La terza stagione dell’antologia televisiva Monster, uscita su Netflix e incentrata sulla figura di Ed Gein, ha suscitato numerose critiche e un’accoglienza fortemente negativa, in particolare sulle principali piattaforme di valutazione online. Il punteggio ottenuto su Rotten Tomatoes, nota piattaforma statunitense di recensioni, è tra i più bassi mai registrati per una produzione del genere, fermandosi a un preoccupante 20%. Una valutazione che riflette il malcontento diffuso sia tra la critica specializzata che tra una parte del pubblico.

Le critiche da parte del pubblico

Tra i motivi di questa bocciatura vi sarebbero una narrazione giudicata eccessivamente frammentaria, l’uso spinto di elementi stilistici «camp» e una rappresentazione della violenza ritenuta disturbante. Alcuni spettatori hanno segnalato difficoltà nel seguire lo sviluppo del racconto, giudicato caotico e poco lineare. A ciò si aggiunge l’insoddisfazione generale per l’approccio adottato nella ricostruzione dei fatti, che pare confondere realtà storica e interpretazione drammaturgica.

Punteggi critici anche su altre piattaforme

La valutazione estremamente bassa non si limita a una singola piattaforma. Anche su un altro aggregatore di recensioni, Metacritic, la serie ha ottenuto un punteggio di 26 su 100, confermando l’impressione di una produzione che non ha soddisfatto le aspettative. Le ambizioni narrative, già evidenti nella stagione dedicata al caso Menendez, sembrano non aver trovato una forma convincente in questo nuovo capitolo, nonostante la volontà degli autori di sperimentare con prospettive e riferimenti culturali.

Una narrazione troppo intricata

La complessità della trama è uno degli aspetti più criticati. Il tentativo di collegare la vicenda di Ed Gein ad altre figure e opere di rilievo – tra cui film iconici dell’horror e personaggi storici – ha generato un sovraccarico narrativo che ha disorientato buona parte del pubblico. Alcuni spettatori si aspettavano un impianto più vicino al documentario investigativo, mentre la serie ha scelto una strada più evocativa e simbolica, con frequenti incursioni nelle fantasie del protagonista.

Il ritorno di Monster: Ed Gein al centro della scena

Il nuovo ciclo della serie Monster, intitolato La storia di Ed Gein, riporta in primo piano una delle figure più inquietanti della cronaca nera americana. La stagione è stata ideata con l’intenzione di scavare nella psiche del cosiddetto «Macellaio di Plainfield», ripercorrendo i momenti salienti della sua vita e dei suoi crimini. L’obiettivo dichiarato era quello di offrire un ritratto intimo, quasi empatico, del personaggio, mettendo in evidenza gli aspetti più umani della sua personalità, senza trascurare l’orrore delle sue azioni. Edward Gein nacque nel 1906 a La Crosse, nel Wisconsin. La sua infanzia fu segnata da un ambiente familiare oppressivo, dominato da una madre estremamente religiosa e autoritaria, che lo isolava dal contesto sociale. Dopo la scomparsa del padre e del fratello, rimase solo con la madre fino alla morte di quest’ultima nel 1945. La perdita della figura materna segnò l’inizio del declino mentale di Gein, che progressivamente si allontanò dalla realtà.

Gli omicidi di Ed Gein e le macabre scoperte

Nel 1957, dopo la scomparsa di Bernice Worden, il nome di Gein emerse al centro di un’indagine che avrebbe rivelato dettagli raccapriccianti. All’interno della sua abitazione furono ritrovati resti umani utilizzati per creare oggetti d’arredo, indumenti e suppellettili. Alcuni crani venivano usati come ciotole, mentre altre parti del corpo erano state trasformate in accessori domestici. I cadaveri, secondo le sue stesse ammissioni, provenivano in gran parte da cimiteri della zona, dissotterrati durante la notte. Nonostante le voci diffuse nel tempo, Gein ha sempre negato di aver praticato atti di cannibalismo. Ammetteva, però, di aver prelevato oltre quaranta cadaveri dalle tombe, utilizzandone i resti per scopi rituali o per soddisfare fantasie personali. Gli inquirenti non trovarono prove definitive che confermassero l’ingestione di carne umana, ma l’orrore delle sue azioni fu sufficiente a sconvolgere l’opinione pubblica americana.

L’arresto e la detenzione in un ospedale psichiatrico

Ed Gein fu arrestato il 16 novembre 1957. Dopo una prima fase di perizia, fu dichiarato mentalmente incapace di sostenere un processo e trasferito in un ospedale psichiatrico, dove rimase per molti anni. Solo nel 1968 fu riconosciuto formalmente colpevole per l’omicidio di Worden, pur rimanendo internato per motivi psichiatrici. Morì nel 1984, all’età di 77 anni, per complicazioni legate a un tumore ai polmoni. Ed Gein fu sepolto in una tomba anonima per evitare atti vandalici, dopo che la lapide originaria era stata trafugata.

Ed Gein continua a influenzare il cinema

La storia di Ed Gein ha ispirato numerose opere cinematografiche, diventando l’archetipo del killer disturbato nella cultura popolare. Personaggi come Norman Bates in Psycho, Leatherface in Non aprite quella porta e Buffalo Bill ne Il silenzio degli innocenti prendono spunto dalla sua figura. La nuova stagione della serie punta proprio su questa eredità culturale, cercando di analizzarla con uno sguardo più introspettivo, ma l’esito finale, a giudicare dalle reazioni, non ha convinto. Monster: La storia di Ed Gein si proponeva come un progetto ambizioso, in grado di esplorare le sfumature della follia e della devianza umana. Tuttavia, l’approccio adottato non sembra aver colpito nel segno.