Tumore al seno, cos’è la terapia metronomica

Nuovi dati sulla terapia metronomica: limita la caduta di capelli e altri effetti collaterali. Da uno studio dello IEO arrivano risultati incoraggianti per le donne con tumore al seno metastatico

Si chiama terapia metronomica ed è indicata in alcuni tipi di tumore al seno. Prende il nome dal “metronomo”, ossia lo strumento che si usa in musica per tenere in tempo, scandendolo a ritmo, ed è in uso già da diversi anni, anche se meno nota. Ora, però, uno studio condotto dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) ha mostrato una serie di benefici per le donne alle quali è stata somministrata, a partire da minori effetti collaterali come l’alopecia data dalla chemioterapia tradizionale.

La terapia metronomica: cos’è

«Pur trattandosi di una terapia di tipo chemioterapico, non avviene per via venosa come quella tradizionale, ma tramite farmaci orali, con basso dosaggio e in modo continuativo o con brevi interruzioni. È un trattamento studiato da 20 anni, proprio qui in Istituto. Ma mentre inizialmente si pensava che inibisse i nuovi vasi sanguigni, di fatto togliendo nutrimento alle cellule tumorali, oggi sappiamo che è in grado di agire a più livelli. Questo la rende una possibile terapia per moltissime donne che hanno un tumore alla mammella metastatico» spiega Emilia Montagna, assistente senior della divisione di senologia medica dello IEO.

Le studio sulle donne con tumore metastatico

Come emerso dalla ricerca coordinata dalla dottoressa Montagna e pubblicata sulla rivista scientifica Anti-cancer drugs, la terapia metronomica ha dato ottimi risultati su un campione di 67 pazienti dello stesso IEO. Le donne, con tumore mammario metastatico con recettore ormonale positivo e HER2 negativo (detto “luminale”), sono state analizzato in modo retrospettivo, cioè a posteriori, dopo un’attenta osservazione e una durata della terapia di almeno un anno. In un quarto dei casi, però, si è arrivati anche a 3/7 anni di terapia. Il gruppo era composto da pazienti di età media di 53 anni.

Meno effetti collaterali

Un primo vantaggio è la cronicizzazione della malattia: «Questa terapia permette di tenere sotto controllo la malattia anche per anni. Sappiamo, infatti, che il tumore al seno non è di un solo tipo. Nel caso di un tumore metastatico, cioè non più localizzato solo alla mammella, l’obiettivo è allungare il più possibile la sopravvivenza della paziente, tenendo sotto controllo la malattia e permettendo la miglior qualità di vita possibile. È situazione, infatti, con cui convivono molte donne – spiega l’esperta - Inizialmente si somministrano farmaci inibitori di cicline, cioè biologici di tipo orale, associati alle terapie ormonali. Quando, però, è necessario valutare il ricorso alla chemioterapia e se ci sono le caratteristiche previste, tra le opzioni possibili c’è la terapia metronomica, che può cronicizzare la malattia, offrendo una buona qualità di vita» spiega l’esperta.

La cura si fa a casa

Un primo vantaggio, infatti, è che porta a un notevole miglioramento nella gestione della cura da parte delle pazienti, perché il farmaco si può assumere direttamente da casa senza doversi recare in ospedale. «Esatto. Gli accessi in ospedale sono limitati, in media una volta al mese solo per la visita, gli esami e la consegna delle compresse, che poi la paziente può assumere da casa» conferma la dottoressa Montagna.

Si limita la caduta dei capelli

Si tratta di un aspetto importante da un punto di vista emotivo: la terapia metronomica permette di evitare la caduta dei capelli, come invece accade con la chemioterapia classica: «Questo dipende anche dal tipo di farmaco chemioterapico che viene somministrato – prosegue Montagna - Non tutti, infatti, causano l’alopecia e quelli orali utilizzati con il trattamento metronomico sono quelli che non provocano la caduta di capelli».

Si può usare per lunghi periodi

Quanto all’efficacia, lo studio dello IEO mostra come «l’uso prolungato non provoca tossicità cumulativa. Questo, infatti, è uno dei rischi delle terapie tradizionali a base di chemio, che nel tempo possono risultare meno tollerate e possono dar luogo a effetti collaterali più importanti - continua Montagna – In questo caso, invece, abbiamo visto che la malattia può essere tenuta sotto controllo anche per anni permettendo alle pazienti di condurre una vita affettiva, lavorativa e sociale non troppo diversa da quella di prima della malattia». Ora il team di ricercatori proseguirà con ulteriori approfondimenti, grazie allo Studio Meteora, mettendo a confronto la chemioterapia in vena con il trattamento metronomico, per conoscere ulteriormente le caratteristiche del tumore al seno metastatico “luminale” e quella delle donne che ne sono affette, per mettere arrivare a una medicina sempre più mirata e “personalizzata”.

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