Dopo i picchi raggiunti nel 2018, finalmente scenderanno le bollette di luce e gas e con tagli da record. Ma le fatture resteranno pesantissime, pur con il calo delle tariffe e la riduzione dei consumi, dovuta all’arrivo della stagione primaverile. Oltre alle materie prime – come purtroppo sanno tutti gli utenti – si continueranno a pagare robusti “oneri di sistema” e altri servizi accessori. Anche per case vuote e impianti non utilizzati per niente. Una batosta, sempre e comunque.

Tariffe in discesa nel secondo trimestre 2019

A ricalcolare e determinare le tariffe – per milioni di consumatori ancora legati al “servizio di maggiore tutela” e per chi ha contratti di libero mercato agganciati a quelli del servizio elettrico nazionale – è stata come di consueto l’Arera, l’Autorità di regolazione di energia, reti e ambiente. Nel prossimo trimestre, a partire dal primo aprile, le famiglie tipo sborseranno l’8,5 per cento in meno per la  corrente elettrica e il 9,9 per cento in meno per metano e affini. Le riduzioni, spiegano dalla stessa Authority, “sono prevalentemente legate alla contrazione dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali”. A giocare a favore del risparmio è stato anche un inverno non rigido.

Bollette: non tutte le voci sono in calo

Il calo della voce che copre i costi dell’approvvigionamento dell’elettricità  sarebbe stato ancora maggiore (pari al – 12,22) se non ci fosse stata un’altra correzione,  in negativo, per gli utenti. La riduzione è stata ridotta a causa dell’adeguamento, questo in salita, degli oneri generali di sistema (in crescita del 3,72 per cento). Per il gas è stata una dinamica simile, ma con percentuali più basse (gli oneri generali salgono dello 0,41 per cento).

Ecco i conti per le casse delle famiglie

Tradotto in soldoni, dalla stessa Arera, in un anno scorrevole (compreso cioè tra l’1 luglio 2018 e il 30 giugno 2019) la spesa per l’elettricità di una famiglia tipo sarà di 565euro, quella per il gas di circa 1.1.57 euro. Secondo i calcoli dell’Unione nazionale consumatori, significherà risparmiare su base annua (non secondo l’anno scorrevole, ma dall’1 aprile 2019 al 31 marzo 2020) 50 euro per la luce e 118 euro per il gas. “Certo – sottolinea il responsabile del settore energia, Marco Vignola – il calo del prezzo del riscaldamento è un risparmio solo teorico, visto che dal 15 aprile i caloriferi saranno spenti in quasi tutta Italia”.

Federconsumatori: “Basta tasse occulte”

Federconsumatori, pur prendendo positivamente atto del calo tariffario annunciato, mette l’accento sulle note dolenti e in particolare sulla lievitazione degli oneri di sistema. “Si tratta di vere e proprie tasse occulte –  sottolinea il presidente, Emilio Viafora – “attraverso le quali gli utenti continuano a sostenere i costi per gli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili, alle agevolazioni dirette alle imprese energivore, per lo smantellamento delle centrali nucleari e per le tariffe speciali a favore delle ferrovie. I cittadini, stanchi di sostenere tali costi impropri in bolletta, in migliaia hanno aderito alla nostra campagna per la riforma degli oneri di sistema, consegnata alla X Commissione al Senato. Finora però non vi è stato alcun sussulto di responsabilità da parte del Governo”.

Anche il sistema dei bonus, secondo l’associazione, andrebbe riformato. Spiega sempre il numero uno di Federconsumatori: “Nell’attuale quadro delle tariffe di energia e gas, alla luce dei dati relativi all’aumento della povertà energetica, diventa fondamentale rendere automatica l’erogazione delle agevolazioni per energia, gas e acqua. Nonostante le numerose rassicurazioni in tal senso – continua – siamo ancora in attesa dell’introduzione dell’automatismo, che consentirebbe di superare una volta per tutte le procedure complesse che limitano il ricorso ai bonus da parte di chi ne avrebbe diritto”.

Adiconsum: “Rivedere le spesse fisse”

“Ci fa piacere che le famiglie italiane, per i prossimi 3 mesi, pagheranno di meno le bollette di luce e gas, – commenta Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale –  ma si tratta di una pura diminuzione congiunturale. Se, infatti, andiamo ad analizzare la questione, le bollette strutturalmente aumenteranno, per via di un incremento del 3,72 per cento degli oneri generali di sistema, che rappresentano una spesa fissa della bolletta. Ecco perché, da tempo, stiamo chiedendo al Governo e alla stessa Autorità la revisione della struttura tariffaria adeguandola alla Strategia energetica che il Paese si darà, cercando di diminuire i costi, rimodulando quelle componenti che poco o nulla hanno a che fare con i reali consumi energetici dei cittadini-consumatori, a cominciare dagli oneri generali di sistema, trasferendone una parte sulla fiscalità generale.  Solo così le  bollette potranno essere, in maniera strutturata e non fortuita”.

Bollette esagerate, piovono segnalazioni

Intanto continuano a piovere segnalazioni di bollette formalmente corrette, ma esagerate, fuori misura, sballate. Rita Dalla Chiesa ha denunciato, su Twitter, di dover pagare 68,17 euro di bolletta a fronte di un consumo di energia di 12 euro. Ma c’è di peggio. Si devono sborsare cifre iperboliche anche per case che restano a lungo chiuse o inutilizzate (per una lunga trasferta di lavoro, un ricovero prolungato in ospedale, un viaggio).

Per non parlare delle seconde case o di locali usati come depositi. Un esempio, tra i troppi. A un anziano pensionato lombardo è arrivata una stangata da 65,63 euro per un magazzino in disuso, 35 metri quadrati  in cui da tempo non mette piede. La bolletta della luce dell’ultimo bimestre – del servizio a maggior tutela,  non di una società scelta nel libero mercato  – certifica che i consumi fatturatati sono stati pari a zero. Eppure alla voce “spese per la materia energia” compare la cifra 19,56 euro. Il resto (18,46 euro) se ne va per il trasporto della corrente (non erogata, però) e per la gestione del contatore (inattivo, ma pure sempre presente,) per gli oneri di sistema (21,64 euro) e per l’Iva (5,97 euro). Inutile chiamare il servizio informazioni, sperando in uno sbaglio e in possibili correzioni. Gli addetti, fatta una verifica al volo, rispondono che è tutto legale e regolare. Funziona così, a detta loro: “Si paga la luce, anche se non si usa, perché il fornitore deve comunque acquistare i chilowatt previsti nel contratto e metterli a disposizione. In più ci sono delle spese di base, inevitabili”.

Perché molte fatture sono fuori misura?

Vignola, l’esperto dell’Unione nazionale consumatori, precisa:  il motivo delle fatture esagerate “sta nel fatto che esistono componenti fisse che dipendono dall’impegno di potenza e dalla commercializzazione e che vengono pagate indipendentemente dal consumo. Queste voci variano a seconda della tipologia di uso e di potenza impegnata. Per un’ordinaria utenza domestica residente, ad esempio, la quota fissa è di 68 euro. C’è poi il caso particolare delle utenze domestiche non residenti (per intendersi, le seconde case o le case vacanze): gli oneri generali di sistema vengono applicati in maniera fissa e non variabile rispetto al consumo, con un costo di 126 euro l’anno”.

Informazioni e reclami: come e dove

Unc e altre associazioni di consumatori offrono servizi di consulenza mirata. Arera (arera.it) mette a disposizione uno “sportello per il consumatore” (www.sportelloperilconsumatore.it) per informazioni, reclami, istanze, segnalazioni  e un servizio di conciliazione con le controparti,  cioè i fornitori di luce e gas e anche acqua (www.portalesportello.it). Il numero verde da contattare è 800.166.654,operativo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 (esclusi i festivi) e gratuito da rete fissa e mobile.

I clienti domestici che non sono assistiti di paladini degli utenti o da un delegato professionista (un avvocato o un consulente) possono inviare le richieste anche via e-mail, fax o posta (agli indirizzi riportati nelle pagine web indicate prima), compilando i moduli scaricabili. La raccomandazione è quella di “usare un solo canale di contatto”, per evitare sovrapposizioni e complicazioni.