Con la nuova stagione di Un giorno in pretura, Rai 3 torna a raccontare alcuni dei processi che hanno segnato la storia giudiziaria del nostro Paese. La prima puntata è dedicata al delitto di Nada Cella, una vicenda che per quasi trent’anni è rimasta senza un colpevole e che continua ancora oggi ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica.
Lo storico programma ideato da Roberta Petrelluzzi ricostruisce il processo attraverso le immagini autentiche delle udienze, gli interrogatori, le testimonianze e gli atti giudiziari, senza ricorrere a ricostruzioni romanzate. Una scelta che rende il caso ancora più coinvolgente e permette di seguire passo dopo passo l’evoluzione di un’indagine tra le più lunghe e complesse della cronaca italiana.
La vicenda affonda le sue radici nel 1996, quando una giovane segretaria viene uccisa nello studio dove lavora, nel centro di Chiavari. Da quel momento inizia una lunga ricerca della verità fatta di piste investigative, errori, testimonianze e nuove intuizioni che, molti anni dopo, porteranno alla riapertura del fascicolo.
Il delitto di via Marsala: chi era Nada Cella
Nada Cella aveva 24 anni e lavorava come segretaria nello studio del commercialista Marco Soracco, in via Marsala, a Chiavari.
La mattina del 6 maggio 1996, poco dopo le 9, la giovane viene aggredita all’interno dell’ufficio. Quando viene trovata è gravemente ferita. Trasportata in ospedale, morirà poche ore più tardi a causa delle lesioni riportate.
Fin dall’inizio gli investigatori si trovano davanti a un caso particolarmente complesso. L’aggressione è avvenuta in pieno giorno, all’interno di uno studio professionale, ma nessuno sembra aver visto con certezza cosa sia accaduto.
Nelle ore successive emergono diverse testimonianze. Alcune persone raccontano di aver notato una donna uscire in fretta dal palazzo con una mano insanguinata. Altre riferiscono di aver visto un motorino allontanarsi dalla zona. Nonostante centinaia di interrogatori e numerosi accertamenti, nessuna pista riesce però a portare all’individuazione dell’assassino.
Anche Marco Soracco viene inizialmente sottoposto a verifiche, ma la sua posizione viene successivamente archiviata per quanto riguarda l’omicidio. Con il passare degli anni il fascicolo finisce tra i grandi misteri irrisolti della cronaca italiana.
Perché il caso è rimasto irrisolto per quasi trent’anni
Il delitto di Nada Cella diventa presto uno dei più celebri cold case italiani anche per le difficoltà incontrate durante le prime indagini.

Secondo quanto emerso negli anni successivi, la scena del crimine subì alterazioni nelle fasi immediatamente successive all’aggressione, rendendo più complicata la raccolta delle prove. A questo si aggiunsero alcune piste investigative che non portarono ai risultati sperati e una serie di elementi che, pur raccolti all’epoca, non furono approfonditi.
Tra questi c’era anche un particolare bottone rinvenuto sulla scena del delitto, molto simile ad altri trovati durante una perquisizione eseguita nei confronti di Anna Lucia Cecere. La donna era stata iscritta nel registro degli indagati solo per pochi giorni prima che la sua posizione venisse archiviata.
Per molti anni il caso sembrò destinato a rimanere senza risposta. La svolta arrivò soltanto oltre vent’anni dopo. Grazie a una nuova rilettura degli atti dell’inchiesta vennero riportati alla luce elementi rimasti nell’ombra e convinse la Procura a riaprire il fascicolo.
La riapertura del cold case e il processo ad Anna Lucia Cecere
La svolta arriva nel 2021, quando la biologa e criminologa Antonella Delfino Pesce decide di rileggere gli atti dell’inchiesta nell’ambito di uno studio di criminologia. Dall’analisi emergono elementi che, secondo gli investigatori, meritano di essere approfonditi e che riportano l’attenzione su Anna Lucia Cecere, già sfiorata dalle indagini negli anni Novanta.
Come già avvenuto per altri casi in Italia, la Procura di Genova riapre così il fascicolo e raccoglie nuove testimonianze, affiancandole al materiale già acquisito all’epoca del delitto. Tra gli elementi riconsiderati ci sono anche il bottone trovato sulla scena del crimine e alcune dichiarazioni che, secondo l’accusa, delineano un quadro investigativo diverso rispetto a quello emerso quasi trent’anni prima.
Secondo la ricostruzione della Procura, il movente sarebbe legato a un sentimento di gelosia e frustrazione, di cui non è riuscita a liberarsi, nei confronti di Nada Cella. Gli inquirenti sostengono che Anna Lucia Cecere desiderasse ottenere un ruolo nello studio del commercialista Marco Soracco. E fu l’invidia nei confronti della giovane segretaria avrebbe innescato l’aggressione. Si tratta della tesi sostenuta dall’accusa nel corso del processo, contestata dalla difesa.
Il procedimento approda davanti alla Corte d’Assise di Genova, che nel gennaio 2026 condanna in primo grado Anna Lucia Cecere a 24 anni di reclusione per l’omicidio di Nada Cella. Marco Soracco è stato condannato a due anni per favoreggiamento nello stesso processo. La sentenza rappresenta una svolta importante in una vicenda giudiziaria rimasta a lungo senza una risposta processuale definitiva. Ma l’iter non può ancora considerarsi concluso perché, trattandosi di una decisione di primo grado, sono previsti i successivi gradi di giudizio.
Cosa racconta “Un giorno in pretura” e dove vedere la puntata
La nuova stagione di Un giorno in pretura sceglie proprio il processo per l’omicidio di Nada Cella per riportare il pubblico dentro uno dei casi più discussi della cronaca italiana.
Fin dalla prima puntata, il programma segue il dibattimento attraverso le immagini registrate nell’aula della Corte d’Assise di Genova. Interrogatori, testimonianze, arringhe degli avvocati e motivazioni dell’accusa diventano gli strumenti con cui ricostruire una vicenda che ha attraversato quasi tre decenni di storia giudiziaria.
È questa la cifra che ha reso Un giorno in pretura uno dei programmi più longevi della televisione italiana. Dal 1985 racconta i processi senza ricostruzioni di fiction, lasciando che siano le parole dei magistrati, degli imputati, dei testimoni e dei difensori a restituire la complessità delle vicende affrontate.
La puntata dedicata al delitto di Nada Cella va in onda su Rai 3 mercoledì 8 luglio in prima serata. È disponibile anche in diretta streaming e on demand sulla piattaforma RaiPlay, permettendo agli spettatori di seguire o recuperare il processo anche successivamente.