Questa sera, venerdì 8 maggio, Rai 2 manda in onda l’ultima puntata stagionale di Delitti in Paradiso. Da anni la serie è uno degli appuntamenti più amati dagli spettatori che cercano un giallo leggero, ironico e rassicurante. Detective eccentrici, casi intriganti, paesaggi tropicali e un’atmosfera sospesa tra commedia e investigazione hanno reso questa saga un piccolo cult internazionale.
Dietro il successo della fiction c’è anche un aspetto meno noto. Delitti in Paradiso è infatti una produzione franco-britannica. Una formula che nel panorama europeo resta piuttosto rara, soprattutto quando si parla di serie tv popolari e longeve.
La serie è prodotta dalla BBC insieme a partner francesi e viene girata in Guadalupa, territorio francese d’oltremare nei Caraibi. È proprio questa doppia identità ad aver contribuito a costruire il suo fascino. Da una parte c’è l’umorismo britannico, fatto di investigatori impacciati e dialoghi brillanti. Dall’altra ci sono la luce, i colori e il respiro internazionale tipici delle produzioni francesi ambientate nei territori d’oltremare.
Francia e Regno Unito vicine e lontane nelle produzioni tv
Per vicinanza geografica e cultura potrebbe sembrare naturale che Francia e Regno Unito collaborino spesso nel cinema e nelle serie tv. In realtà, le coproduzioni tra Londra e Parigi non sono così frequenti nel mainstream televisivo.
Esiste da anni un accordo ufficiale di coproduzione tra i due Paesi, riconosciuto anche dal British Film Institute. Questo permette alle produzioni comuni di accedere a fondi, incentivi fiscali e sostegni pubblici. Tuttavia, nella pratica, i sistemi produttivi restano molto diversi.
La televisione britannica è fortemente orientata verso il mercato anglofono globale. Le serie inglesi viaggiano facilmente negli Stati Uniti e nel Commonwealth. La Francia, invece, ha sempre protetto maggiormente la propria industria audiovisiva nazionale, con una forte attenzione alla lingua francese e ai finanziamenti pubblici interni.
Anche per questo motivo molte collaborazioni europee finiscono per coinvolgere più Paesi contemporaneamente, invece di svilupparsi soltanto sull’asse Londra-Parigi. Le grandi coproduzioni internazionali includono spesso Germania, Italia, Spagna o piattaforme globali come Netflix e Prime Video.
Negli ultimi anni, però, qualcosa si sta muovendo. Nel 2025 il BFI britannico e il CNC francese hanno annunciato nuovi accordi per incentivare ulteriormente le collaborazioni audiovisive. Un segnale che mostra la volontà di rafforzare uno scambio considerato ancora pieno di potenzialità.
Le serie tv che hanno unito Londra e Parigi
Se si guardano le serie tv degli ultimi anni, i casi di vere produzioni franco-britanniche restano relativamente pochi. Proprio per questo Delitti in Paradiso continua a essere considerata un esempio particolare.
Uno dei titoli più noti è The Tunnel, adattamento anglo-francese della serie scandinava Bron/Broen. La storia parte dal ritrovamento di un corpo nel Tunnel della Manica e mette insieme un detective inglese e una poliziotta francese. La serie, prodotta da Sky Atlantic e Canal+, ha costruito il suo successo proprio sulle differenze culturali tra i due protagonisti.
Più recente è invece Marie Antoinette, realizzata da Canal+ insieme alla BBC. La serie racconta la vita della regina francese con uno stile internazionale e un cast prevalentemente anglofono. Anche in questo caso la collaborazione nasce dall’esigenza di creare un prodotto capace di viaggiare facilmente nei mercati internazionali.
Tra i progetti più ambiziosi c’è poi Il giro del mondo in 80 giorni, coproduzione europea che coinvolge BBC, France Télévisions, Rai e altri broadcaster. La fiction dimostra come oggi le grandi serie internazionali abbiano spesso bisogno di alleanze produttive molto ampie per sostenere costi sempre più elevati.
Francia e Regno Unito, collaborazioni per il cinema
Se nella serialità televisiva le collaborazioni restano limitate, nel cinema il dialogo tra Francia e Regno Unito ha radici più profonde. Molti film europei di successo sono nati grazie a coproduzioni che coinvolgevano produttori britannici e francesi.
Uno dei casi più popolari degli ultimi anni è Paddington. Dietro l’apparenza di una classica commedia britannica per famiglie c’è infatti il ruolo importante di StudioCanal, società francese che ha sostenuto e distribuito il progetto.
Anche diversi film premiati nei festival internazionali hanno avuto una natura produttiva mista. The Pianist di Roman Polanski, Palma d’Oro a Cannes e premio Oscar, è stato realizzato attraverso una rete di coproduzioni che comprendeva Francia, Regno Unito, Polonia e Germania. Lo stesso vale per The Lobster di Yorgos Lanthimos, film europeo sostenuto da più Paesi.
Nel cinema d’autore, infatti, le coproduzioni internazionali sono quasi una consuetudine. Servono a dividere i costi, ampliare la distribuzione e accedere ai fondi europei dedicati alla cultura audiovisiva. La televisione generalista, invece, continua a essere più legata alle identità nazionali e alle abitudini del pubblico locale.
Delitti in Paradiso, fra ironia e culture clash
Dopo quindici stagioni, Delitti in Paradiso continua a funzionare perché offre qualcosa di sempre più raro: una comfort tv capace di rassicurare senza diventare banale. Gli episodi seguono una struttura classica, ma i personaggi cambiano, si evolvono e mantengono viva la curiosità del pubblico.
La serie riesce anche a evitare molti eccessi del crime contemporaneo. Non punta sulla violenza estrema, sul ritmo frenetico o sui toni cupi. Preferisce invece l’ironia, i dialoghi leggeri e il piacere dell’indagine classica.
Una parte del fascino di Delitti in Paradiso nasce anche dal continuo “culture clash” tra mondi diversi. Gli investigatori britannici arrivano infatti sull’isola immaginaria di Saint Marie con un approccio rigoroso, ordinato e molto razionale. Dall’altra parte trovano invece una cultura caraibica più rilassata, calorosa e spontanea, dove i ritmi quotidiani seguono logiche completamente diverse. È proprio questo contrasto, spesso raccontato con ironia, a dare alla serie una leggerezza particolare e a rendere i personaggi ancora più riconoscibili.