Dopo il debutto su Rai1, la domanda che molti spettatori si stanno facendo è semplice: ci sarà una seconda stagione? Al momento la Rai non ha ancora ufficializzato il rinnovo, ma gli elementi che fanno pensare a un possibile ritorno ci sono tutti. E non riguardano soltanto gli ascolti o il gradimento del pubblico. La vera forza della fiction potrebbe essere il materiale narrativo ancora da adattare.
La miniserie (prima puntata andata in onda il 7 maggio, la seconda è prevista il 14 maggio) ha infatti portato sullo schermo solo due dei romanzi dedicati al commissario Buonvino, personaggio nato dalla penna di Walter Veltroni. I primi episodi si sono ispirati a Buonvino e il caso del bambino scomparso e C’è un cadavere al Bioparco, ma la saga letteraria è molto più ampia. E proprio qui si nasconde uno degli indizi più interessanti sul futuro della serie.
Quanti sono i libri di Buonvino
La serie di romanzi firmata da Walter Veltroni conta attualmente sei titoli. Il primo è Assassinio a Villa Borghese, pubblicato nel 2019 da Marsilio, che introduce il vicequestore Giovanni Buonvino e il suo insolito commissariato immerso nel verde romano. A seguire sono arrivati: Buonvino e il caso del bambino scomparso (2020), C’è un cadavere al Bioparco (2021), Buonvino tra amore e morte (2023)
Buonvino e il circo insanguinato (2024), Buonvino e l’omicidio dei ragazzi (2026).
La fiction Rai, quindi, ha utilizzato soltanto una parte dell’universo narrativo creato da Veltroni. Restano almeno quattro romanzi ancora inesplorati, compreso l’ultimo capitolo uscito proprio quest’anno.
Perché una seconda stagione è possibile
Nella storia recente della Rai, le fiction tratte da saghe crime hanno spesso avuto lunga vita. È successo con Il commissario Montalbano, Rocco Schiavone, Imma Tataranni, Lolita Lobosco e Blanca. Il pubblico italiano continua ad affezionarsi ai detective seriali, soprattutto quando sono personaggi pieni di fragilità e umanità.
Buonvino sembra inserirsi proprio in questa tradizione. A differenza di investigatori più ruvidi o tormentati, il personaggio interpretato da Giorgio Marchesi punta sull’empatia e sull’ascolto. È un poliziotto che osserva più che imporsi, e che trova nella dimensione quasi sospesa di Villa Borghese un’estensione del proprio carattere.
Anche Serena Iansiti, che nella fiction interpreta Veronica Viganò, ha lasciato intendere che il progetto potrebbe proseguire. In un’intervista rilasciata a Libero Magazine, l’attrice ha spiegato che il finale «lascia aperta una porta enorme» e ha aggiunto: «Se tutto va come deve andare, ci sarà sicuramente un’altra stagione».
I romanzi ancora da adattare
Tra i libri rimasti fuori dalla prima stagione c’è Buonvino tra amore e morte, in cui il commissario deve affrontare un attentato che sconvolge la sua vita privata mentre indaga su un omicidio avvenuto a Piazza di Siena.

Più recente è invece Buonvino e il circo insanguinato, costruito attorno alla morte misteriosa di un’acrobata. L’ultimo romanzo, Buonvino e l’omicidio dei ragazzi, ruota invece attorno alla morte di una giovane trovata impiccata vicino all’orologio ad acqua del Pincio.
Sono storie che mantengono forte il legame con Roma e con Villa Borghese, vera protagonista silenziosa della saga. Ed è proprio questa ambientazione, elegante ma popolare, a dare alla fiction un’identità riconoscibile rispetto ad altri crime italiani.
Il futuro di Buonvino dipenderà dal pubblico
Per capire se Buonvino – Misteri a Villa Borghese 2 diventerà realtà bisognerà attendere le decisioni della Rai e i risultati definitivi della miniserie. Ma una cosa appare già chiara: Walter Veltroni ha costruito un mondo narrativo abbastanza ricco da sostenere nuove indagini.
E forse è proprio questo il punto. Più che il singolo caso, a colpire è l’atmosfera della serie. Una Roma diversa da quella più cinematografica e caotica, raccontata attraverso un investigatore gentile che prova a capire le persone prima ancora dei colpevoli.