8 motivi per guardare Il Trono di Spade

13 07 2017 di Valeria Colavecchio
Credits: Kit Harington nei panni di Jon Snow

Il 17 luglio parte la settima stagione della saga fantasy che ha battuto ogni record. Qual è il segreto di un tale successo? L’appassionante lotta tra le dinastie rivali. Ma non solo. Parola dei fan celebri

È la serie più premiata, con 109 premi. La più globale, con 173 Paesi che trasmettono in contemporanea i suoi episodi. Serve altro per dimostrare che Il Trono di Spade è un cult della tv? Dell’altro c’è: sul web il trailer della settima e penultima stagione è stato visto 61 milioni di volte nelle prime 24 ore. Del resto, mancano solo 13 episodi alla fine della saga: i primi 7 andranno in onda a partire dalla notte tra il 16 e il 17 luglio (alle 3 su Sky Atlantic). Dopo battaglie e morti, amori e tradimenti, magie e pazzie, Jon, Sansa, Cersei e gli altri protagonisti sono pronti alla guerra per la conquista dei Sette Regni. In attesa di scoprire cosa succederà, 8 fan vip ci hanno detto perché non perdere Game of Thrones, che il quotidiano inglese The Guardian ha definito «il più grande (e il più chiacchierato) drama della tv».

Si ispira alla Guerra delle Due Rose

Ambientata tra Westeros ed Essos, continenti immaginari che si rifanno all’Europa e al Medio Oriente medievali, la storia prende le mosse dalla sanguinosa lotta per la successione al “re folle” Aerys Targaryen. L’ispirazione è la Guerra delle Due Rose: i nomi delle dinastie protagoniste delle prime serie, Stark e Lannister, richiamano i rivali York e Lancaster nell'Inghilterra del 1400. A lottare per il Trono ci sono anche i Baratheon, i Targaryen, i Tyrrell, i Greyjoy e gli Arryn. Lo show è tratto dalle Cronache del ghiaccio e del fuoco dello scrittore Usa George R.R. Martin. La saga, però, è ancora incompiuta e dalla sesta stagione la serie ha una sceneggiatura autonoma. Quale dinastia avrà la meglio? Preparati. Come recita il trailer, «Winter is here!», l’inverno è arrivato.

Una serie da record

173 i Paesi in cui Il Trono di Spade viene trasmesso in contemporanea. 8 Le stagioni totali della serie. 38 Il numero di Emmy awards vinti: è il telefilm più premiato di tutti i tempi. 10 milioni il budget medio, in dollari, di un episodio della saga, secondo il sito web E!. 14,4 i milioni di persone che hanno scaricato illegalmente la sesta stagione dal web. Il Trono di Spade è la serie più piratata al mondo. 2,4 metri l’altezza del trono di spade (quello dove si siedono i personaggi nella serie) che ha richiesto 2 mesi di lavorazione.

8 fan (famosi) ci raccontano perché amano "Il trono di spade"

Claudio Marchisio: «Ha protagonisti umani e sorprendenti»

«È un fantasy unico perché, oltre che sulla parte magica, si concentra sui personaggi e la loro umanità. Il mio preferito? Jaime Lannister, che è cambiato tantissimo dall’inizio della serie. Ha dovuto prendere decisioni impopolari, ma nel tempo sono venute fuori le difficoltà che ha affrontato e la personalità forte che l’ha reso capace di gestirle».  

Joe Bastianich: «Si può seguire anche senza il sonoro»

«A differenza delle altre serie, ti conquista anche se togli il sonoro. Bastano le immagini a portarti in un universo fantastico, grazie ai costumi ricamati a mano e alle armi riprodotte nei dettagli. I Sette regni, poi, ti fanno fare il giro del mondo: dal Marocco, con i viaggi di Daenerys, all’Islanda, set delle terre Oltre la Barriera, fino all’Irlanda, dov’è la maggior parte del Continente occidentale».  

Linus: «Mescola tutti i generi narrativi»

«È una avvincente combinazione di intrigo politico, soap opera, fantasy e avventura. I diversi generi narrativi si intrecciano in un racconto che, a dispetto dell’ambientazione medievale, mescola riflessioni sul potere molto attuali e approfondimenti psicologici. Conditi da colpi di scena e sesso esplicito».

Licia Troisi: «Conquista grazie agli incredibili draghi»

«Per una “dragofila” come me, le scene con Drogon, Rhaegal e Viserion, i draghi di Daenerys, valgono da sole la serie. Li ho seguiti con ansia fin dalla loro nascita nella prima stagione e alla fine della scorsa li ho lasciati quasi adulti... L’interazione con la loro “madre” umana regala momenti incredibili. Non vedo l’ora che arrivino le battaglie!».

Noemi: «Continua sui social network»

«Tra una puntata e l’altra vieni risucchiata in un altro mondo: quello dei fan. Un vero show nello show. Nessuna altra serie ha un popolo così sterminato di appassionati, sempre a caccia di curiosità e notizie. Ogni episodio è talmente complesso che si presta a essere commentato, analizzato e sbeffeggiato sui social. Imperdibile la parodia del Saturday night live del truce Jon Snow durante una cena tra amici!».

Giulia Salvi: «Diverte sia con il telefilm sia con il libro»

«Con Trono di Spade scopri, oltre che una serie fantasy, uno scrittore pazzesco: George R.R. Martin. Io, che non avevo mai letto la sua saga, l’ho divorata. E ora che il telefilm ha una sceneggiatura indipendente, perché Martin è ancora al lavoro sul nuovo romanzo, l’avventura è doppia: tutto è una sorpresa, sia quello che succederà in televisione e sia quello che accadrà nel libro».

Luca Dondoni: «Vanta un cast di attori iconici»

«Gli attori, all’inizio semisconosciuti, ora sono lanciatissimi: Gwendoline Christie e Natalie Dormer sono state chiamate per kolossal come Hunger Games e Star Wars, e Peter Dinklage ha vinto Emmy e Golden Globe. Grazie a loro i personaggi sono diventati iconici. Un esempio? Il look diafano di Daenerys Targaryen ha ispirato Madonna: su Instagram la popstar ha pubblicato un selfie con la scritta “Mother of Dragons”. E nella nuova stagione come special guest c’è Ed Sheeran».

Benedetta Parodi: «Si rinnova di anno in anno»

«Di solito nelle serie tv ci sono protagonisti “intoccabili” e comprimari. Il Trono di Spade non è così: ogni stagione si rinnova con nuovi personaggi e tutti, a turno, hanno un ruolo importante nella trama. Non solo: tutti possono morire. In Game of Thrones, come nella vita, ben poche cose sono prevedibili e nessuno è indispensabile. E gli addii, tra le lacrime, a mezza casata Stark lo dimostrano».

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