Nicole Kidman e la depressione post Tom Cruise

Dopo vent'anni l'attrice australiana parla del passato e della depressione arrivata col divorzio da Tom Cruise ma anche del periodo buio per la sua interpretazione di The Hours, il ruolo che le ha fatto guadagnare l'Oscar

Solo oggi, a vent'anni dalla separazione dall'attore Tom Cruise (allora) sex simbolo di una generazione, Nicole Kidman riesce a fare coming out e raccontare la depressione da cui è passata proprio a seguito della fine del suo matrimonio. Sì, perché diventa sempre più importante parlare di salute mentale e condividere queste esperienze di vita: la depressione non è più qualcosa da cui nascondersi o da tenere nascosta, ma un argomento di cui dialogare tranquillamente. E l'attrice australiana ne ha discusso proprio durante un'intervista alla BBC nel programma This cultural life.

C'è sempre stata molta "omertà" intorno alla separazione di una delle coppie più belle degli anni Novanta. Poche le occasioni in cui la Kidman (Tom Cruise non lo ha mai fatto) ha affrontato apertamente ciò che non ha funzionato durante il decennio in cui è stata sposata con l'attore hollywoodiano. «Non funzionava e ho dovuto scavare a fondo e farmi strada attraverso la depressione. Non che abbia rimpianti, fa parte della crescita», racconta l'attrice sottolineando come a gettarla nel baratro della depressione abbia contribuito, non solo la fine (sotto i riflettori) della sua relazione, ma anche la mancata maternità, i trattamenti per la fertilità, i numerosi tentativi e gli aborti, fino alle due adozioni.

Ma la vita privata non è stata l'unica sfera della vita di Nicole Kidman ad essere stata sotto pressione. L'attrice ha inoltre riportato come girare il film The Hours, in cui ha dovuto interpretare Virginia Woolf, sia stato uno dei periodi più bui della sua vita. Mentre vestiva i panni della scrittrice, nella Kidman si è infatti acuito il senso di perdita seguito al divorzio da Tom Cruise con cui aveva condiviso oltre dieci anni di matrimonio. È stato proprio durante le riprese della pellicola diretta da Stephen Daldry (quello di Billy Elliot per intenderci) che ha iniziato a soffrire di depressione a causa dei pensieri suicidi del personaggio che interpretava e di cui ha rifiutato la controfigura.

«Non ricordo se ho davvero pensato al pericolo della situazione, ero totalmente presa dal personaggio … Ho messo i sassi in tasca e mi sono incamminata verso il fiume. Una volta e poi un’altra e un’altra ancora … Non sentivo più il corpo come mio e il mio sistema immunitario si rifiutava di riconoscere la differenza tra la recitazione e la realtà», ha chiarito commossa.

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