Secondo una ricerca della Durham University condotta in Inghilterra su più di tremila bambini, partecipare regolarmente a laboratori filosofici migliora il rendimento in matematica e in lettere come due mesi extra di lezioni. Non solo, allena le capacità logiche e il pensiero creativo. «La filosofia insegna a fare, non a parlare: lo scriveva già Seneca» dice Francesco Mapelli, fondatore insieme a Ilaria Rodella, dell’associazione Ludosofici che promuove molti eventi junior. «Porsi delle domande significa capire meglio il mondo, decidere come comportarsi ma anche essere sensibili al contesto in cui siamo e agli altri. È un’attitudine che sviluppa l’empatia, la capacità di ascolto e l’autostima. I bambini poi sono filosofi nati: si chiedono “perché” di fronte a ogni cosa». Ecco allora le iniziative più utili e interessanti per baby pensatori in tutta Italia.

In classe allenano l’intelligenza emotiva

La tristezza, la rabbia, la felicità, la paura: sono grandi emozioni che bisogna imparare a conoscere e riconoscere fin da piccoli per capire come gestirle nel modo corretto, instaurare relazioni positive e sviluppare atteggiamenti che contrastino il bullismo. È proprio quello che si propongono i laboratori di Officina Filosofica organizzati nelle scuole primarie e secondarie (offici nafilosofica.it). «La conoscenza è prima di tutto uno strumento concreto per entrare in relazione con se stessi e con gli altri» spiega una delle fondatrici, Anna Pellizzari. «Attraverso un percorso di 9 ore i bambini e i ragazzi imparano a soffermarsi consapevolmente sul proprio modo di sentire e a sviluppare l’intelligenza emotiva».

Al museo imparano a ragionare

Una settimana passata fianco a fianco con archeologi e filosofi: succede all’Archeologico di Milano con il campus estivo Mappiamo il museo, un viaggio all’indietro nel tempo alla scoperta della storia antica della città ma non solo. I bambini scriveranno e illustreranno anche le nuove mappe del museo poi messe a disposizione di visitatori grandi e piccoli. «È un modo per interrogarsi sulla storia e imparare a guardare criticamente quello che ci circonda» racconta Ilaria Rodella, fondatrice dell’associazione Ludosofici, curatori dell’iniziativa. «Per noi gli strumenti per ragionare sono le foglie, le pietre, le opere d’arte. Perché è dal fare, dal vedere, dal toccare, che nascono le riflessioni filosofiche che poi diventano pensiero». Dal 18 al 22 giugno e dal 27 al 31 agosto.

Nei cartoon trovano le risposte ai temi di attualità

Le grandi domande esistenziali riviste in modo leggero e divertente: è l’obiettivo della serie tv Milly Milledomande (ogni giorno su Rai Gulp alle 6,30 e alle 12). Al centro delle puntate ci sono temi attuali come la bellezza, la verità e la morte su cui la piccola Milly si interroga coinvolgendo amici, insegnanti e perfino il cagnolino Pop. «Dalla più tenera età scopriamo che le idee si oppongono e si comprendono le une grazie alle altre» dice Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi. «Giocando sui contrasti e i contrari, la serie sviluppa la curiosità e il senso critico per capire che i problemi hanno tante facce e che il confronto con gli altri è essenziale per formare le proprie idee».

Nei workshop potenziano l’immaginazione

«Cos’è?» chiede il maestro. «Un cucchiaio!», rispondono i bambini. «E cos’è un cucchiaio?» prosegue il maestro. Inizia così uno dei seminari più gettonati del progetto Filosofia coi bambini. Le lezioni durano un’ora e si tengono in biblioteche, spazi ricreativi e associazioni di tutta Italia (il 13 maggio a Brescia, il 20 a Parma, il 3 giugno a Messina, il 10 a Palermo). «Porsi domande sugli oggetti che ci circondano aiuta i bambini ad allenare la capacità immaginativa e la comunicazione» dice il fondatore Carlo Maria Cirino. «Un lavoro fatto giocando con le parole: conoscerne di più significa avere maggiori capacità espressive e creative. Il primo passo per decidere liberamente del nostro futuro».

Tra le pagine si mettono alla prova

Com’è fatto l’universo? C’è qualcosa da cui tutto ha origine? Cos’è un essere umano? Sono alcuni degli enigmi proposti nel libro Giochi filosofici. Sfide all’ultimo pensiero per bambini coraggiosi (Erickson). «Ogni quesito è analizzato secondo due punti di vista: quello dei filosofi e quello dei bambini» spiega l’autore Luca Mori. «Così ai genitori vengono forniti gli spunti per ragionare insieme ai piccoli che si trovano ingaggiati in una conversazione filosofica. Alla ricerca di nuove idee e nuove risposte, i bambini esercitano le capacità di comprensione, di interpretazione, di analisi e sintesi. E sviluppano pensiero creativo e il problem solving».

Consigli per mamma e papà (consulenza di Carlo Maria Cirino di Filosofia coi bambini)

Dimentica Socrate&Co. Inventare storielle filosofiche sui grandi pensatori, cercando di “tradurre “ la filosofia ai piccoli non serve. Parti da qualcosa di concreto e quotidiano, come la pasta in bianco e chiedi: “Che cos’è?”. Così il bambino comincia ad argomentare filosoficamente, e a dialogare.

Non rispondere a tutti i “perché” Non devi sempre insegnargli qualcosa. Di fronte alle domande, non dare definizioni o leggi, ma impara a replicare dicendo: “Tu cosa ne pensi?”. Così lo aiuti ad allenare attenzione, percezione e linguaggio.

Gioca, gioca, gioca Più che alla filosofia, i bambini sono interessati a giocare. Meglio allora sfruttare i momenti insieme. Al tavolo da disegno o durante una passeggiata, mamma e papà possono porre loro delle domande per stimolarli a pensare.