Elsbeth arriva in prima visione su Rai 2 con tre nuovi episodi e porta sul piccolo schermo una protagonista diversa da tutte le altre. L’avvocata Elsbeth Tascioni, interpretata da Carrie Preston, affronta le indagini con uno sguardo originale, un’attenzione quasi maniacale ai dettagli e un modo di fare tanto eccentrico quanto efficace.

Ma il suo successo racconta anche qualcosa di più: il pubblico continua ad amare le serie thriller in cui sono le donne a guidare le indagini. Un filone che, dagli anni Ottanta a oggi, ha regalato personaggi entrati nella storia della televisione. Alcune sono detective, altre magistrate, antropologhe o consulenti della polizia. Tutte, però, hanno dimostrato che intuito, empatia e determinazione possono essere le armi migliori per risolvere un mistero.

Elsbeth, la detective fuori dagli schemi che conquista Rai 2

Chi ha conosciuto Elsbeth Tascioni in The Good Wife e The Good Fight sa già che non è un personaggio come gli altri. Con il suo cappello colorato, le borse eccentriche e un’aria apparentemente distratta, riesce a mettere in difficoltà criminali e investigatori semplicemente osservando quello che gli altri non vedono.

Lo spin-off Elsbeth porta questo personaggio al centro della scena. Ogni episodio segue la struttura del «howcatchem»: spesso lo spettatore conosce già il colpevole e il vero divertimento consiste nello scoprire come la protagonista riuscirà a smascherarlo. È una formula diversa dal classico giallo e proprio per questo riesce a sorprendere.

Il personaggio interpretato da Carrie Preston dimostra anche quanto siano cambiate le protagoniste del crime televisivo. Non è un’eroina infallibile né una poliziotta tutta azione. Vince grazie all’intelligenza, all’ironia e alla capacità di leggere le persone meglio di chiunque altro.

Jessica Fletcher, La Signora in giallo che ha aperto la strada

Quando si parla di detective donne, il primo nome che viene in mente è quasi sempre Jessica Fletcher.

Interpretata da Angela Lansbury, la protagonista de La Signora in giallo è diventata un’icona della televisione. Scrittrice di romanzi gialli, curiosa per natura e dotata di uno straordinario spirito di osservazione, Jessica riesce a risolvere delitti ovunque si trovi, trasformando ogni viaggio in una nuova indagine.

La serie, andata in onda dal 1984 al 1996, ha contribuito a cambiare il modo di raccontare le investigatrici. Jessica non aveva bisogno di inseguimenti spettacolari o armi sofisticate. Bastavano logica, cultura e una straordinaria conoscenza dell’animo umano.

Ancora oggi è il punto di riferimento per molte detective televisive, compresa la stessa Elsbeth, che condivide con lei la capacità di sorprendere gli altri grazie a un’apparente leggerezza.

Da Olivia Benson a Catherine Willows: quando il crime diventa contemporaneo

Negli anni Duemila il thriller televisivo cambia volto e le protagoniste femminili assumono ruoli sempre più centrali.

Olivia Benson, interpretata da Mariska Hargitay in Law & Order – Unità Vittime Speciali, è probabilmente il personaggio crime più influente della televisione moderna. Il suo lavoro nella squadra che indaga sui reati sessuali affronta temi delicati con uno sguardo profondamente umano, facendo della serie una delle più longeve di sempre.

Anche CSI contribuisce a rivoluzionare il genere. Tra i personaggi più amati c’è Catherine Willows, interpretata da Marg Helgenberger, investigatrice scientifica capace di unire rigore, intuito ed esperienza. Con il franchise arrivano anche altre figure femminili memorabili, come Avery Ryan in CSI: Cyber, segno di un crime sempre più legato alla tecnologia.

Diversa ma altrettanto iconica è Temperance Brennan di Bones. Antropologa forense brillante e razionale, risolve gli omicidi studiando gli scheletri delle vittime. Il suo rapporto con l’agente Booth ha contribuito a rendere la serie una delle più amate dal pubblico, dimostrando che il thriller può convivere con ironia e sentimenti.

Da Blanca a Teresa Battaglia: le protagoniste che hanno rinnovato il thriller italiano

Negli ultimi anni anche la televisione italiana ha saputo costruire personaggi femminili capaci di conquistare il pubblico, allontanandosi dagli stereotipi della detective tutta d’un pezzo.

Tra le serie più apprezzate c’è Blanca, tratta dai romanzi di Patrizia Rinaldi. La protagonista, interpretata da Maria Chiara Giannetta, è una consulente della polizia non vedente che sfrutta l’udito, la memoria e una straordinaria capacità di osservazione per contribuire alle indagini. La sua disabilità non diventa mai un limite, ma uno degli elementi che rendono il personaggio originale e credibile.

Completamente diversa è Teresa Battaglia, la profiler nata dalla penna di Ilaria Tuti e impersonata da Elena Sofia Ricci. Nei film tv della Rai affronta casi complessi ambientati tra le montagne del Friuli, mentre combatte anche una battaglia personale contro la malattia. È un personaggio intenso, fragile e autorevole allo stesso tempo, che ha dato nuova profondità al crime italiano.

Accanto a lei si è ritagliata un posto speciale Imma Tataranni, il sostituto procuratore interpretato da Vanessa Scalera. Ambientata a Matera e tratta dai romanzi di Mariolina Venezia, la serie alterna indagini, ironia e vita familiare, dimostrando che un legal drama può essere anche brillante e leggero.

L'attrice Vanessa Scalera in una scena di "Imma Tataranni"

Tra i volti più amati c’è anche Luisa Ranieri, nei panni di vicequestore di Bari in Lolita Lobosco. Le sue indagini si intrecciano spesso con la vita privata, i rapporti familiari e le atmosfere della città pugliese, dando vita a una fiction capace di unire suspense e racconto dei sentimenti.

Più recente è invece Vanina – Un vicequestore a Catania, con Giusy Buscemi nelle vesti di una poliziotta che torna nella sua Sicilia per ricominciare. Anche qui il thriller si intreccia con il percorso personale della protagonista, confermando quanto il pubblico ami personaggi femminili sfaccettati e lontani dai cliché.

Le nuove detective conquistano il pubblico con intelligenza e ironia

Se Jessica Fletcher resta il modello che ha aperto la strada, negli ultimi anni sono nate investigatrici molto diverse tra loro.

Una delle più amate è Morgane Alvaro (Audrey Fleurot), protagonista della serie francese Morgane – Detective geniale. Madre di tre figli, disordinata e imprevedibile, possiede un quoziente intellettivo eccezionale che la porta a risolvere casi apparentemente impossibili. Il successo internazionale della serie è stato tale da ispirare anche l’adattamento americano High Potential.

Anche Harry Wild (Jane Seymour), gioca con l’eredità de La Signora in giallo. Ex docente universitaria in pensione, decide quasi per caso di collaborare con la polizia e scopre un talento naturale per le indagini. Il tono è leggero, ricco di humour, ma i casi mantengono sempre alta la tensione.

Sono protagoniste molto diverse tra loro, ma condividono una caratteristica: risolvono i misteri senza rinunciare alla propria personalità. Non cercano di imitare i detective uomini. Hanno uno stile tutto loro e proprio questo le rende così amate.