Non solo film di Natale a dicembre, ma anche grandi storie epiche governano la tv italiana. A vestire i panni della guerriera Nanisca è Viola Davis, affiancata da un cast corale guidato dalla regia di Gina Prince-Bythewood. Presentato come un grande racconto epico al femminile, il film ha ottenuto attenzione internazionale e una candidatura ai Golden Globe Awards, distinguendosi per la forza del suo sguardo e per l’interpretazione intensa della protagonista.

La storia, ambientata nell’Africa occidentale dell’Ottocento, si ispira a eventi reali e a un leggendario corpo militare femminile, le Agojie, offrendo una rilettura che intreccia realtà storica e immaginazione cinematografica.

The Woman King trama del film e il cast

Ambientato nel 1823 nel Regno di Dahomey, The Woman King segue la generale Nanisca, comandante delle Agojie, un’unità di guerriere d’élite al servizio del re Ghezo. Mentre il regno è minacciato dall’Impero Oyo e dai trafficanti di schiavi europei, Nanisca addestra una nuova generazione di combattenti, tra cui la giovane e ribelle Nawi.

La vicenda intreccia addestramento, battaglie e legami personali, portando alla luce segreti del passato della stessa Nanisca e a uno scontro decisivo per il destino del regno.

Oltre a Viola Davis nel ruolo della protagonista, il cast principale comprende Thuso Mbedu, Lashana Lynch, Sheila Atim e John Boyega.

Una scena del film The Woman King con Viola Davis

La vera storia di Nanisca e delle guerriere Agojie

Al centro delle vicende raccontate in The Woman King ci sono le Agojie. Queste furono un autentico corpo militare femminile del Regno di Dahomey. Sebbene non vengano menzionate nella storia militare ufficiale, la loro esistenza è ben documentata. Furono attive in modo strutturato tra il XVII e il XIX secolo nell’area dell’attuale Benin.

In Europa vennero ribattezzate Amazzoni del Dahomey per la loro organizzazione esclusivamente femminile e per l’eccezionale preparazione militare, che rompeva gli stereotipi occidentali sull’Africa e sul ruolo delle donne.

Chi erano le Agojie

Reclutate spesso in giovane età, le Agojie venivano sottoposte a un addestramento durissimo. Questo comprendeva combattimento corpo a corpo, uso delle armi bianche e da fuoco, resistenza fisica e assoluta fedeltà al sovrano.

Dal punto di vista storico, le Agojie non erano solo una guardia cerimoniale, ma una vera forza d’élite impiegata nelle guerre di espansione e di difesa del Dahomey. Il loro status sociale era particolare: vivevano separate dalla popolazione, rinunciavano alla vita familiare tradizionale e godevano di privilegi e prestigio. Inoltre, erano considerate come delle semidivinità.

Ascesa e declino delle Agojie

Per circa due secoli le Agojie furono la punta di diamante dell’apparato militare fon. Si opposero sia ai regni rivali sia alle potenze europee impegnate nella colonizzazione dell’Africa occidentale. La loro fama di combattenti implacabili era tale da incutere timore anche alle milizie francesi, sconfitte in più occasioni.

Solo nel 1892 l’esercito femminile del Dahomey venne definitivamente battuto, quando la Francia intervenne con truppe d’artiglieria, reparti della Legione Straniera, fanteria e cavalleria. Il numero delle cadute non è noto, ma le sopravvissute continuarono a lungo una forma di guerriglia. Alcune veterane furono intervistate e fotografate fino agli anni Quaranta del Novecento.

Le Agojie e la tratta degli schiavi

Un aspetto centrale, e spesso rimosso, riguarda il coinvolgimento del Dahomey nella tratta degli schiavi: le Agojie parteciparono anche a spedizioni militari che portavano alla cattura di prigionieri destinati al commercio atlantico, un capitolo complesso e controverso che il film rielabora e semplifica per esigenze narrative.

La figura di Nanisca, così come quella di Nawi, non è documentata come individuo storico preciso, ma incarna simbolicamente le donne che, nel corso dei secoli, guidarono e rafforzarono questo esercito.

Le differenze tra film e storia vera

The Woman King sceglie consapevolmente una prospettiva idealizzata, presentando le Agojie soprattutto come simbolo di resistenza e autodeterminazione, mentre nella realtà storica il Dahomey fu a lungo parte attiva dei traffici di schiavi con potenze europee. Il film riduce o rielabora questo elemento per concentrare il conflitto sulla lotta contro l’oppressione esterna, trasformando le guerriere in paladine della libertà.

Molti elementi narrativi sono frutto di invenzione cinematografica. Le relazioni personali, come il legame madre-figlia tra Nanisca e Nawi, servono a costruire un percorso emotivo e di formazione che nella documentazione storica non trova riscontro.

Viola Davis e Thuso Mbedu in una scena di The Woman King

Anche la rappresentazione dell’Impero Oyo come antagonista principale viene semplificata, così come i rapporti politici ed economici tra i diversi regni africani dell’epoca. La complessità delle alleanze, delle rivalità e delle responsabilità storiche lascia spazio a una narrazione più lineare, pensata per parlare al pubblico contemporaneo e per sostenere un messaggio universale.

I temi principali

The Woman King affronta molti temi che vanno da quello portante dell’emancipazione femminile, all’importanza della memoria storica o il conflitto tra disciplina e sentimento.

L’emancipazione femminile

Il cuore del film è l’emancipazione femminile, raccontata attraverso donne che occupano uno spazio tradizionalmente riservato agli uomini: quello del potere militare e politico. Le Agojie diventano il simbolo di una forza collettiva capace di ridefinire identità e ruoli, mettendo in discussione l’idea che il coraggio e la leadership siano prerogative maschili.

La memoria storica

Accanto a questo, The Woman King riflette sul rapporto tra passato e presente, mostrando come la memoria storica possa essere reinterpretata per parlare alle battaglie di oggi.

Disciplina vs sentimento

La figura di Nanisca incarna il conflitto tra disciplina, trauma e sentimento, mentre Nawi rappresenta una nuova generazione che cerca di conciliare empatia e forza, umanità e determinazione.

Il film propone così una lettura epica e simbolica della storia africana, trasformandola in una metafora contemporanea sulla resilienza, sull’identità e sulla necessità di riconoscere il ruolo delle donne nei grandi racconti del passato.

Dove vedere The Woman King

The Woman King va in onda stasera alle 21:25 su Italia 1. Il film è anche disponibile in streaming on demand su Mediaset Infinity. In alternativa, il titolo è reperibile anche su piattaforme digitali a noleggio o acquisto, come Amazon Prime Video, Apple TV, Rakuten e Google Play Film.