Zoom: cos’è e come funziona

12 03 2020 di Ernesto Brambilla
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Un rapido e concreto percorso di apprendimento: cos'è e come funziona Zoom, la piattaforma di videoconferenza online che molti stanno scoprendo in queste settimane

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Questi giorni convulsi e confusi, mentre tutti siamo immersi in una emergenza sanitaria che stravolge le routine di lavoro, di studio e di vita, hanno costretto i bambini a casa insieme a noi. Il coronavirus sta costringendo molte scuole chiuse a sperimentare le lezioni a distanza, mentre poche, pochissime, erano già avvezze alla didattica digitale e si sono fatte trovare pronte.

Lezioni da remoto

Quello delle lezioni da remoto, via Web, non è un "vezzo": le indicazioni del Ministero dell'Istruzione diramate in una circolare dell'8 marzo, sono molto chiare. Il Miur «consiglia comunque di evitare, soprattutto nella Scuola primaria, la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza».

In un Paese in cui solo il 21% della popolazione possiede un buon livello di alfabetizzazione digitale (dati Ocse del 2019), avvicinare genitori e nonni all'uso di strumenti per videolezioni su computer e tablet non è cosa così scontata. Soprattutto quando parliamo di bambini della primaria, magari già avvezzi all'uso di smartphone e tablet per gioco, ma impreparati a seguire una vera lezione da remoto.

Abbiamo chiesto ad Andrea Maricelli, docente degli Istituti De Amicis di Milano, Apple Education Specialist presso C&C consulting e formatore certificato che aiuta decine di scuole ad adottare la didattica digitale, di accompagnarci in un rapido e concreto percorso di apprendimento: cos'è e come funziona Zoom, la piattaforma di videoconferenza online che molti stanno scoprendo in queste settimane.

Cos'è Zoom

«Zoom Cloud Meetings è una piattaforma web che serve a fare lezione in diretta, da remoto. L'insegnante, dalla propria casa, tiene una videoconferenza, una lezione a distanza a cui possono accedere tutti gli alunni, contemporaneamente, da qualsiasi dispositivo abbiano. Purché ovviamente sia connesso a Internet», spiega Maricelli. Durante la lezione tutti vedono la loro maestra e, in riquadri più piccoli, i compagni di classe collegati. L'insegnante può mostrare sullo schermo schede o esercizi per i ragazzi. Zoom non è poi così difficile da usare: è una piattaforma gratuita e si può accedere alle lezioni anche senza registrarsi.

Zoom: come si scarica

«Zoom si può installare su qualunque dispositivo, sia esso un Pc o uno smartphone o un tablet. Si può accedere alla piattaforma direttamente dal browser se lo si utilizza sul computer, o scaricando l'applicazione Zoom gratis per Android e iOS», spiega l'esperto. Basterà andare sullo store delle app (si chiama App store sui dispositivi iOS, Play Store su quelli Android) e cercare "Zoom cloud meeting". Poi scaricare e installare la app, contraddistinta da una icona azzurra con il simbolo di una videocamera bianca all'interno.

Come si usa Zoom

Zoom può essere utilizzato in due modi. «La scuola può scegliere di mettere a disposizione - di norma sul registro elettronico - il link di ogni singolo docente, oppure un codice numerico per ciascun docente. Nel primo caso basta cliccare il link dell'insegnante all'orario stabilito per la sua lezione. Si apre automaticamente l'applicazione Zoom e ci si ritrova già dentro l'aula virtuale del docente», spiega Maricelli.

Se invece la scuola ha diffuso i codici numerici, bisogna procedere diversamente. «Prima aprire l'app Zoom e poi cliccare sul tasto "Join meeting". Nella schermata successiva si inserisce il codice del docente, il nome dell'utente (del bambino) e si clicca su "Join". Seguono altri due clic: uno su "Join with video" per poter usare la telecamera del dispositivo, e uno su "Call using internet audio" che permette di utilizzare l'audio via web e sentire così maestra e compagni».

Zoom: la lezione

Inizia così una sessione gratuita di 40 minuti. Il docente tiene la sua lezione, può gestire audio e video di tutti gli alunni (silenziandoli se necessario). «L'insegnante può condividere sullo schermo schede o materiali di studio mentre parla: può mostrare il suo schermo duplicato, condividere un documento, un sito web da mostrare ai ragazzi e una lavagna virtuale su cui scrivere e eventualmente far scrivere i ragazzi stessi». Lo studente, toccando lo schermo, vede alcune funzioni in alto a destra. «I comandi importanti sono due: "Raise hand" è l'alzata di mano, il docente vede visualizzata una manina blu e sa che il ragazzo sta chiedendo di essere ascoltato o di intervenire. L'altro è la "Chat", per scrivere al docente se si vuole comunicare qualcosa di più articolato».

A conclusione, si lascia il meeting cliccando in alto a sinistra, su "Leave meeting". «Naturalmente, per una didattica completa, serve una seconda applicazione di supporto», chiude l'esperto. «Una app di condivisione che consenta di assegnare compiti e lavori agli studenti, normalmente è sufficiente il registro elettronico».

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