A partire da domenica 19 ottobre, la prima serata di Rai 1 accoglie la quarta stagione di Makari. La fiction, ambientata in Sicilia e ispirata liberamente ai racconti e romanzi di Gaetano Savatteri, vede nuovamente protagonista Claudio Gioè nei panni del giornalista e scrittore Saverio Lamanna. Accanto a lui torna Domenico Centamore nel ruolo dell’inseparabile Peppe Piccionello, presenza immancabile che alterna ironia e intuito. La narrazione mantiene la struttura che ha reso celebre la serie: un equilibrio tra indagine e introspezione, con un occhio attento ai legami familiari, alle contraddizioni personali e alle sfumature emotive dei personaggi.
Dove eravamo rimasti
La terza stagione si era conclusa lasciando Saverio alle prese con nuove dinamiche: un incarico come insegnante di scrittura poliziesca in un liceo, la riapparizione di volti del passato e una relazione sentimentale con Suleima che, a causa della distanza e delle scelte di vita, si era trasformata in qualcosa di più complesso. In questo contesto, ogni figura a lui vicina assume un ruolo preciso: Piccionello, con il suo umorismo tagliente, resta un punto fermo; Marilù rappresenta il pragmatismo della realtà quotidiana; Randone porta il rigore dell’esperienza; e il padre di Saverio diventa voce della memoria e dei limiti.
Nuovi arrivi nella quarta stagione di Makari
Nel corso della quarta stagione di Makari, la sfera personale del protagonista viene messa alla prova. Suleima, interpretata da Ester Pantano, parte per Malta per motivi di lavoro. Nella vita di Saverio ricompare Michela, figura del passato interpretata da Serena Iansiti, che riapre vecchie ferite ancora vive. A rendere tutto più complesso arriva Claudia, un’ex fidanzata, accompagnata dalla figlia adolescente Arianna, quattordicenne ribelle e appassionata di musica metal. Il protagonista si trova così davanti alla possibilità – e alla fatica – di confrontarsi con una paternità imprevista, che lo obbliga a riflettere sul senso di responsabilità e sul ruolo che vuole avere nella vita delle persone.
Il giallo: tra passato e verità da scoprire
Non manca, naturalmente, l’elemento investigativo. L’omicidio di Ignazio Dinolfo, soprannominato «il Mostro di Barrafato», fa riemergere un caso archiviato troppo in fretta e riporta alla luce una comunità divisa tra rimozioni, bugie e memorie irrisolte. L’inchiesta, al centro degli episodi, non è solo un pretesto narrativo ma una lente per analizzare il contesto sociale, le fragilità umane e i silenzi che si annidano nelle relazioni. Ogni delitto diventa occasione per scavare dentro e fuori dai protagonisti, tra dilemmi morali e scelte sospese.
Il tono della quarta stagione di Makari
Dalle prime dichiarazioni degli attori emerge chiaramente il registro scelto per questa stagione. Claudio Gioè descrive un Saverio che, pur mantenendo la sua indole ironica e un po’ cinica, deve fare i conti con la crescita interiore. La partenza di Suleima segna un cambiamento, così come la presenza di Michela obbliga a rivisitare il passato con lucidità. Il rapporto con Arianna si configura come una sfida del tutto nuova: non si tratta soltanto di accettare una figura adolescenziale nella propria vita, ma di riconsiderare ciò che significa essere adulto, guida e compagno di viaggio.
Cast e regia di Makari
Oltre ai protagonisti principali – Gioè, Pantano e Iansiti – tornano anche Antonella Attili, Filippo Luna, Tuccio Musumeci, Eurydice El‑Etr ed Eugenio Franceschini. Il gruppo di attori già consolidato assicura coerenza, mentre le new entry introducono dinamiche fresche. La regia è affidata a Monica Vullo e Riccardo Mosca, che alternano sequenze d’indagine a momenti più introspettivi. La scrittura, curata da Leonardo Marini, Salvatore De Mola, Carlotta Massimi e Attilio Caselli, continua a bilanciare il genere poliziesco con riflessioni sull’identità, il tempo e le relazioni umane.
La Sicilia come personaggio
Come sempre, l’ambientazione siciliana è parte integrante del racconto. I paesaggi, la luce, le case e i vicoli non fanno solo da cornice: sono elementi attivi che plasmano l’atmosfera e influenzano le emozioni dei personaggi. Il contrasto tra bellezza e solitudine, tra calore e mistero, contribuisce a costruire un mondo riconoscibile e al tempo stesso aperto a interrogativi universali. La terra di Makari non è solo sfondo: è memoria viva, identità, terreno di contraddizioni.
Quattro storie con un filo conduttore
La stagione è composta da quattro episodi, ciascuno con un caso autoconclusivo. Ma, al di là della trama investigativa, ciò che rimane è l’evoluzione emotiva dei personaggi. Il primo episodio introduce i nuovi equilibri, segna partenze e ritorni e apre il capitolo legato alla paternità. I successivi approfondiscono temi legati alla verità nascosta, ai ricordi distorti dal tempo e alle bugie tenute in piedi per comodità o paura. Non ci sono colpi di scena spettacolari, ma scosse interiori, tensioni silenziose che portano i protagonisti e gli spettatori a riflettere su cosa significhi davvero vivere, scegliere, appartenere.