Genova: il nuovo ponte di Renzo Piano

07 09 2018 di Eleonora Lorusso
Credits: ANSA/LUCA ZENNARO

L'architetto genovese Renzo Piano ha presentato ufficialmente la struttura che dovrebbe sostituire il ponte Morandi crollato il 14 agosto scorso

Doveva essere il giorno del nuovo ponte di Genova, ha finito per essere l'ultimo del modellino con cui Renzo Piano ha ufficializzato la sua idea della struttura che dovrà prendere il posto del Viadotto sul Polcevera, crollato il 14 agosto. A rompere il plastico è stato, involontariamente, l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Castellucci, che lo ha urtato facendolo cadere (QUI IL VIDEO). Il gelo è calato in sala stampa, dove erano appena stati illustrati i progetti dell'architetto ligure. L'imbarazzo si è poi stemperato quando l'ad della società si è scusato (Mi dispiace tanto") e Renzo Piano lo ha rassicurato: "Si figuri, capita spesso anche a me" ha detto.

Poco prima, invece, lo stesso senatore a vita, 81 anni il 14 settembre, originario del quartiere genovese Pegli, a ponente, aveva spiegato chiaramente la sua idea di ponte: "Il mio nuovo ponte sarà un luogo di luce, sobrio ma non povero». Piano ha confermato di voler donare il progetto per la struttura che sostituirà il Ponte Morandi crollato quasi un mese fa.

Come sarà il ponte di Piano

Bianco, in acciaio, con pannelli solari che assorbano energia di giorno per rilasciarla poi di notte, illuminandosi e rimanendo come una sorta di "faro" per la città della Lanterna. "Un luogo di luce", dunque, ma senza il ricorso a effetti speciali che, secondo il Senatore a vita, risulterebbero inadatti.

Un'altra caratteristica precisa dovrebbe essere la sobrietà, in linea con il carattere riservato dei liguri e dei genovesi in particolare. «Ma non che potrà essere povero» aggiunge Renzo Piano, al contrario: nel suo progetto dovrà essere simbolo di una rinascita forte della città, possibilmente all'insegna dell'unità e della coesione, come spiegato dal noto architetto, che ne ha anticipato alcune caratteristi al Festival della Comunicazione di Camogli, in Liguria.

Un ponte come una "nave"

«Quel 14 di agosto è stata una giornata terribile. Da allora non penso ad altro. Costruire un ponte non è uno scherzo, serva una struttura che duri, che sia sicura, ma anche che rappresenti la città - ha spiegato Piano durante una lectio magistralis a Camogli - Genova è una città di navi, una città portuale, mi piacerebbe che a realizzarlo fosse qualcuno che costruisce navi» ha detto ancora l'architetto.

Il Senatore a vita ha spiegato che il suo sogno sarebbe anche quello di un cantiere di lavoro all'insegna dell'unità e della coesione, di cui ha bisogno la città per ripartire dalle macerie.

43 "vele" per le 43 vittime

Il nuovo ponte, che avrà il compito fondamentale di unire prima di tutto l'est e l'ovest di Genova, sarà caratterizzato dal fatto di avere 43 "vele", dunque un altro simbolo che richiama il mare e la navigazione, che sono parte del DNA del capoluogo ligure. Un numero che però non è casuale perché è lo stesso del numero delle vittime del crollo di agosto. Le "vele" saranno date dal fascio di luce proiettata da altrettanti lampioni dotati di fotopannelli solari.

Non ci saranno, invece, né stralli né tiranti. La struttura sarà estremamente leggera. La striscia di asfalto della parte carrabile nel progetto di Renzo Piano sarà piuttosto leggera: 4 corsie da 3,75 metri più la corsia di emergenza. Il tutto sorretto da 43 piloni che nella loro forma ricordano ancora una volta il mare, perché rievocano vagamente la prua di una nave.

Dovrà durare mille anni

«Questo ponte deve avere le qualità fisiche, reali, pragmatiche necessarie. Deve essere un ponte che dura mille anni» ha detto Piano. «Ma deve anche rappresentare la città, esserne il ritratto in qualche maniera e deve elaborare questo lutto terribile».

«Quante volte è caduto questo ponte?» si è chiesto l'architetto. «Almeno 3 o 4 volte. È caduto prima di tutto perché è caduto. Poi ha portato con sé 43 vittime e tutto il dolore che questo comporta. Poi ha creato 600 sfollati, poi ha spaccato la città in due. È terribile». Piano ha aggiunto che il suo obiettivo è anche rispondere all'esigenza della città di ricordare tutto ciò. E lo deve fare necessariamente costruendo sul costruito, «perché Genova non si può espandere».

Il costo non è ancora stato stimato, ma secondo la "cordata" di aziende che lo dovrà ricostruire (Autostrade e Fincantieri prima di tutte) la priorità andrà ai tempi di realizzazione, che secondo il governatore della Liguria e commissario straordinario, Toti, non dovranno andare oltre ottobre/novembre 2019.


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Il ponte Morandi crollato il 14 agosto

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Castellucci rompe il plastico di Piano
Credits: Foto tratta dal profilo facebook di Giovanni Toti

La presentazione del progetto che Renzo Piano intende donare alla città

Credits: Foto tratta dal profilo Twitter del portavoce di Giovanni Toti
Il nuovo ponte di Genova progettato da renzo Piano presentato al governatore della Liguria Toti
Foto

Un nuovo "dono" a Genova

Non un ponte qualsiasi il viadotto sul Polcevera, ma "il ponte", come lo ha chiamato Renzo Piano, che compirà 81 anni proprio un mese dopo la tragedia del Morandi. Architetto prolifico, tuttora attivo, ha firmato progetti come il prestigioso Centre Georges Pompidou a Parigi (1971), ma soprattutto ha già lasciato la propria impronta nella sua città natale, ristrutturando il Porto Antico in vista delle Celebrazioni Colombiane (Expo Genova '92) in occasione dei 500 anni dalla scoperta dell'America.

È stato lui a progettare l'Acquario di Genova e il Bigo, l'ascensore panoramico adiacente, così come a ideare la riqualificazione dei Magazzini del Cotone e, successivamente, a curare un nuovo intervento nel 2001 in occasione del G8.

Questa volta, però, Piano ha deciso di donare alla città il suo progetto di ponte, a titolo gratuito. Un regalo prezioso da parte del primo italiano inserito nel Time 100, la lista delle 100 personalità più influenti al mondo stilata dalla rivista americana e già vincitore del Premio Pritzker, ricevuto nel 1998 dall'allora presidente statunitense Bill Clinton.

Il contributo degli ingegneri

Fin da subito Renzo Piano, che aveva consegnato un plastico del "suo" ponte al Sindaco Bucci e al governatore ligure e commissario straordinario per l'emergenza Morandi, Toti, aveva chiarito che però occorrerà il contributo di più figure professionali: "I ponti sono fatti dagli ingegneri" si era schernito, auspicando il concorso di architetti, ingegneri e altri tecnici per un progetto che nelle intenzioni dovrà dare alla città un ponte solido e duraturo.

Il progetto di Autostrade

Ben diverso, invece, sarebbe il progetto presentato da Autostrade per l'Italia, di cui giorni scorsi erano state diffuse alcune anticipazioni sotto forma di indiscrezioni. Secondo i piani della società, il ponte che dovrà sostituire il Viadotto Polcevera avrebbe avuto una struttura strallata.

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