Nel Giorno della Memoria, fra i film e i libri preziosi per ricordare l’orrore della Shoah, vale la pena di segnalare la miniserie in onda su Rai 1 — stasera e domani — intitolata Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero. Un racconto che affonda le radici nella Roma occupata dai nazisti, restituendo voce a una vicenda storica poco nota, rimasta a lungo ai margini della memoria collettiva.

Morbo K, la serie tv Rai in onda nel Giorno della Memoria

Morbo K è una miniserie evento diretta da Francesco Patierno e prodotta da Rai Fiction, Fabula Pictures e Rai Com. Va in onda su Rai 1 in due serate, oggi martedì 27 e domani mercoledì 28 gennaio 2026, con quattro episodi complessivi divisi tra le due prime serate.

Per chi preferisce la visione in streaming, il boxset completo è disponibile anche su RaiPlay.

Roma 1943: l’occupazione nazista e il rastrellamento del Ghetto

La vicenda è ambientata nella Roma del 1943, dopo l’8 settembre, quando la città è sotto il controllo delle truppe naziste. Sono mesi segnati dal terrore, dai rastrellamenti e dalle leggi razziali che colpiscono duramente la comunità ebraica. Nel settembre di quell’anno, il colonnello delle SS Herbert Kappler impone agli ebrei di Roma la consegna di cinquanta chili d’oro, promettendo in cambio la salvezza. Una promessa che verrà tradita.

Il cast della fiction Morbo K: nella foto Flavio Furno, Francesco Patierno, Dharma Mangia Woods, Vincenzo Ferrera, Marco Fiore, Giacomo Giorgio, Fabrizio Sabatucci

Il 16 ottobre 1943 scatta il rastrellamento del Ghetto. Oltre milleduecento persone vengono deportate, stipate sui treni diretti ai campi di sterminio. Pochissimi faranno ritorno. È in questo clima di violenza e disumanizzazione che prende forma la storia al centro di Morbo K, una storia vera di resistenza non armata.

La storia vera del Morbo K: Borromeo e i medici del Fatebenefratelli

Il Morbo K non è mai esistito. O meglio, è esistito solo come invenzione. A idearlo fu il dottor Giovanni Borromeo, primario dell’ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina, insieme ad altri medici e al personale sanitario. Di fronte al pericolo imminente dei rastrellamenti, Borromeo e i suoi colleghi decisero di fingere l’esistenza di una malattia altamente contagiosa, battezzata appunto “Morbo K”.

nazisti portano ebrei su camion

Nelle corsie dell’ospedale venne creato un reparto isolato, dove furono ricoverati e nascosti uomini, donne e famiglie ebree. Ai soldati tedeschi, il Morbo K veniva descritto come un’infezione mortale e facilmente trasmissibile. La paura del contagio fece il resto. I nazisti evitarono quel reparto, permettendo così a decine di persone di sfuggire alla deportazione.

Fu una scelta rischiosa. Se scoperti, medici e infermieri avrebbero pagato con la vita. Eppure, in quelle stanze, la medicina si trasformò in atto di resistenza civile.

Dal fatto storico alla fiction: trama, personaggi e cast

La serie prende ispirazione diretta da questa vicenda reale, intrecciandola con una narrazione di finzione. Al centro c’è il personaggio del primario Matteo Prati, interpretato da Vincenzo Ferrera, figura ispirata proprio a Giovanni Borromeo. Accanto a lui si muove Pietro Prestifilippo, assistente medico interpretato da Giacomo Giorgio, coinvolto non solo nel piano del Morbo K ma anche in una storia d’amore nata all’interno dell’ospedale.

Silvia Calò, giovane ebrea dotata di talento artistico, ha il volto di Dharma Mangia Woods. La sua storia personale si intreccia con quella collettiva, mentre sullo sfondo incombono l’occupazione nazista e la minaccia costante dei rastrellamenti. Christoph Hulsen interpreta Herbert Kappler, incarnando il volto del potere oppressivo e disumano che domina Roma in quei mesi. Completano il cast Marco Fiore, Flavio Furno, Antonello Fassari e Luigi Diberti.

Una serie da guardare per ricordare

Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero arriva sugli schermi nel giorno più carico di significato. Racconta l’Olocausto e la deportazione degli ebrei romani partendo da una storia di coraggio quotidiano, lontana dall’eroismo urlato.

È una serie che ricorda come, anche sotto un regime di terrore, ci siano state persone capaci di scegliere l’umanità: il dottor Giovanni Borromeo è stato riconosciuto dal mondo ebraico “Giusto” fra le Nazioni.