Poke, il piatto hawaiano che fa concorrenza al sushi

18 09 2018 di Nina Gigante
Credits: La camera chiara

Nei ristoranti etnici spopola la ciotola di pesce crudo marinato, riso e verdure. È deliziosa, fa bene e puoi cucinarla anche a casa

È la nuova gastromania degli Italiani. Se prima erano il sushi e poi il ceviche a conquistare e incuriosire il palato, adesso dalle Hawaii arriva il Poke, l’insalata di pesce crudo marinato che persino Barack Obama amava mangiare, da ragazzo, sulle isole in cui è cresciuto.

Colorato, fresco, salutare, magro. Il poke è un’alternativa alla nostrana tartare: nell’idioma indigeno, “po-ke” vuol dire infatti "tagliare a cubetti”, alludendo ai pezzettoni in cui viene affettato il pesce, che viene poi messo a marinare in un’emulsione di salsa di soia, olio di sesamo, cipollotto fresco, semi di sesamo e peperoncino e servito in ciotola, accompagnato da riso, verdure e frutta. Se alle Hawaii viene consumato freschissimo sulla spiaggia, da noi puoi ormai provarlo nei tantissimi locali che si sono specializzati in questo tipo di proposta culinaria.

«Originariamente era solo a base di tonno fresco o polpo - sostiene Costanza Zanolini, proprietaria di Maido a Milano - ma ormai nelle Poke bowls puoi trovare anche salmone, gamberi o proteine veggie come il tofu. Da noi la scelta dei toppings è infinita: oltre a riso o noodles, puoi aggiungere avocado, qualche verdura colorata come pomodorini, carote, cavolo rosso, barbabietole, un po’ di germogli, delle alghe giapponesi al sesamo, edamame, frutta esotica come mango o ananas, anacardi tostati. Una combinazione di gusti e colori che ti trasporta, immediatamente, su una spiaggia hawaiana anche se lo stai mangiando come take away seduta alla scrivania del tuo ufficio».

Dove mangiare il poke a Milano e Roma

Se non hai voglia di cimentarti in cucina, gli indirizzi in cui provarlo sono già numerosissimi. A Milano soprattutto, dove il pioniere è stato I love Poke (Piazza Dei Mercanti, via Tortona e via Fabio Filzi; con una sede anche a Torino), che propone la formula build-your-bowl: sei tu a scegliere dimensione e ingredienti, componendo la tua ciotola con una base di riso, insalata, una o più proteine, verdure e salse a scelta. Offrono poke bowl take away o al banco anche Maido (Isola e Navigli), i Macha Cafè (Porta Volta, Porta Vittoria e Porta Nuova), Moray (corso Sempione), Pokéria by Nima (corso XXII Marzo, piazza XXV Aprile, corso Venezia), HiPoke (zona Colonne di San Lorenzo). Se invece hai voglia di una cenetta tra corone di fiori, surf e frutti esotici, prenota da Poku Poke Place (Corso Sempione) o Maui Poke (via San Vittore al Teatro). A Roma, invece, puoi provarlo da Mama Poke (Prati) e Ami Poke (Monti).

Un food trend che non mette a repentaglio la tua linea

Una pausa pranzo a base di poke è un vero toccasana per la tua linea. È un pasto completo e leggero: con una sola ciotola, ti assicuri energia a lento rilascio attraverso i cereali, le proteine nobili del pesce e un pieno di fibre e antiossidanti attraverso verdure. Inoltre, la marinatura ti permette di assimilare al meglio tutte le proprietà nutrizionali del pesce crudo.

Contiene acidi grassi essenziali (i famosi omega 3) e nutrienti fondamentali per la salute della pelle e del metabolismo come la vitamina B1 (tiamina), B2 (riboflavina), l’acido pantotenico (vitamina B5) e il tocoferolo (vitamina E). Sono tutte sostanze termolabili, cioè sensibili al calore: quando consumi un poke, quindi, ne assorbi una quantità maggiore che se mangiassi cotto lo stesso quantitativo di pesce.

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