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Le donne di oggi sono trasparenti: non riescono a nascondere niente. L’acuta ricerca di GPF, oggetto del convegno del 9 giugno a Milano Come stanno le donne oggi?, ci racconta quello che dicono ogni giorno. Non vorrebbero farlo, eppure lo fanno. Lo fanno ogni giorno, quando scelgono come vestirsi. Immagino che per le 2.000 che hanno risposto al questionario di Donna Moderna (quelli elaborati nello studio sono 1.368) e che sono un campione rappresentativo delle 18-54enni di tutte le classi sociali e le regioni italiane, poter finalmente dire con le parole come si sentono sia stato di grande conforto...

I risultati della ricerca

E tu che donna sei?

Ma come stanno davvero le donne oggi?

Lo abbiamo chiesto con un sondaggio a cui hanno risposto 2.000 lettrici. I risultati, al centro di un convegno il 9 giugno, rivelano che c’è tanta differenza tra desideri e realtà. Che siamo ardite (vogliamo più potere) e disinibite (vogliamo più piacere). E che, per capirci, non basta guardarci in faccia: meglio puntare sui piedi

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Nessuno glielo chiede, di solito. Di solito, sono loro che chiedono, si preoccupano, curano, proteggono, difendono. Una maggioranza schiacciante (il 96 per cento) è premurosa verso i figli, due terzi dipendono emotivamente dal loro uomo e solo un misero 7 per cento confessa di avere rapporti tesi in famiglia. E la nettissima maggioranza, quasi l’80 per cento, riconosce di avere la tendenza a sacrificarsi per gli altri. Ma queste belle intenzioni di femminilità totale e devota si scontrano con la dura realtà: allora le donne si dividono tra quelle che “il matrimonio è per sempre” e quelle che “non è più così”...

Video-intervista ad Amanda Sandrelli

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Una su tre astutamente non si pronuncia e tutte poi concordano sulla drammatica difficoltà di tenere la famiglia unita. E i vestiti cosa c’entrano, direte voi? Guardate dentro il vostro armadio. Sono certa che c’è almeno un paio di scarpe del genere “alla greca”, che appartiene al gusto sadomaso. Roland Barthes, filosofo triste e meraviglioso, ci ha spiegato 30 anni fa che la moda è un codice: i vestiti sono parole. E allora, perché moltissime donne vanno in giro con le scarpe da gioco erotico perverso? La moda non c’entra nulla. C’entra la condizione femminile. Poiché ormai abbiamo imparato che agli uomini facciamo paura, ci vestiamo in modo da dargli il messaggio opposto: «Sarò la tua schiava»...

Video-intervista a Maurizia Cacciatori e alla mamma Rita

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La ricerca dice che l’83 per cento delle donne si sente sempre di corsa. È una percentuale straziante. Quando si corre, non si vive. Si viene, invece, vissuti dalla propria vita. E questa è purtroppo la condizione che sperimentiamo quasi tutte. Noi saremmo anche aperte alle novità (il 73 per cento), saremmo anche capaci di farci valere (il 72 per cento), ma allora perché le nostre borse diventano sempre più grandi? Guardate di nuovo nell’armadio. Non avete una borsa, avete sacchi, bisacce, borsoni pieni di cose, con cui camminate schiacciate e affannate. La borsa che vi pesa sul braccio è una prigione: pari pari alle scarpe da schiava. Ma qui, siamo schiave noi stesse di noi stesse...

Video-intervista a Geppi Cucciari

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Oltre la metà delle donne si preoccupa di avere un aspetto curato, sei su dieci prestano “molta” attenzione al loro corpo, poi però il risultato è nullo: solo un terzo ha una vita sociale e sei su dieci credono che i rapporti umani siano fasulli. E arriviamo alla parte più triste della ricerca. Sta tutta dentro una domanda sottile e disperata: la differenza tra desiderio e realtà. Su tanti punti, le donne sono deluse. Per loro la famiglia è importantissima, ma solo la metà si dichiara soddisfatta. La serenità e la salute sono cruciali, solo un quarto però le hanno ottenute. La vita sessuale e il rapporto con gli altri importano a una su due, ma solo una su cinque ha la fortuna di goderne. Sul lavoro la discrepanza tra l’importanza che si assegna e la soddisfazione che se ne ricava è dolorosa: una donna su sei desidera, una donna su dieci ottiene...

Video-intervista ad Antonella Boralevi e alla figlia Ginevra

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E poi i soldi, che contano per parecchie, ma arrivano solo per nove donne su cento. Dove è andata la promessa di essere felici che ci siamo abituate a considerare un diritto?

E adesso parliamo di uomini. Che ormai contano meno (la schiacciante maggioranza delle donne dichiara che decide lei o decidono in due) ma, poveretti, li obblighiamo a curarsi del loro corpo e li vediamo in crisi, con ansia da prestazione, insomma ci fanno un po’ pena. E allora sappiano, gli uomini, che secondo l’87 per cento di noi le cose del mondo andrebbero meglio se a comandare fossero le donne. Su questa affermazione non sono d’accordo: le donne che arrivano al potere ci arrivano con i metodi dei maschi, almeno finora...

Video-intervista a Manuela Soffientini

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Quando si parla di sesso, ben il 77 per cento è di vedute assai larghe: tutto è permesso se fa piacere. Sicché se le donne ora dicono che sono disposte a tutto, forse è perché sperano che qualcuno, almeno ogni tanto, glielo chieda. Finiamo con quelli che la ricerca chiama “i profili”. La casalinga pulisce, compra detersivi, non legge, l’intellettuale è noiosa ed egoriferita, la manager dura e sola. Stereotipi? Non credo. Basta vedere quanti mariti di intellettuali e manager vittoriose le abbandonano per ragazzotte discinte e idiote, che riposano loro il cervello e gli ricordano che hanno i sensi. E siccome le ragazze ci guardano, ecco che noi madri autonome e liberate abbiamo allevato ragazze confuse e insicure che si rifugiano nel mondo controllabile (lo sport, lo shopping e il ritorno allo stile di vita e di pensiero della famiglia prima di tutto). Abbiamo fatto tanta strada. Forse ora possiamo fermarci e riposare. Permetterci di essere un po’ più leggere, più stupide, più pigre, un po’ meno perfette. Ma questo lo dico io, non la ricerca.

Video-intervista ad Angela Missoni

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