Lavoro: quant’è importante avere una mentor

Sono sempre più diffusi i progetti di “scambio” tra professioniste in carriera e giovani di talento. Obiettivi: fornire occasioni di crescita e stimolare la collaborazione tra generazioni

Una sfida a 2 pregiudizi, di generazione e di genere, e un’opportunità di crescita, umana e professionale. Sono gli obiettivi di Inspiring Mentor, il programma proposto dall’associazione non profit Young Women Network (vedi box in basso). «Noi crediamo nel potere delle relazioni» dice Martina Rogato, presidente di YWN «e il nostro progetto mette proprio in relazione una mentor o un mentor, con almeno 15 anni di esperienza professionale, e una mentee under 35».

A differenza del coach, che ha un background certificato per sviluppare le potenzialità di una persona, qui manager e professionisti di vari campi, dal marketing alla finanza, mettono a disposizione in modo gratuito la loro competenza e il loro tempo. E aiutano così donne di talento, entrate da poco nel mondo del lavoro o che devono riposizionarsi, a costruire una carriera solida, in un’ottica anche di work life balance».

Scambio tra senior e junior

Oggi in uno stesso ufficio possono trovarsi fianco a fianco 5 generazioni, però il dialogo tra colleghi con un forte scarto d’età spesso fatica a decollare, frenato com’è da visioni e percorsi diversi. «Per questo stimoliamo la fiducia e lo scambio tra senior e junior» continua Rogato. «Ma siamo consapevoli di un rischio: se il mentor è un collega della stessa azienda, potrebbe non rivelarsi disinteressato nei consigli che offre. Per evitarlo, facciamo noi gli abbinamenti delle coppie scegliendole da società differenti e le prepariamo fornendo loro linee guida per il mentoring». Mentre i vantaggi per le mentee sono evidenti (dall’essere ispirate da role model positivi all’accrescere la sicurezza in se stesse), è forse meno intuitivo cosa spinga manager con tanti impegni a fare da guida a giovani.

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Volontariato professionalizzante

«Si tratta di un volontariato professionalizzante, con cui si vuole restituire quanto si è ricevuto sotto forma di beni immateriali, come consigli e sostegno. Lo si fa creando un rapporto di fiducia e di scambio in cui entrambi i partecipanti “crescono”». Il programma Inspiring Mentor, arrivato alla quinta edizione, riscuote grande successo. «Quest’anno abbiamo ricevuto oltre 200 candidature come mentor e 230 come mentee, ora procederemo con le selezioni e gli abbinamenti. Tra poche settimane ci sarà un incontro in cui tutti, mentor e mentee, si conosceranno. Poi ciascuna coppia si organizzerà per vedersi e confrontarsi almeno una volta al mese per 6 mesi».

Ma l’obiettivo del nuovo Inspiring Mentor è ancora più ambizioso: ribaltare la visione granitica secondo cui la leadership sarebbe appannaggio maschile. «Sono state accettate candidature anche di uomini under 35 e i 10 prescelti avranno una mentor donna» precisa Rogato. «Queste “quote azzurre” sono un tassello verso la parità di genere: far sentire a un giovane il desiderio professionale di avere come riferimento ed esempio da emulare non un uomo, come succede da sempre, ma una donna e il suo stile di leadership».

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