Ponte di Genova, un anno dopo

365 giorni, 43 vittime, danni e ricadute per l’economia, disagi per gli sfollati, ma anche una nuovo inizio per Genova dopo la demolizione di quel che restava del Ponte Morandi e la posa dei primi elementi della nuova infrastruttura progettata da Renzo Piano. In occasione dell’anniversario del drammatico incidente al viadotto Polcevera, il 14 agosto 2018, si fa il punto della situazione: “La ricostruzione terminerà entro aprile 2020” ha ribadito alla vigilia della cerimonia il Commissario straordinario e Sindaco di Genova, Bucci. Nel capoluogo si attende anche il Presidente della Repubblica, a cui è affidato il compito di lanciare un doppio monito, di sostegno alla popolazione e stimolo a che l’opera di ricostruzione proceda spedita. Intanto si lavora per rivitalizzare le zone del crollo. Il punto.

La ricostruzione

“Abbiamo rivisto il lavoro fatto per la demolizione e la costruzione del Ponte, abbiamo impostato i progetti per la conclusione dei lavori che è sempre prevista per l’aprile 2020, abbiamo esaminato l’analisi finanziaria che è positiva”: così il Commissario per la ricostruzione, Bucci, al termine dell’ultimo vertice a Palazzo Chigi, presieduto dal premier Conte il 31 luglio. “I finanziamenti esistono, Autostrade sta continuando a pagare come da programma” ha aggiunto, mentre il presidente del Consiglio stesso ha confermato la proroga di un anno dello stato di emergenza, come chiesto anche dal Governatore ligure, Toti.

Gli sfollati, i risarcimenti e i danni alle imprese

I familiari delle vittime, un anno dopo, hanno presentato richieste chiare alle istituzioni: una legislazione quadro a supporto proprio dei parenti di chi ha perso la  vita nel crollo, per arrivare a un riconoscimento ufficiale del proprio status, anche in vista di possibili agevolazioni; l’istituzione di un’unità di crisi per il supporto nelle difficoltà di lungo periodo e non solo nell’emergenza; la creazione  di un fondo di garanzia statale, che anticipi i risarcimenti. E’ questo il punto più delicato, perché gli indennizzi potranno arrivare solo dopo la condanna dei responsabili, per la quale occorrono tempi lunghi. Nel frattempo il rischio è che chi si trova in maggiori difficoltà economiche accetti ora i risarcimenti proposti da Autostrade per l’Italia, che impediscono però la costituzione di parte civile in Tribunale.

Anche il Commissario straordinario e Sindaco di Genova, Bucci, ha chiesto al ministero dei Trasporti lo sblocco di 600 milioni di euro per partire con l’iter di completamento del piano di mobilità, il cosiddetto  Pums.

Il governatore ligure, Toti, che aveva chiesto la proroga dello stato di emergenza, si è detto soddisfatto e ha fatto il punto anche sulla situazione delle imprese: “Abbiamo convenuto col governo alcune rimodulazioni di spesa che riguardano sostanzialmente i risarcimenti alle imprese e la rimodulazione delle domande per il risarcimento danni alle imprese che possa tenere conto anche di voci oggi non calcolate e di un periodo più lungo di riferimento per il mancato fatturato – ha spiegato Toti – Ci attiveremo per fare una proposta in tal senso al governo e queste modifiche saranno ovviamente recepite o nel decreto industriale a cui sta lavorando il ministro Di Maio o, se non facessimo in tempo, nella legge di stabilità nel prossimo Consiglio”. 

La situazione nella zona del crollo

A sud dell’ex Ponte, nella parte iniziale e interrotta di via Walter Fillak, si cerca lentamente di riprendersi dallo shock del crollo: pochi i negozi aperti, molti sono vuoti, su numerosi edifici si sono moltiplicati i cartelli di appartamenti in affitto o vendita. Va meglio nella parte nord, dove il Comune ha sostenuto il progetto “On The Wall”, insieme all’associazione Linkinart. Qui 11 artisti di strada e writers stanno realizzando una decina di murales, allo scopo di ridisegnare le facciate del quartiere e rivitalizzarlo. Si tratta di opere a firma italiana e anche straniera, che saranno terminate proprio il 14 agosto.

Il monito di Mattarella

Per il Capo dello Stato, Mattarella, è la quinta visita a Genova in un anno, segno della vicinanza al capoluogo ligure. Nei giorni scorsi si sono rincorse le domande sul messaggio che lancerà in occasione del sopralluogo ai cantieri sul torrente Polcevera, in corrispondenza del crollo e dell’area in cui si sta costruendo la pila del nuovo Ponte di Renzo Piano. E’ altamente probabile che voglia stringere le mani degli abitanti. Al suo fianco dovrebbe esserci anche il presidente del Consiglio, Conte, già intervenuto anche in occasione della demolizione dell’ultima pila, il 28 giugno scorso, insieme ai due vicepremier Salvini e Di Maio. Quest’ultimo dovrebbe tornare il 14 agosto, mentre non dovrebbe esserci il responsabile del Viminale.

Il programma

Alle 10 è in programma la Messa in ricordo delle 43 vittime, celebrata dall’arcivescovo, cardinale Angelo Bagnasco. Non sarà celebrata nella Cattedrale di Genova, però, bensì nel piazzale allestito dove sta sorgendo la pila 9 del nuovo viadotto, che andrà a sostituire quella crollata un anno fa. Alle 11.36 ci sarà un momento di raccoglimento e silenzio, seguito dagli interventi delle autorità dal palco appositamente allestito. Oltre al discorso del Capo dello Stato e del premier, sono attesi quelli del commissario Bucci e del governatore Toti, insieme all’associazione dei famigliari delle vittime.

E’ possibile che intervengano anche i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati.

Doveva essere il giorno del nuovo ponte di Genova, ha finito per essere l’ultimo del modellino con cui Renzo Piano ha ufficializzato la sua idea della struttura che dovrà prendere il posto del Viadotto sul Polcevera, crollato il 14 agosto. A rompere il plastico è stato, involontariamente, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Castellucci, che lo ha urtato facendolo cadere (QUI IL VIDEO). Il gelo è calato in sala stampa, dove erano appena stati illustrati i progetti dell’architetto ligure. L’imbarazzo si è poi stemperato quando l’ad della società si è scusato (Mi dispiace tanto”) e Renzo Piano lo ha rassicurato: “Si figuri, capita spesso anche a me” ha detto.

Poco prima, invece, lo stesso senatore a vita, 81 anni il 14 settembre, originario del quartiere genovese Pegli, a ponente, aveva spiegato chiaramente la sua idea di ponte: “Il mio nuovo ponte sarà un luogo di luce, sobrio ma non povero». Piano ha confermato di voler donare il progetto per la struttura che sostituirà il Ponte Morandi crollato quasi un mese fa.

Come sarà il ponte di Piano

Bianco, in acciaio, con pannelli solari che assorbano energia di giorno per rilasciarla poi di notte, illuminandosi e rimanendo come una sorta di “faro” per la città della Lanterna. “Un luogo di luce”, dunque, ma senza il ricorso a effetti speciali che, secondo il Senatore a vita, risulterebbero inadatti.

Un’altra caratteristica precisa dovrebbe essere la sobrietà, in linea con il carattere riservato dei liguri e dei genovesi in particolare. «Ma non che potrà essere povero» aggiunge Renzo Piano, al contrario: nel suo progetto dovrà essere simbolo di una rinascita forte della città, possibilmente all’insegna dell’unità e della coesione, come spiegato dal noto architetto, che ne ha anticipato alcune caratteristi al Festival della Comunicazione di Camogli, in Liguria.

Un ponte come una “nave”

«Quel 14 di agosto è stata una giornata terribile. Da allora non penso ad altro. Costruire un ponte non è uno scherzo, serva una struttura che duri, che sia sicura, ma anche che rappresenti la città – ha spiegato Piano durante una lectio magistralis a Camogli – Genova è una città di navi, una città portuale, mi piacerebbe che a realizzarlo fosse qualcuno che costruisce navi» ha detto ancora l’architetto.

Il Senatore a vita ha spiegato che il suo sogno sarebbe anche quello di un cantiere di lavoro all’insegna dell’unità e della coesione, di cui ha bisogno la città per ripartire dalle macerie.

43 “vele” per le 43 vittime

Il nuovo ponte, che avrà il compito fondamentale di unire prima di tutto l’est e l’ovest di Genova, sarà caratterizzato dal fatto di avere 43 “vele”, dunque un altro simbolo che richiama il mare e la navigazione, che sono parte del DNA del capoluogo ligure. Un numero che però non è casuale perché è lo stesso del numero delle vittime del crollo di agosto. Le “vele” saranno date dal fascio di luce proiettata da altrettanti lampioni dotati di fotopannelli solari.

Non ci saranno, invece, né stralli né tiranti. La struttura sarà estremamente leggera. La striscia di asfalto della parte carrabile nel progetto di Renzo Piano sarà piuttosto leggera: 4 corsie da 3,75 metri più la corsia di emergenza. Il tutto sorretto da 43 piloni che nella loro forma ricordano ancora una volta il mare, perché rievocano vagamente la prua di una nave.

Dovrà durare mille anni

«Questo ponte deve avere le qualità fisiche, reali, pragmatiche necessarie. Deve essere un ponte che dura mille anni» ha detto Piano. «Ma deve anche rappresentare la città, esserne il ritratto in qualche maniera e deve elaborare questo lutto terribile».

«Quante volte è caduto questo ponte?» si è chiesto l’architetto. «Almeno 3 o 4 volte. È caduto prima di tutto perché è caduto. Poi ha portato con sé 43 vittime e tutto il dolore che questo comporta. Poi ha creato 600 sfollati, poi ha spaccato la città in due. È terribile». Piano ha aggiunto che il suo obiettivo è anche rispondere all’esigenza della città di ricordare tutto ciò. E lo deve fare necessariamente costruendo sul costruito, «perché Genova non si può espandere».

Il costo non è ancora stato stimato, ma secondo la “cordata” di aziende che lo dovrà ricostruire (Autostrade e Fincantieri prima di tutte) la priorità andrà ai tempi di realizzazione, che secondo il governatore della Liguria e commissario straordinario, Toti, non dovranno andare oltre ottobre/novembre 2019.


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Il ponte Morandi crollato il 14 agosto

ANSA
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– Castellucci rompe il plastico di Piano

Foto tratta dal profilo facebook di Giovanni Toti
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La presentazione del progetto che Renzo Piano intende donare alla città

Foto tratta dal profilo Twitter del portavoce di Giovanni Toti
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– Il nuovo ponte di Genova progettato da renzo Piano presentato al governatore della Liguria Toti

Un nuovo “dono” a Genova

Non un ponte qualsiasi il viadotto sul Polcevera, ma “il ponte”, come lo ha chiamato Renzo Piano, che compirà 81 anni proprio un mese dopo la tragedia del Morandi. Architetto prolifico, tuttora attivo, ha firmato progetti come il prestigioso Centre Georges Pompidou a Parigi (1971), ma soprattutto ha già lasciato la propria impronta nella sua città natale, ristrutturando il Porto Antico in vista delle Celebrazioni Colombiane (Expo Genova ’92) in occasione dei 500 anni dalla scoperta dell’America.

È stato lui a progettare l’Acquario di Genova e il Bigo, l’ascensore panoramico adiacente, così come a ideare la riqualificazione dei Magazzini del Cotone e, successivamente, a curare un nuovo intervento nel 2001 in occasione del G8.

Questa volta, però, Piano ha deciso di donare alla città il suo progetto di ponte, a titolo gratuito. Un regalo prezioso da parte del primo italiano inserito nel Time 100, la lista delle 100 personalità più influenti al mondo stilata dalla rivista americana e già vincitore del Premio Pritzker, ricevuto nel 1998 dall’allora presidente statunitense Bill Clinton.

Il contributo degli ingegneri

Fin da subito Renzo Piano, che aveva consegnato un plastico del “suo” ponte al Sindaco Bucci e al governatore ligure e commissario straordinario per l’emergenza Morandi, Toti, aveva chiarito che però occorrerà il contributo di più figure professionali: “I ponti sono fatti dagli ingegneri” si era schernito, auspicando il concorso di architetti, ingegneri e altri tecnici per un progetto che nelle intenzioni dovrà dare alla città un ponte solido e duraturo.

Il progetto di Autostrade

Ben diverso, invece, sarebbe il progetto presentato da Autostrade per l’Italia, di cui giorni scorsi erano state diffuse alcune anticipazioni sotto forma di indiscrezioni. Secondo i piani della società, il ponte che dovrà sostituire il Viadotto Polcevera avrebbe avuto una struttura strallata.