Sam Claflin al cinema con “Io prima di te”

26 08 2016 di Lorenzo Ormando
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Sul set del film tratto dall'omonimo bestseller di Jojo Moyes, l'attore Sam Claflin, lanciato da "Hunger Games", ha perso peso. Ma ha aumentato la propria resistenza alla fatica. Una dote che gli torna utile anche a casa

È mattina e Sam Claflin sbadiglia: «Scusami, ho un po’ di sonno arretrato». Accanto a noi scodinzola Rosie, un incrocio tra un barboncino e un cocker spaniel. «Il nome lo aveva scelto l’allevatore: quando io e mia moglie (l’attrice Laura Haddock, con cui è sposato dal 2013, ndr) l’abbiamo presa, stavo girando un film intitolato Love, Rosie. Ho pensato fosse una coincidenza fantastica ».

La stanchezza di Sam sembra dovuta al super lavoro: il 30enne attore inglese lanciato da Hunger Games ha finito le riprese di My cousin Rachel e dal 1° settembre sarà al cinema con Io prima di te, tratto dall’omonimo bestseller di Jojo Moyes. Nella pellicola interpreta Will, giovane banchiere in sedia a rotelle dopo un incidente.

I fan del libro non vedono l’ora che esca il film: è l’ansia da prestazione a toglierti il sonno? Macché! A dicembre è nato mio figlio Pip, dormo poco perché lui mi sveglia in piena notte. Io e Laura ci alziamo a turno per andare a cullarlo.

Quanto è stato faticoso il ruolo di Will? Molto. Il mio personaggio è paralizzato dal collo in giù. Ciò significa che dovevo restare immobile e recitare solo con il viso. Ai tempi di Hunger Games mi era toccato allenarmi un sacco in palestra per interpretare il muscoloso Finnick.
Stavolta, invece, dovevo apparire gracile: per tutto il periodo delle riprese ho mangiato pochissimo. In compenso, ho allenato la mia capacità di resistenza allo stress.

Prima dell’incidente Will era uno sportivo. Lo sei anche tu? Da ragazzo volevo fare il calciatore, ma ho rinunciato dopo essermi fatto male alle caviglie. E mi sono dato alla recitazione.

All’anteprima del film molti miei colleghi giornalisti erano commossi... Ho pianto anch’io quando l’ho visto la prima volta! Dopo l’incidente Will diventa disilluso e cinico, al punto da decidere di andare in una clinica per il suicidio assistito in Svizzera. Ma Louisa, una ragazza esuberante assunta per fargli da badante, porta un po’ di luce nel suo mondo. La loro è una bellissima storia d’amore, farebbe venire la pelle d’oca anche alle persone più insensibili.

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Una scena del film
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Una scena del film
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Una scena del film
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Emilia Clarke e Sam Claflin
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I due attori scherzano con la regista del film, Thea Sharrock
La locandina del film
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Sul set di Hunger games
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L'attore con la moglie Laura Haddock
Foto

Ti emozioni facilmente al cinema? Di solito, quando guardo un film strappalacrime con mia moglie, cerco di mostrarmi impassibile. Ma a volte non riesco a trattenermi e piango come una fontana: mi brucia la gola e fatico a deglutire... Stavolta però, lo confesso, avevo spesso gli occhi lucidi anche durante le riprese.

Cosa ti ha colpito? La storia di Will mi ha ricordato che dovremmo cercare di vivere ogni momento al massimo.

Tu ci riesci? Non sempre, ci sono così tante cose che do per scontate, illudendomi che siano eterne: la salute, le persone che amo, la libertà di fare le mie scelte... Invece nulla è per sempre, perciò bisogna affrontare la vita con coraggio.

Che effetto ti fa essere diventato papà? Bellissimo! Ultimamente sono stato parecchio impegnato sul set e non sono riuscito a stare con la mia famiglia quanto avrei voluto. Ma adesso potrò finalmente passare un po’ di tempo a casa insieme al mio ometto. Tanti mi dicevano che l’amore per un figlio non è paragonabile a nient’altro: ora ho la prova che avevano ragione.

Te lo aspettavi? No... E mi sbagliavo. Con ciò non voglio dire che fare il padre sia semplice, anzi. A volte mi lamento se un ruolo mi obbliga a ingrassare o dimagrire, l’ho fatto anche poco fa in questa intervista, ma essere sempre presente quando un figlio ha bisogno di te è molto più faticoso. Ecco perché oggi nutro un rispetto ancora maggiore per i miei genitori. Però, tra pappe e pannolini, devo dire che me la cavo abbastanza bene.

Quest’anno hai festeggiato il terzo anniversario di matrimonio. Come hai conoscuto tua moglie Laura? A un provino. L’ho vista uscire dalla stanza e ho pensato: “Quella è la ragazza che sposerò”. Sapevo che si chiamava Laura, nient’altro. La stessa sera sono andato a una festa e poi ho preso la metropolitana per tornare a casa intorno alle 5 del mattino. All’arrivo in stazione, quando le porte del vagone si sono aperte, me la sono trovata davanti. È stato il destino.

Quali sono le qualità che preferisci in Laura? È creativa e intelligente, potremmo restare a parlare per ore. A casa, poi, siamo una squadra affiatata: io sono molto ordinato, quasi ai limiti dell’ossessione, mentre lei è maniaca della pulizia. È una bella combinazione, no?

Il prossimo anno ti vedremo in altri due film: My cousin Rachel e Their finest. Non vuoi prenderti una vacanza? Mi piacerebbe, ma è difficile pianificare dei viaggi, specie adesso che è nato Pip. Quando ho un po’ di tempo libero ascolto musica o porto a passeggio Rosie. Per rilassarmi mi sdraio sul divano di casa con Laura a guardare le nostre serie tv preferite.

BESTSELLER

Io prima di te, il libro di Jojo Moyes da cui è tratto il film con Sam Claflin, e il sequel Dopo di te (entrambi Mondadori) hanno venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo.

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