Secchezza oculare: sintomi e rimedi

20 01 2020 di Cinzia Testa
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La secchezza oculare è un problema diffusissimo, soprattutto dopo i 50 anni. Ma è anche un disturbo sottovalutato o addirittura ignorato da tante donne. Sei una di loro?

La sindrome dell’occhio secco colpisce milioni di persone in tutto il mondo e, in Italia, il 90 per cento delle donne in menopausa. Eppure è un problema ancora molto trascurato. Tanto che persino l’Organizzazione mondiale della sanità lo ha definito uno dei disturbi più ignorati e sottovalutati. I sintomi vanno dal prurito all’arrossamento, fino ad arrivare a dolore e a vista offuscata. Non solo. La secchezza, se protratta, espone gli occhi al pericolo di infezioni come le congiuntiviti.

«La struttura oculare è circondata da una pellicola chiamata film lacrimale, ricchissima di sostanze nutritive» spiega Marco Moschi, specialista in oculistica e direttore medico della Clinica Baviera Italia. «Il suo compito è di favorire l’idratazione e l’ossigenazione della cornea e di proteggerla dalle infezioni».

Questo problema di salute si può risolvere bene nella maggioranza dei casi correggendo i fattori di rischio. Per esempio eliminando tutto ciò che provoca una scarsa lacrimazione: stare a lungo al computer o indossare le lenti a contatto per troppe ore sono fra le cause più comuni dell’occhio secco. «Ce ne sono poi altre, come la menopausa e la malattie autoimmuni» aggiunge il dottor Moschi «Ma anche quando la sindrome dipende da questi problemi si è visto che, cambiando le abitudini, si ottiene un netto miglioramento dei sintomi». Che cosa si può fare in pratica?

A soffrire di Secchezza oculare sono 350 milioni di persone nel mondo
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Attenti alla luminosità del computer

Secondo una recente indagine, solo il 28% di chi utilizza il computer è abituato a intervenire sulla luminosità del monitor. Eppure è la prima cosa da fare per non affaticare gli occhi. Per sapere come regolarla al meglio, è sufficiente guardare il fondo bianco di una pagina web: la luminosità va bene se non costringe a chiudere gli occhi perché abbaglia oppure, al contrario, se non obbliga ad avvicinarsi per mettere a fuoco le immagini a causa di una scarsa nitidezza.

Non serve invece regolare l’intensità del colore del display per diminuire la luce blu emessa. Gli studi condotti dall’American academy of oftalmology hanno dimostrato che la quantità di luce blu proveniente dal computer è così bassa da non causare danni. «Bisogna poi evitare di lavorare troppo a lungo fissando il monitor» sottolinea l’esperto. «Ogni due ore bisogna fermarsi un quarto d’ora per sciogliere la muscolatura del collo e delle spalle e ammiccare, cioè stringere e aprire gli occhi come per fare l’occhiolino in modo da stimolare la produzione di film lacrimale».

A tavola, tanta acqua e poco alcol

È molto importante bere due litri di acqua al giorno, iniziando la mattina: l’acqua migliora l’idratazione dell’occhio. Per contro, vanno evitate le bevande alcoliche, soprattutto nelle ore serali. «L’alcol favorisce la disidratazione e la perdita di liquidi in tutto il corpo, comprese le strutture oculari» dice il dottor Moschi. «È per questo che sono sufficienti due bicchieri di vino la sera per risvegliarsi con gli occhi arrossati e con una forte sensazione di secchezza».

Consuma infine mirtilli tutti i giorni a colazione. Contengono polifenoli, sostanze che hanno un’azione antiossidante sui vasi che irrorano la retina. In questo modo il sangue circola meglio, a tutto vantaggio del trasporto di sostanze nutritive anche al film lacrimale.

Il collirio giusto? Lo prescrive l’oculista

Instilla tutti i giorni un collirio a base di lacrime artificiali. Scegli però le confezioni monodose: non contengono conservanti, le sostanze che possono aumentare i problemi di irritazione e di secchezza. E tutte le sere fai impacchi con acqua calda: il calore favorisce un buon film lacrimale. «Se lo stato di infiammazione è intenso, per evitare che diventi cronico ci vuole un collirio ad hoc come quelli a base di Diclofenac» chiarisce Marco Moschi. «Deve però prescriverlo l’oculista, l’unico che può anche indicare le dosi e la durata della terapia. È importante evitare il fai-da-te, perché si rischia di ottenere l’effetto contrario, con un peggioramento dei disturbi».

Secondo alcuni studi, serve anche assumere tutti i giorni un integratore a base di acidi grassi Omega 3. Il meccanismo non è ancora stato del tutto chiarito, ma sembra che queste sostanze riducano la presenza di sostanze infiammatorie nelle strutture oculari e nel film lacrimale.

Attenzione al mascara

Lo ha sottolineato la Tear film & ocular surface society, l’associazione americana che si occupa di salute oculare: anche i cosmetici possono dare secchezza. Il principale imputato? Il mascara: dopo tre mesi di utilizzo, sullo spazzolino in un caso su tre sono presenti cellule morte, acari e batteri che contaminano il prodotto e contribuiscono a irritare gli occhi e a far evaporare il film lacrimale. Almeno una volta al mese, immergi per qualche ora lo spazzolino in una soluzione di acqua e bicarbonato.

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