donna conti calcolatrice

Fai il check up alle tue finanze: prima puntata

La prima puntata della guida di Donna Moderna dedicata alla gestione dei soldi realizzata in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Ecco come fare il check up delle proprie finanze

Inizia il progetto di educazione finanziaria di Donna Moderna

Segui il progetto di educazione finanziaria realizzato da Donna Moderna in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

L’obiettivo del progetto è abbattere i tabù legati alla gestione dei soldi perché occuparsi dei propri risparmi e investimenti non è una “cosa da maschi". Trovi una guida a puntate, masterclass e podcast.

Educazione finanziaria:  guida a puntate, masterclass e podcast

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Perché serve educazione finanziaria

I segnali ci sono già tutti: è in arrivo un altro inverno “delicato” per le nostre tasche, e sapersi muovere tra mutui a tasso variabile, spese in crescita e l’inflazione che divora i risparmi non è mai stato necessario come oggi. Già, perché le conoscenze finanziarie restano il miglior anticorpo alla vulnerabilità economica, e in tempi di incertezze globali lo sono ancora di più.

Alfabetizzazione finanziaria in Italia

Lo ha confermato il rapporto realizzato dal Comitato italiano per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria con la società di ricerca Doxa lo scorso anno: chi ha minori conoscenze in questo campo ha molte più probabilità di arrivare a fine mese con difficoltà, siamo al 59% contro il 38% di chi è competente.

«Questi ultimi anni ci hanno insegnato quanto velocemente può cambiare la realtà intorno a noi, e quanto sia fondamentale avere le conoscenze e gli strumenti per affrontare nuove situazioni» dice Annamaria Lusardi, docente di Economia alla George Washington University e direttrice del Comitato. In Italia, aggiunge l’esperta, ne sentiamo ancora di più la necessità. «Le ricerche internazionali ci dicono che il tasso di alfabetizzazione finanziaria del nostro Paese è più basso che in molti altri Stati europei, e persiste ancora una grande differenza di genere».

Guida all'educazione finanziaria soprattutto per le donne

L’indagine Doxa-Comitato parla chiaro: solo il 32,5% delle donne ha un indice di conoscenza giudicato alto, contro il 46,9% degli uomini. Ecco perché, in occasione del Mese dell’educazione finanziaria, Donna Moderna ha preparato con il Comitato una guida a puntate dedicata alle donne, per dare strumenti utili ad affrontare diverse situazioni in una società che ci mette continuamente alla prova. Cominciamo qui dal check up finanziario, il “test” che tutte dovremmo fare per capire “come stanno” le nostre finanze.

Fai il check up ai tuoi soldi

Dici check up e pensi a visite mediche, esami e test. «Ma per vivere bene non dobbiamo occuparci solo della salute del nostro organismo. Così come facciamo periodicamente le analisi del sangue o il tagliando della nostra auto, dobbiamo tenere d’occhio anche le nostre finanze, con un vero e proprio check up finanziario» spiega Annamaria Lusardi. «Ci sono problemi, esattamente come molte malattie, che restano silenti per molto tempo, senza darci alcun campanello d’allarme. Senza controlli e prevenzione potremmo accorgerci solo troppo tardi di non aver messo i soldi da parte per gli imprevisti o di non avere fondi a sufficienza per potere integrare la nostra pensione». Non occorre un impegno eccessivo, spiega la docente: «È sufficiente farsi le giuste domande, e poi adottare qualche buona pratica».

Con la nostra esperta abbiamo diviso il percorso in 7 step. Ora tocca a te: prova a rispondere.

Quanto ne sai di soldi? 7 domande per te

Quali sono i miei obiettivi finanziari?

Vale nella vita e vale per i soldi. Se non sai in che direzione andare, rischi di restare in balia degli eventi. Per essere padrona di te stessa devi porti degli obiettivi finanziari, che poi non sono altro che obiettivi di vita. «Il primo è uguale per tutti, ed è lo stare bene finanziariamente, non avere problemi economici» dice Annamaria Lusardi. «Ma ce ne possono essere altri. Ciascuno di noi ha le proprie mete, quello che conta è chiarirle per poter tracciare una rotta e prendere in mano il timone della nostra vita». Non pensare a grandi traguardi, la meta può essere anche semplicemente mettere in ordine le proprie finanze o dare un salvagente a un figlio più fragile.
DA DOVE COMINCIO Imponiti un esercizio: dedica anche solo 15 minuti alla settimana alle tue finanze. Inizia mettendo nero su bianco dove vuoi arrivare e dove stai andando. E segui i passi qui sotto.

So quanto “sono ricca”?

Per disegnare una traiettoria devi anche conoscere la tua situazione di partenza, la fotografia di ciò che hai. «L’analisi andrebbe fatta almeno una volta all’anno, e si divide in tre passaggi» spiega Annamaria Lusardi. «Comincia con il calcolare il tuo patrimonio: basta sommare, ad esempio, il denaro depositato sul conto corrente, quello investito, il patrimonio immobiliare e sottrarre i debiti. Il secondo passaggio è monitorare i tuoi flussi di cassa».

In pratica, devi fare un quadro delle entrate e delle uscite mensili. E per farlo devi ripetere lo stesso esercizio con una certa periodicità, per esempio ogni mese: da una parte calcolare le entrate da reddito e da capitale (lo stipendio, il canone di affitto della seconda casa, le cedole di un fondo...), dall’altra le spese. «A quel punto va fatta la differenza tra le prime e le seconde, mensilmente, per verificare se stai risparmiando o stai erodendo la tua ricchezza. C’è poi un terzo passaggio: l’analisi di questi conti ti occorre per capire dove vanno i tuoi soldi, e soprattutto se vanno nella direzione giusta».
DA DOVE COMINCIO Aiutati con il quaderno dei conti che trovi su www.quellocheconta.gov.it. Ti servirà a isolare e contabilizzare le singole voci di entrata e di uscita, e ti mostrerà dove intervenire per migliorare la rotta (vedi più avanti).

Ho l’ombrello per ripararmi nei giorni di pioggia?

Noi italiani siamo per cultura abituati ad accantonare piccole riserve di denaro e abbiamo mantenuto questa abitudine: eppure il 30% delle donne intervistate nell’indagine Comitato-Doxa teme di non riuscire a rimediare 2.000 euro in caso di emergenza. «Dobbiamo crearci uno scudo per proteggerci contro gli imprevisti, che possono essere banalmente un’auto in panne o un dente che si rompe . Negli Stati Uniti lo chiamano l’ombrello per i “rainy days”, il riparo per i giorni di pioggia. È una somma che deve essere sempre disponibile in forma liquida in caso di incidenti» spiega la nostra esperta.
DA DOVE COMINCIO Parti dal presupposto che il tuo obiettivo è accumulare un tesoretto, non un grande patrimonio. «È utile puntare ad avere da parte l’equivalente di 6 mesi del reddito mensile» continua Lusardi. Fai anche una piccola analisi della tua situazione, valutando ogni elemento di incertezza: se per esempio abiti in una casa vecchia, o hai un lavoro precario, ti conviene “stare larga”.

Sto risparmiando per il lungo periodo?

Sistemato il paracadute di emergenza, dovresti volgere lo sguardo un po’ più lontano. E se hai dei piani, per esempio ristrutturare casa, fare un corso di formazione, magari un MBA, o integrare la tua pensione, devi giocare d’anticipo e programmare. «Ci sono impegni economici importanti che non possono essere improvvisati» premette Lusardi. «Eppure i dati ci dicono che il 25% degli italiani afferma di non avere alcun piano per il futuro». In realtà, basterebbe accantonare da subito una piccola somma mensile e farla “lavorare” per te nel tempo, con l’investimento giusto (come lo spiegheremo nelle prossime guide, ndr).
DA DOVE COMINCIO Se parti a 20-30 anni, puoi investire anche poche decine di euro al mese, perché il tempo lavora a tuo favore, ma anche a 50 anni non è mai tardi. Un buon obiettivo è destinare il 10% del proprio reddito al futuro. «Se vuoi essere sicura di riuscirci, cambia impostazione» suggerisce Lusardi. «Non pensare ai risparmi come ciò che “avanza” dalle tue spese, stabilisci a priori la tua percentuale e sottraila subito dal tuo budget,a inizio mese».

Sto facendo crescere la mia ricchezza?

È una domanda che in pochi si fanno, ma è essenziale, specie oggi che l’inflazione in Italia viaggia sopra l’8%. Le riserve che sono sul conto corrente perdono di valore nel tempo, e con esse il tuo potere di acquisto. Poniamo un esempio: se oggi hai 50.000 euro sul conto, tra un anno saranno lì, ma “varranno” come i 46.000 euro di oggi, l’8% in meno.

Ecco perché il denaro che risparmiamo va investito. «Considerando tre cose» avverte Annamaria Lusardi.«Più alto è il rendimento di un investimento, più questo è rischioso. In secondo luogo, vanno guardati sempre i costi degli investimenti, perché incidono in maniera significativa sui rendimenti. Terzo, bisogna diversificare bene gli investimenti. E non esistono solo gli investimenti finanziari, punta a investire anche su te stesso. Concentrati su come far crescere il tuo reddito, ad esempio contrattando un avanzamento di livello con il tuo datore di lavoro, o investendo in corsi di aggiornamento e formazione che ti serviranno a cogliere opportunità per il futuro».
DA DOVE COMINCIO Qui trovi una guida che può aiutarti: http://www.quellocheconta.gov.it/it/cosa-conta-per-te/sapere/investire-soldi/.

So gestire i miei debiti?

Gestire il debito non significa solo stare attenti a non indebitarsi. «Vuol dire usare lo strumento del credito come un’opportunità per crescere» avverte la numero uno del Comitato. «C’è una sorta di “tabù” sul tema dei prestiti, che porta a pensare che contrarre un debito sia sempre e comunque una cosa negativa» dice Lusardi. Ma un prestito, prosegue l’esperta, diventa utile se, a un tasso di interesse sostenibile, ci permette di non impiegare tutti i nostri risparmi in una sola direzione e ci lascia risorse da dedicare ad altro, oppure serve per realizzare progetti che guardano al futuro, come pagare corsi di formazione o rendere efficiente la casa dal punto di vista energetico.
DA DOVE COMINCIO Per capire se hai il controllo dei tuoi debiti, metti in fila i prestiti accesi e le rate mensili da pagare. Come fare? Puoi riadattare la regola usata dalle banche per concedere il mutuo. Le tue rate, sommate, non dovrebbero superare all’incirca il 30% del tuo reddito Se sei vicina a questa soglia, fermati, e non comprare a rate nemmeno un telefonino.

Quali sono i miei punti di debolezza in materia di soldi?

«Anche se non ci pensiamo, ci sono situazioni che potrebbero farci “deragliare” dal nostro cammino perché contemplano degli imprevisti a cui non potremmo fare fronte con le nostre riserve» spiega Lusardi. Avere un lavoro autonomo e nessuna protezione in caso di malattia è una di queste, ma non la sola. Per questo è importante fare un’analisi delle proprie debolezze, e pensare alle possibili soluzioni.
DA DOVE COMINCIO Passa in rassegna i capitoli della tua vita: lavoro, famiglia, salute, casa, e focalizzati sui punti deboli. Se in famiglia il vostro stile di vita dipende soprattutto dal reddito del partner, tutelati con un’assicurazione sulla vita: in caso di morte o invalidità vi assicurerà una somma; se sei un lavoratore autonomo considera una polizza che ti dia una diaria per ogni giorno di malattia, poi passa a casa e auto: quali eventi potrebbero fare danni costosi? In caso di grandine, la tua auto è parcheggiata in garage o in strada? Ricorda che i costi delle polizze partono da poche decine di euro al mese. Qui trovi una lista dei principali strumenti assicurativi: www.quellocheconta.gov.it/it/strumenti/assicurativi/.

→ E se il bilancio è in rosso?

Ti sei resa conto che spendi più di quanto guadagni? «Devi intervenire in modo “chirurgico”, analizzando il bilancio familiare» spiega Stefano Santin, componente del Comitato e membro della direzione nazionale della Casa del consumatore. «L’obiettivo è individuare le spese di cui non ci rendiamo conto o le uscite “inutili” di cui ci siamo scordati. «L’errore da evitare, nel compilare l’elenco, è dimenticare di inserire le micro-spese, dal caffè alla pay tv che sono in realtà quelle che gonfiano le uscite. Deve diventare un esercizio metodico da fare tutti i giorni».

Si può così scoprire, per esempio, che l’abbonamento telefonico è più salato della media di mercato, o che spendiamo centinaia di euro in caffè e taxi. Il bilancio è utile anche per capire se possiamo migliorare le entrate, facendo qualche straordinario, affittando la casa al mare o vendendo dei vecchi mobili. L’importante è poi definire il budget per i mesi successivi. Il limite di spesa è fondamentale per darci una regola.

In collaborazione con Comitato italiano per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria

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