Perché invece di DAD non la chiamiamo MAM?

Di solito quando in luogo dell’italiano si usa una parola in inglese c’è sempre dietro qualcosa di nebuloso che però suona affascinante. Ricordate? Quando si andava tutti i giorni in ufficio c’era il Casual friday, quella gradevole consuetudine che consentiva, dopo una settimana di tacchi e cravatte, di recarsi sul posto di lavoro vestiti come se si andasse a funghi per i boschi. E potevamo concederci anche lo Smart friday, il privilegio di lavorare  da casa il venerdì, con la grande comodità di allungare in qualche modo un weekend fuori porta.

Da più di un anno, però, stiamo sperimentando che smart è tutta la week, ed è evidente che la nostra vita è cambiata

Abbiamo dovuto dire addio al coffee break, il caffè alla macchinetta coi colleghi. Abbiamo cominciato a sharare, cioè a condividere, lo schermo del computer per mostrare documenti non più consegnabili da mano a mano. Abbiamo capito che l’acronimo Dad - la didattica a distanza, che in inglese significa beffardamente papà - non teneva conto che nel 90% dei casi a gestirne le problematiche fosse pressoché sempre la Mam (che, tradotto, suona più o meno: Madonna-adorata-mandami-un-aiuto).

E ce ne siamo fatti una ragione: la normalità cui torneremo non è quella che abbiamo lasciato, ma uno stato di cose nuovo e rinnovato

Quello che il marketing, con una nuova locuzione con mire espansionistiche anche nei versanti antropologici, chiama “New normal”: un invito all’accettazione serena e consapevole di un fenomeno straordinario che si fa ordinario. In attesa di abbracciare chi amiamo come facevamo prima - e di limonare come se non ci fosse altro scopo nella vita con uno sconosciuto che non rimarrà tale dopo il caloroso french kiss - dobbiamo barcamenarci normalizzando l’eccezionale. Per questo ci vuole energia, forza, un po’ di incoscienza e il desiderio di fare parte di questa rivoluzione continua come protagoniste, e non come figuranti senza manco una battuta di passaggio. 

Le donne hanno una grande capacità di adattamento, ma io confido anche nella qualità della memoria,

quella che ci fa dire al partner frasi come: «Tu nel marzo del 2009 mi hai risposto male di fronte a mio fratello mentre si parlava di menu nuziale, per la precisione si parlava di secondi per vegetariani». Perché va bene cambiare, ma farlo troppo in fretta può disorientare. E comunque sono certa che riguardo al menu avevate ragione voi.

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