Eurovision 2018: i cantanti da tenere d’occhio per la finale

Credits: Paolo De Francesco

Fabrizio Moro ed Ermal Meta che, come vincitori di Sanremo, rappresenteranno l'Italia

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di

Silvia Gianatti

La manifestazione canora più seguita d’Europa quest’anno arriva a Lisbona, dall’8 al 12 maggio, con Ermal Meta e Fabrizio Moro a rappresentare l’Italia

Manca pochissimo ed è già tutto pronto. Lisbona è pronta ad accogliere la 63esima edizione dell’Eurovision Song Contest, la manifestazione canora più seguita in Europa e Australia. Si parla di quasi duecento milioni di spettatori. L’appuntamento in tv è l’8 e il 10 maggio su Rai4 per le semi finali con il commento di Carolina De Domenico e Saverio Raimondo, mentre la finale è su Rai1 sabato 12 maggio, con Federico Russo e Serena Rossi.

In gara ci sono 43 paesi europei più l’Australia, invitata dal 2015, come sorta di premio per la grande partecipazione di pubblico durante tutta la storia del programma. L’Italia fa parte dei Big 5, ovvero i cinque paesi che accedono di diritto alla fase finale della gara, insieme a Francia, Spagna, Germania e Regno Unito. In finale anche il vincitore dell’anno precedente, quindi il Portogallo.

A rappresentare il nostro paese va, per regolamento, chi vince Sanremo. Tocca quindi a Ermal Meta e Fabrizio Moro con la loro Non mi avete fatto niente, brano dal suono sicuramente non tipicamente eurovisivo, ma con un testo pronto a colpire il cuore degli spettatori, da sempre sensibili a messaggi di unione e pace. Non a caso, la vittoria della manifestazione, nel 1992 la dobbiamo a Toto Cutugno e la sua Insieme, brano che parlava di unione, anche europea.

La stampa estera ci dà tra i primi dodici, qualcuno (come Metro Uk) punta anche al podio, nell’opzione che il messaggio passi forte e chiaro anche agli altri paesi. Abbiamo chiesto a Eddy Anselmi, vice capo delegazione del nostro paese, un parere sulla presenza italiana nella manifestazione. E un commento sui concorrenti “più forti” di quest’anno, visti durante le prove, già in corso, a Lisbona. Qui, intanto, tutti gli altri partecipanti.

Ermal Meta e Fabrizio Moro, Italia

Due dei cantautori più intensi di questi ultimi anni in un’unione artistica che ha portato alla vittoria del Festival di Sanremo e per questo motivo alla partecipazione all’Eurovision: «Quest’anno non siamo i favoriti della vigilia come è capitato l’anno scorso con Francesco Gabbani. Siamo però molto sicuri di noi. Ci danno attorno al dodicesimo posto e questo è in realtà positivo perché possiamo lavorare rilassati e affidare le speranze a quei tre minuti di palco. Le aspettative sono più basse, lavoriamo senza stress», spiega Eddy Anselmi. Il clima è infatti sereno, i due non sono ancora arrivati, ma si sono divertiti insieme nel viaggio a Porto, prima tappa del viaggio eurovisivo ai primi di aprile, quando hanno girato la “cartolina”, ovvero il video che tradizionalmente anticipa l’esibizione dei cantanti in gara, a presentazione del paese e dei partecipanti. Hanno già anticipato che porteranno sul palco solo le loro voci, con le parole della canzone che arriveranno allo spettatore «Non possiamo ancora dire nulla, ma sarà molto bello. Un trucco, una magia», conclude Anselmi. Niente scenografie d’impatto in stile eurovisivo quindi, niente fronzoli. Con un’unica intenzione. Che arrivi il loro messaggio.

Netta Israele Eurovision Credits: Daniel Kaminsky

Netta, la cantante in gara per Israele

Netta, Israele

Netta è una ragazzona solare e super colorata che canta nell’attacco di Toy “I’m a beautiful creature”, sono una bella creatura. E ha già conquistato i fan della manifestazione. Sarà il brano più ballato (e divertente) di quest’edizione. Da tenere d’occhio perché: «È la grande favorita della vigilia. Canzone che ricorda il k-pop, un genere molto moderno. Lei è una Bjork oversize, si veste da giapponese e ha una canzone piena di messaggi, ma nello stesso tempo è molto divertente. Una “Tu mi fai girar come fossi una bambola”, versione moderna».

Alexander Rybak, Norvegia

La canzone si chiama That’s How You Write a Song. Il cantante è Alexander Rybak. Brano allegro e ritmato che spiega come lui scrive una canzone, trovando il ritmo soprattutto. Da tenere d’occhio perché: «Fa un numero di scena molto carino, anche se la canzone è molto semplice. Il cantante ha vinto nel 2009 e quindi già noto al pubblico eurovisivo. L’Eurovision vive di quei tre minuti di magia sul palco. Questa canzone ce li ha.»

EQUINOX, Bulgaria

Paese che i bookmakers danno al secondo posto, come già fu l’anno scorso. Bones è una ballata che canta l’amore in modo epico (cosa che al pubblico eurovisivo piace molto). Da tenere d’occhio perché: «La Bulgaria è un paese che negli ultmi anni è arrivato due volte in top 4. Ha una canzone costruita molto bene, tra le più moderne in concorso. Alla prima prova gli EQUINOX non hanno brillato, ma la loro comunicazione è molto forte».

Madame Monsieur Eurovision Credits: FIFOU

Madame Monsieur, in gara per la Francia

Madame Monsieur, Francia

Mercy, misericordia in inglese, che suona come "merci", grazie in francese. Il titolo come un nome. La storia di una bimba che arriva dal mare. Da tenere d’occhio perché: «La Francia porta un tema di attualità, come noi. A loro tocca quello dei rifugiati, con la storia di una bambina che sopravvive alla madre che è morta durante la traversata scappando da un paese in guerra. È una storia nigeriana ma si può riferire a mille situazioni diverse. Canta un duo, Madame Monsieur, composto da un uomo e una donna, che all’Eurovision funziona sempre. Le armonie sono belle, anche se un po’ datate. In questo momento la Francia sta cercando di farsi vedere come paese di riferimento in Europa, una vittoria servirebbe a farsi vedere anche al di fuori del mondo strettamente musicale».

Melovin, Ucraina

Paese vincitore del 2016, si presenta con Melovin che canta Under the ladder. Da tenere d’occhio perché: «Dopo una vittoria 2016 e una bruttissima figura l’anno scorso, l’Ucraina cerca proprio di ristabilire una tradizione positiva. La produzione c’è, il palco anche. Ha un grandissimo team promozionale. E poi c’è sempre un paese ex-sovietico tra i primi quattro o cinque posti».

Benjamin Ingrosso Eurovision Credits: Anton Björkman

Benjamin Ingrosso, in gara per la Svezia

Benjamin Ingrosso, Svezia

Uno dei paesi più forti negli ultimi anni che quest’anno si presenta un altro brano super pop che non porta nulla di nuovo né al Paese né alla manifestazione, ma come sempre capace di stupire nella messa in scena. Benjamin Ingrosso ha la faccia in regola per portarsi a casa una nuova alta posizione. «La Svezia è come il Brasile ai mondiali. Sempre tra i favoriti. Questo brano però non decolla mai. Ingrosso è Giovanissimo, ha 20 anni e origini italiane. È un paese di riferimento, in gara, ha sempre riscontro positivo dai giurati.»

Eleni Fourera, Cipro

Molto cambia, dopo le prime prove e anche i brani cantati dalle voci potenti, senza aver apparentemente nulla di notevole impatto, possono diventare una rivelazione nel riscontro in versione live. Cipro è la sorpresa più grande per Eddy Anselmi. Da tenere d’occhio perché: «Il video era quasi passato inosservato. Alle prove hanno tirato fuori tre minuti di perfezione. Anche se la canzone andava di moda dieci anni fa, l’effetto live è fortissimo. Tanto da aver fatto salire la quotazione tra i bookmakers. La cantante si chiama Eleni Fourera ed è l’altra cantante albanese in gara. Nata a Fier, come Meta, all’inizio della carriera si spacciava per brasiliana perché pensava che le sue origini la potessero danneggiare».

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