Lampadine alogene al bando. Dal 1° settembre 2018, scaduta la proroga concessa dalla Ue,  non potranno più essere commercializzate le lampadine alogene inefficienti (salvo smaltimento delle scorte di magazzino). Lo stop si deve a un regolamento europeo del 2009, quello che attua la direttiva Ecodesign. L’obiettivo finale dichiarato è “garantire un’energia sicura, sostenibile, competitiva e conveniente”.

Al bando i vecchi modelli di lampadine alogene

Le norme continentali hanno stabilito la progressiva eliminazione dei modelli a tecnologie tradizionali, attuata in sei fasi. Il divieto che sta per scattare rappresenta l’ultimo step. E riguarda le classiche lampadine alogene in vetro di classe D, non direzionali, senza trasformatore, con attacco a vite E27 o E14, oltre ad alcune lampadine alogene non direzionali con attacco speciale (G4 e GY6.35). Riconoscerle non è difficile, basta guardare l’aspetto (la forma tipica è quella a pera, di vetro) e le indicazioni scritte sulle confezioni. Quanto alle alternative – ricordano gli addetti ai lavori – le principali sono le lampadine a led e quelle a basso consumo, a forma di torciglione, a luce fredda, con avvio lento.

Che cosa resta fuori dal divieto

Dalla messa al bando – si precisa sul sito della Commissione europea – sono escluse le lampadine alogene direzionali (i tradizionali “faretti”) e le lampadine alogene con attacco G9 e R7S (spesso utilizzate per le lampade da tavolo e per i proiettori).  Restano fuori  anche i datati sistemi di illuminazione di frigoriferi e di forni.

La Ue: ecco i vantaggi

I vantaggi della “rivoluzione”, sempre secondo la Commissione Ue, saranno su più versanti: per  i portafogli dei consumatori, per i produttori di modelli ecologici e per l’ambiente. “Il passaggio da una lampada alogena di media potenza ad un Led ad alta efficienza energetica – viene garantito – permetterà di risparmiare circa 115 euro, considerato il ciclo di vita del Led di circa 20 anni, e di recuperare i costi entro un anno. I risparmi, poi, aumenteranno ulteriormente da quest’anno, con i prezzi dei Led più bassi e una migliore performance dei prodotti in commercio”.

Altro effetto: si prevede “un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo (48 TWh di energia elettrica) e una riduzione di circa 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno”.  L’addio alle vecchie lampade e l’aumento di quelle ecologiche, sempre secondo la Commissione, “proteggerà l’industria europea dalla concorrenza di bassa qualità e dall’importazione di prodotti inefficienti”.

Voci critiche e perplessità

Sulla messa al bando dei vecchi tipi di lampadine si levano però anche voci perplesse, non allineante. Il lighting designer Giacomo Rossi, fondatore di Luxemozione.com e membro dell’Apil (Associazione dei professionisti dell’illuminazione), sottolinea, criticamente:  “Parlando d’illuminazione, è la prima volta nella storia che, per far spazio ad una nuova tecnologia, se ne cancella completamente un’altra. Valutate voi se ha senso. Personalmente continuerò ad usare sorgenti ad incandescenza nella mia abitazione, alogene comprese, finché non esaurirò le scorte: le trovo ineguagliabili, per qualità e bellezza della luce rispetto alle altre”.

Non solo. “Il consumo delle lampadine non incide in modo preponderante sulla bolletta elettrica domestica, come si vorrebbe lasciar credere. Se l’obiettivo comune è davvero il risparmio energetico – continua Rossi – si deve lavorare su fronti diversi, a cominciare dall’educazione all’acquisto e al corretto uso degli elettrodomestici energivori, in primis frigoriferi e condizionatori. Servirebbe anche più informazione su un aspetto trascurato: lo smaltimento dei modelli alternativi alle alogene. Le lampadine  a risparmio energetico a tortiglione – rimarca l’esperto – non vanno buttate nella spazzatura , ma devono essere conferite a una discarica. Contengono sostanze, come il mercurio, che possono creare gravi problemi.

Prima i consumatori o i produttori?

Su tutto, poi, aleggia una domanda: “L’azione della Ue ha tenuto conto della tutela esclusiva dei consumatori o è stata determina prevalentemente da interessi commerciali (travestiti da interessi energetici) dei principali produttori di lampadine, quelli che negli anni scorsi si sono mossi per acquisire nuove tecnologie?”.

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