Questa sera in prima serata Rete 4 propone una serata all’insegna della nostalgia e del cinema popolare italiano con Innamorato pazzo. Uscito nel 1981, il film ha come protagonisti assoluti Adriano Celentano e Ornella Muti, coppia amatissima della commedi all’italiana.
Diretto dal duo Castellano e Pipolo, il film racconta l’amore impossibile tra un autista di autobus romano e una principessa in visita di Stato a Roma, in una commedia che strizza l’occhio a un grande classico del cinema hollywoodiano.
La trama di “Innamorato pazzo”
Al centro della storia raccontata in Innamorato pazzo c’è Cristina, principessa del piccolo regno immaginario di Saint Tulipe, arrivata nella Capitale insieme al padre, il re Gustavo, per una visita ufficiale che nasconde in realtà una crisi economica da risolvere. Stanca del protocollo, la ragazza si allontana di nascosto dalla residenza dove alloggia e sale su un autobus di linea, dove incontra Barnaba Cecchini, l’autista interpretato da Celentano.
Barnaba si innamora all’istante di lei e, nonostante i rifiuti e le differenze sociali, non si arrende. Quando la loro storia diventa di dominio pubblico, l’intera città di Roma si mobilita con una colletta popolare per aiutare Barnaba a raggiungere la somma necessaria a salvare il regno di Cristina e a coronare il matrimonio.
Un film liberamente ispirato a “Vacanze Romane”
La vicenda della principessa in fuga dai propri doveri reali richiama da vicino Vacanze Romane, il film del 1953 diretto da William Wyler con Audrey Hepburn e Gregory Peck.
Anche in questo caso una giovane reale lascia temporaneamente la propria vita blindata per scoprire Roma da turista qualunque, incrociando un uomo del popolo che finirà per cambiarle la vita.
Castellano e Pipolo aggiornano lo schema al gusto della commedia italiana degli anni Ottanta, sostituendo il giornalista in cerca di uno scoop con un autista di autobus romano, e trasformando il finale malinconico dell’originale in un lieto fine corale.
Roma sullo sfondo, ma il set vero è a Como
La storia di Innamorato pazzo è ambientata interamente a Roma, ma diverse scene chiave sono state girate altrove. La villa in cui alloggia la famiglia reale di Saint Tulipe è in realtà Villa Olmo, la storica dimora che si affaccia sul lago di Como, anche se nel film il lago non compare mai in inquadratura.
Anche la sequenza finale, quella in cui la popolazione festante lancia banconote da diecimila lire ai sovrani in partenza, non è stata girata nella Capitale ma in via Volta a Como, una delle vie più antiche della città.
Il condominio che il cinema italiano già conosceva
Il palazzo in cui vive Barnaba a Roma non è una scelta casuale per gli appassionati di cinema italiano. Si trova in viale delle Milizie 76, nel quartiere Prati, ed era già un indirizzo noto sul grande schermo: lo stesso edificio aveva infatti ospitato le riprese de La banda degli onesti, diretto da Camillo Mastrocinque nel 1956 con Totò e Peppino De Filippo, dove il celebre cancello d’ingresso e il cortile interno erano già protagonisti del piano sequenza dei titoli di testa.
A distanza di venticinque anni, lo stesso condominio torna così a fare da cornice a un’altra commedia destinata a diventare un cult.
Una famiglia reale con il volto dei principi di Monaco
Per costruire la nobile famiglia di Cristina, Castellano e Pipolo si sono ispirati a una dinastia reale realmente esistita, quella del Principato di Monaco.

Re Gustavo di Saint Tulipe ricorda nei modi il Principe Ranieri III, mentre la moglie Betsy, nel nome e nello stile, riprende l’immagine di Grace Kelly, di cui riporta gli abiti e i celebri occhiali. Lo stesso personaggio di Cristina sembra invece modellato su Carolina di Monaco.
Anche il piccolo stato di Saint Tulipe, che deve gran parte delle proprie entrate a un casinò, richiama da vicino le caratteristiche economiche del vero Principato.
Il set che fece nascere un flirt tra Celentano e Muti
Negli anni Ottanta, Adriano Celentano e Ornella Muti girarono diversi film insieme: il primo fu nel 1980 Il bisbetico domato, commedia ispirata a un’opera teatrale di William Shakespeare. Tra loro nacque un’intesa che dal set si spostò anche nella vira privata.
Alcuni paparazzi dell’epoca fotografarono i due attori durante le pause di lavorazione, cogliendo tra loro una complicità che andava oltre la finzione scenica. Le voci restarono senza conferma fino al 2014, quando lo stesso Celentano raccontò pubblicamente di aver avuto un flirt con Muti proprio in quel periodo.
L’attrice ha confermato l’episodio, precisando che si è trattato dell’unico momento di infedeltà nella sua lunga relazione con Federico Facchinetti, padre di due dei suoi tre figli, che sposò nel 1988.
La serenata sulle note del Barbiere di Siviglia
Tra le scene più ricordate di Innamorato pazzo c’è la serenata che Barnaba dedica a Cristina di notte, sotto il balcone dove la principessa dorme, con l’aiuto dei colleghi tranvieri arruolati come improvvisata orchestra.
Il brano è una rivisitazione della cavatina di Figaro Largo al factotum, tratta da Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, con il testo originale trasformato nel celebre ritornello “cotto cottissimo”. L’arrangiamento porta la firma di Castellano e Pipolo, realizzato con la collaborazione di Bruno Zambrini, autore dell’intera colonna sonora del film.
A distanza di più di quarant’anni, quella scena resta uno dei momenti più citati quando si parla di Innamorato pazzo.