Meteo marzo: tra primavera precoce e ritorno dell’inverno

11 03 2019 di Lorenza Pleuteri
Credits: Shutterstock

Il tempo fa i capricci e la primavera precoce innesta la marcia indietro. Prepariamoci a: temperature in discesa, vento, rischio siccità e fioriture precoci

Nottate fredde, con temperature minime che in particolare al nord potrebbero scendere di qualche grado sotto lo zero, verso l’alba. Massime in discesa, sempre sulle regioni settentrionali. Il vento protagonista. Marzo, come da tradizione popolare, fa i capricci. E la primavera precoce innesta la marcia indietro, attenuandosi. Meglio rimandare il cambio armadi e vestirsi a strati, per adattarsi agli sbalzi termici e alle bizzarie del meteo.

Venti sullo Ionio e neve in quota

Spiega Marco Virgilio, esperto del sito ilmeteo.net: “Sull’Italia sta arrivando un flusso di aria fredda da nord, di originare artica. Transitando sulla Germania – racconta -  ha portato la neve a bassa quota sul versante nordalpino, come Monaco di Baviera. Da noi gli effetti si faranno sentire soprattutto nell’area centro-orientale del centro nord”.

Gli sbalzi di temperatura già si avvertono. Rinfrescherà un po’ovunque, con piogge sparse tra il centro e il sud, Sardegna esclusa. A Torino la colonnina di mercurio potrebbe precipitare, nelle minime, fino a – 3, a Trento a -1 , ad Aosta a -5. “Tra mercoledì 13 e giovedì 14 marzo -  continua l’esperto - nel nord est e al centro si sentirà l’influsso di una bassa pressione sul Mare del Nord. Avremo altre precipitazioni. Potrà esserci qualche breve e debole pioggia anche tra Liguria di levante, Emilia Romagna ed est Friuli Venezia Giulia, verso sera. Ma sarà poca roba, molto veloce. Sugli Appennini è attesa neve, sopra gli 800 metri” e forse anche a quote più basse. Non si ripeterà invece  il boom delle temperature massime, attestate su valori più vicini alle medie stagionali (ad esempio tra i 12 e 14 gradi di massima in pianura padana).

I protagonisti del meteo, in negativo, saranno il vento (con cui è iniziata la settimana) e le mareggiate. “Le zone affacciate sullo Ionio e sul basso Adriatico – anticipa Virgilio - verranno  flagellate da raffiche di tramontana e maestrale, con punte di 100 – 120 chilometri orari”.  Per questo c’è una allerta della Protezione civile, che tiene costantemente sotto controllo l’evoluzione del tempo e le previsioni (bollettini e aggiornamenti in protezionecivile.gov.it).

La primavera precoce è in frenata

Riassumendo, sempre con le parole di Virgilio: “La situazione è molto dinamica. La primavera, per gli addetti ai lavori iniziata per convezione il primo marzo, rallenterà un po’. Ma non ripiomberemo in un quadro da pieno inverno”, come  successe l’anno scorso di questi tempi o come avvenne nel 2010, quando una tormenta colpì il nord e ci fu una storica nevicata.

Gli effetti collaterali del tepore

Il problema principale, al nord, è l’assenza di precipitazioni. Serve pioggia vera, non qualche goccia. Il Po è ai minimi storici  per la stagione. Non solo. Il tepore precoce di febbraio e dei giorni scorsi - sottolinea online Luca Lombroso, anche lui collaboratore de il meteo.net -  avrà altri effetti collaterali  non da poco.  “II mare e l’atmosfera accumulano energia che può poi contribuire ai fenomeni meteo intensi. Le fioriture anticipate espongono le piante e le produzioni agricole a maggior rischio di danni in caso di gelate tardive”.

Fiumi in secca, rischio siccità

Coldiretti scende nei dettagli, con preoccupazione. “L’inverno asciutto, segnato da precipitazioni dimezzate al nord (-50 per cento rispetto alla media storica), cha lasciato a secco fiumi, laghi, invasi, terreni e senza neve le montagne, nel momento in cui l’acqua è essenziale per l’irrigazione delle coltivazioni.  La situazione attuale nelle regioni settentrionali è peggiore di quella del 2017, che ha creato difficoltà anche per gli usi civili nei centri urbani ed è costata 2 miliardi di euro in danni all’agricoltura.   Sul Po in magra sembra piena estate con il livello idrometrico al Ponte della Becca è di -2,73 metri, lo stesso di inizio agosto scorso, ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dall’11 per del lago di Como al 16 per dell’Iseo e fino al 33 per cento del Maggiore, con il fiume Ticino che a Vigevano è sceso a -105 centimetri”

Alberi “ingannati” e fioriture precoci

“Il caldo anomalo – rimarca Coldiretti, evidenziando quello che è sotto gli occhi di tutti – “ ha accelerato i processi vegetativo con mandorli e albicocchi che sono in fiore e i peschi già pronti a sbocciare. La “finta primavera” ha ingannato le coltivazioni favorendo un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’annunciato ritorno del freddo con conseguenze incalcolabili per la produzione. Le conseguenze  si fanno già sentire sugli ortaggi , dove è saltata ogni programmazione dei raccolti con broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie e bietole, maturati contemporaneamente”.

Riproduzione riservata