Il meteo di Natale

20 12 2018 di Lorenza Pleuteri
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L'Italia sarà divisa in due, fino alla fine dell'anno

Nella giornata di festa per eccellenza l’Italia sarà probabilmente divisa in due, meteorologicamente parlando: tempo asciutto al nord, centro e sub bagnati dalla pioggia e forse anche dalla neve. Ad abbozzare questo quadro è Marco Virgilio, uno degli esperti del sito ilmeteo.net, nelle rete internazionale meteored. “L’analisi degli scenari atmosferici tra il medio e il lungo termine - spiega l’esperto - indica proprio per la giornata di Natale il possibile passaggio di un fronte freddo molto veloce proveniente dal nord Europa che, viste le traiettorie di movimento attese, dovrebbe interessare più direttamente le regioni centrali e meridionali”.

Un mite week end prenatalizio

Venerdì 21, con il solstizio, comincia l’inverno (che per i meteorologi inizia per convenzione l’1 dicembre) anche dal punto di vista astronomico. Dal cambio di stagione alla Vigilia di Natale – continua l’esperto – “non avrà un vincitore indiscusso il braccio di ferro tra un campo di alta pressione, con massimi disposti tra le Isole Canarie ed il sud della Spagna, e le basse pressioni nord europee. Questo stallo circolatorio vedrà l’Italia interessata da correnti occidentali o nordoccidentali piuttosto miti per il periodo stagionale, generalmente stabili, soprattutto a partire da domenica 23. Al nord e nelle valli del centro questo significherà anche inversioni termiche con ristagno di umidità nei bassi strati. Qualche modesto corpo nuvoloso potrà a tratti favorire nubi più consistenti sul centro e sul versante tirrenico del sud con associate deboli piogge sparse, come ad esempio sabato. Per il resto poco o nulla: tempo stabile con banchi di nubi basse, foschie e nebbie in pianura Padana, più sole sulle Isole maggiori. Clima relativamente mite per la stagione sulle regioni centromeridionali e sui rilievi in genere, abbastanza freddo per le inversioni termiche sulla pianura Padana e nelle valli interne”.

Vigilia di Natale di grandi manovre

“La Vigilia di Natale – prosegue Marco Virgilio - segnerà invece l’inizio di grandi manovre atmosferiche con l’alta pressione decisa a espandersi verso nord, fino alle Isole Britanniche e all’Islanda, favorendo così la discesa di masse d’aria fredda verso l’est Europa. La trasformazione dell’assetto dei campi di pressione da ‘zonale’ (da ovest a est) a ‘meridiano’ (da nord a sud) – ecco la spiegazione tecnica - avrà come probabile effetto principale la discesa di un fronte perturbato a carattere freddo nella giornata di Natale (il grado di attendibilità, va detto, non è ancora buono). Il fronte, provenendo da nord, dovrebbe avere effetti praticamente nulli sulle regioni settentrionali protette dall’arco alpino mentre interesserebbe con un rapido moderato peggioramento del tempo prima le Marche nella notte della Vigilia e poi nella mattina di Natale il resto del centro e del sud, in particolare le regioni adriatiche e ioniche. Su queste zone attese quindi nubi e piogge sparse di intensità moderata, localmente forse più consistenti. Neve sui rilievi appenninici fino a quote collinari. Già dalle ore centrali del Natale miglioramento su tutte le zone con spostamento della depressione verso il mar Egeo”.

Il 25 e il 26 dicembre, riepilogando

“Riepilogando: a Natale sole al nord, sulla Toscana e sulla Sardegna. Nubi e piogge tra la notte e la mattina sulle regioni centrali e meridionali con schiarite ampie già all’alba su Marche e Lazio. Schiarite ovunque dal pomeriggio/sera con venti settentrionali più secchi e stabili. Calo delle temperature di alcuni gradi sul nordest e sul versante adriatico e ionico del centro e del sud. A Santo Stefano alta pressione con correnti settentrionali in quota. Sole su tutto il centronord e sulle Isole maggiori, variabilità altrove con tendenza a schiarite via via più ampie. Clima più mite su nordovest, Sardegna e versante tirrenico in genere, un po’ più freddo più freddo sulle regioni adriatiche e ioniche”.  

Verso la fine dell’anno

Andando verso la fine dell’anno, per cui si ragiona su tendenze a più lungo termine, “al momento appare più gettonato lo scenario che vede stabilità anche nei due o tre giorni immediatamente successivi a Santo Stefano”. Marco Virgilio de ilmeteo.net non si spinge oltre, perché il tasso di attendibilità scenderebbe troppo. I previsori del servizio meteo dell’Aeronautica militare arrivano invece fine a metà gennaio, con tutte le incognite e i distinguo del caso. A ridosso di fine mese si prospettano temperature sopra le medie e un’ondata di piogge al centro e al sud “A partire da San Silvestro dovrebbero tornare condizioni climatiche in linea con le medie stagionali, sia sul fronte delle temperature, sia quanto riguarda le precipitazioni, poco distanti dai valori tipici del periodo, almeno statisticamente”.

Maltempo dopo l’Epifania

Tra i 7 e il 13 gennaio, sempre a detta degli specialisti dell’aeronautica, si attende un deciso cambio di rotta, con passaggi di perturbazioni che aumenteranno le probabilità di maltempo un po’ su tutte le regioni. Il timore è che pioverà molto, ben oltre le medie storiche. Le temperature al centro e al nord non dovrebbero subire variazioni significative, mentre e sulle regioni meridionali la colonnina di mercurio potrebbe regalare valori superiori alle aspettative.


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