Lucia, giovane non vedente, con il suo cane guida e il suo bambino, nato a Napoli alla fine dello sc
Lucia, giovane non vedente, con il suo cane guida e il suo bambino, nato a Napoli alla fine dello scorso anno

Il lockdown infinito dei disabili

Per milioni di persone che non vedono o non sentono i dispositivi anticontagio sono una barriera insormontabile che condanna all’isolamento. Qui ci raccontano le loro battaglie per tornare a una vita normale

Distanza di sicurezza, uso obbligatorio di mascherine e guanti. Le misure e i dispositivi anticontagio sono una limitazione per tutti, ma per alcuni rappresentano una barriera quasi insormontabile. Stiamo parlando dei milioni di italiani con una disabilità sensoriale. Di chi, come i non vedenti, ha bisogno di toccare per vedere o, come i non udenti, di guardare per sentire. Per loro la fase 2 rischia di essere solo il proseguimento della 1: le difficoltà a comunicare, muoversi e accedere ai servizi possono condannarli a un lockdown infinito, all’isolamento e all’esclusione sociale.

Ciechi due volte

Uscire, lavorare, sbrigare commissioni, spostarsi con i mezzi pubblici e osservare il distanziamento sociale sono attività inconciliabili per chi ha problemi visivi. «Quando si esce da soli, con il bastone bianco o con il cane guida, è impossibile capire se si sta mantenendo la distanza di sicurezza e dove comincia o dove finisce una fila» spiega Mario Barbuto, presidente dell’Uici, Unione italiana ciechi e ipovedenti. «Per non parlare di chi ha bisogno di un accompagnatore a cui stringere un braccio per uscire e non può più contare su un aiuto per via del distanziamento. I volontari, da quando è iniziata l’emergenza, non riescono più a darci una mano e gli assistenti delle ferrovie o delle società di trasporti che in genere ci aiutano a salire e scendere da treni e mezzi pubblici, non possono più farlo. Abbiamo chiesto al governo una deroga alla normativa e di garantire mascherine e disinfettanti per accompagnatori e assistenti domiciliari. Ma non abbiamo ancora ricevuto risposta».

Anche per chi, come Linda Legname del direttivo Uici, è ipovedente e più indipendente la vita non è facile: «Io ho bisogno di avvicinarmi tantissimo alle cose per poterle vedere» racconta. «Ma la mascherina riduce il mio campo visivo e mi fa appannare gli occhiali. Insomma al supermercato è una fatica immane. In più, hanno tutti molta paura ad aiutare chi è in difficoltà, se si tratta di avvicinarsi».

Sono i ciechi assoluti, però, ad avere i problemi maggiori. «Siamo già privi di un senso e i dispositivi di sicurezza ce ne tolgono altri due» denuncia Flavia Tozzi, presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Cremona. «L’olfatto, che ci serve per orientarci, per individuare un negozio o un ristorante, viene attutito dalla mascherina. E il tatto, indispensabile per sopperire alla mancanza della vista, ora ci viene precluso. Con i guanti, per esempio, come facciamo a cercare il portafoglio nella borsa o a scegliere un vestito se non possiamo toccarlo? Non vogliamo pietà, ma una deroga alle restrizioni per poter vivere con dignità e partecipare alla vita sociale».

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Protezioni trasparenti per tutti

Se per i non vedenti ritornare alla normalità è difficile, alle persone sorde non va molto meglio. «L’obbligo della mascherina ci crea delle enormi difficoltà nei rapporti interpersonali» dice Ilaria Galbusera, capitana della Nazionale italiana volley femminile sorde. «Perché nasconde la lettura labiale e tutti noi, anche se portiamo protesi acustiche, impianti cocleari o conosciamo la lingua dei segni per capire quello che ci viene detto abbiamo bisogno di vedere il movimento delle labbra. La mia vita è cambiata tantissimo, non mi sento più indipendente quando esco da sola. Certo, ci sono le mascherine trasparenti, ma non sono certificate e, in più, si appannano».

Per questo è sceso in campo il Pio istituto dei sordi. «Abbiamo attivato un monitoraggio delle varie realtà italiane che stanno producendo questi dispositivi» spiega il direttore Stefano Cattaneo. «In modo da verificare che siano omologati CE e, nello stesso tempo, pratici e funzionali. Per rispondere alle nuove esigenze legate all’emergenza Covid stiamo sostenendo le onlus che portano avanti iniziative di sensibilizzazione, come Laboratorio Silenzio che ha realizzato un video per spiegare come comunicare con le persone non udenti. Grazie al Fondo sordità Milano (www.fondazionecomunitamilano.org), appena istituito e aperto alle donazioni di privati e aziende, raccoglieremo idee di servizi e soluzioni che rispondano ai nuovi bisogni legati al momento di crisi».

L’associazione Emergenza Sordi ha scritto una lettera al governo per chiedere che le mascherine trasparenti vengano distribuite e utilizzate in tutti gli uffici e i servizi pubblici, scuole comprese: «Per noi ogni azione, anche la più semplice, come andare a fare la spesa, è diventata fonte di stress. La mascherina trasparente è un accessorio dal costo irrilevante di fronte al notevole impatto psicologico positivo che otterrebbe. E tutti noi, disabili e non, riusciremmo a vedere il sorriso dietro una barriera che ci allontana» si legge nella lettera.

Intanto, per combattere l’isolamento, si sfrutta anche il mondo dei social. Tra le iniziative realizzate dalle associazioni ce n’è una molto speciale: è quella di Noisyvision, onlus per l’integrazione sociale delle persone con disabilità sensoriali (www.noisyvision.org). Il suo fondatore, Dario Sorgato, ha condotto seguitissime dirette Facebook con ospiti come la cantante e atleta paralimpica Annalisa Minetti, lo scultore cieco di fama internazionale Felice Tagliaferri e la ballerina senza braccia Simona Atzori. Ed erano tutte tradotte in lingua dei segni e con i sottotitoli automatici simultanei. Più inclusive e accessibili di così, insomma, non si può!

Lucia, giovane non vedente, con il suo cane guida e il suo bambino,
nato a Napoli durante il lockdown.

Dona la tua voce per i libri parlati

Per rompere il muro d’isolamento in cui si trovano tante persone non vedenti il Centro nazionale del libro parlato dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti ha promosso l’iniziativa #leggiperme. Fino al 15 giugno puoi registrare un breve racconto, una poesia, il brano di un libro e inviare il file a volontarilp@uici.it. Le opere “parlate” saranno consultabili e scaricabili su www.uiciechi.it

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Come parlare a chi non sente

Il Laboratorio Silenzio (laboratoriosilenzio. tumblr.com), una compagnia teatrale composta da attori sordi e udenti ha realizzato un video-vademecum in cui spiega come comunicare con chi non sente.

Ecco i consigli:
● Se puoi, allontanati a distanza di sicurezza e abbassa la mascherina.
● Non dare mai le spalle.
● Al citofono parla lentamente, non alzare troppo la voce, semplifica le frasi.
● In alternativa scrivi su un foglio o usa il linguaggio del corpo e i gesti.

Per sapere dove trovare le mascherine trasparenti in Italia clicca su
www.intendime.com

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