sono importanti. Ma l’insicurezza che avevo prima se n’è andata. Ho capito che ero circondata da persone che non mi facevano sentire all’altezza. Potevo decidere se adeguarmi a vivere così, oppure cambiare.

Ti sei presa un lungo periodo per questa trasformazione.

Non ero pronta. Avevo paura. Il mio lavoro è fatto di pressioni che la gente neanche si immagina. È un continuo aprirsi il petto e tirare fuori cose. Adesso però mi sembra tutto più semplice: fai un disco, fai la radio, fai le interviste... È come una catena di montaggio.

Non hai avuto paura di rimanere fuori dal giro?

Ho rischiato molto, ma in questo momento era più importante il mio benessere di quello del mercato.

Nel nuovo album parli di una donna forte, libera, anche sessualmente.

Sì, perché io sono stata giudicata per questo. Nel 2018 vogliamo fare i moderni, ma quando si tratta di sesso e amore siamo ancora indietro di un secolo, come se le donne non provassero lo stesso piacere degli uomini. E se lo fanno sono delle poco di buono. Lo racconto nel brano Effetto domino. Peccato che spesso le più cattive nel giudicare siano proprio le donne.

Nella tua vita ci sono più amiche o nemiche?

Non voglio generalizzare perché ci sono donne di un certo tipo e uomini di un certo tipo. La differenza la fanno le persone in sé. Certo, l’uomo fa più comunella con gli uomini. La donna a volte è vittima del suo stesso sesso, delle proprie amiche.

Emma Marrone Credits: Kat Irlin

Sembri amareggiata.

Ho tanti conoscenti, attacco bottone con tutti, ma so che le persone delle quali mi posso fidare sono davvero poche, non le conto neanche sulle dita di una mano.

E in amore? Dopo anni al centro dei gossip non si sa più nulla di te.

L’amore non c’è, ma non mi sono negata alcune esperienze. Ho semplicemente imparato a essere un po’ più furba, a farmi i fatti miei. Molto spesso mi sono trovata in mezzo ai gossip senza saperlo e ho dovuto lottare per uscirne indenne e pulita. Ma questo non vuol dire che io sia di pietra (si riferisce alla sua relazione con il ballerino Stefano De Martino, che l’ha lasciata per Belén Rodriguez, ndr).

Nel disco c’è un’unica canzone scritta da te, Sorrido lo stesso, dove dici: «Non sono più disposta a perdere».

Tutto il senso dell’album Essere qui sta in questa frase. Non sono più disposta a perdere, a essere quello che non sono per piacere agli altri, a fare cose che non voglio. L’unica cosa di cui desidero occuparmi è la musica.

Forse per questo eri sempre così arrabbiata?

Le persone non hanno mai capito che io la guerra non la faccio con gli altri. La guerra la faccio con me stessa. Ed è peggio. Non è stato facile arrivare fin qui per me. Ho vinto Amici nel momento in cui quel talent era l’antitalento, mi sono presa tanta di quella merda che mi sembra di aver dovuto faticare il doppio rispetto agli altri. Il giudizio è sempre stato duro. Ma oggi ringrazio ciò che è successo perché se sono così oggi lo devo alla vita che ho vissuto. Sono state tante le rinunce che ho fatto per questo mestiere.

Quali?

Ho lasciato andare troppe cose perché avevo paura di farmi giudicare di nuovo.

Da piccola com’eri?

Sono sempre stata molto seriosa, riflessiva. Mi divertivo ma nelle foto ho il broncio, non di una bambina triste ma di una che pensa. Sono cresciuta in una famiglia dove c’era tanto dialogo. I miei genitori mi hanno spinto a pormi molte domande.

Che rapporto avevi con tuo fratello da bambini?

Ci siamo menati, ma non potevamo fare a meno l’uno dell’altra. Ci cercavamo di continuo, se tornavo e lui non c’era chiedevo subito: «Checco dov’è?». Sono andata via di casa a 25 anni ma fino ad allora abbiamo sempre dormito nella stessa stanza. Il racconto della notte era il nostro rito.

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